Antonello

Antonello

 

 Voglio qui riportare il  "Testamento" di Antonello da Messina perchè si abbia chiara visione di chi fosse questo insigne nostro concittadino

 

Testamento del pittore quattrocentesco

Antonello Da Messina

 

Rinvenuto il 7 Marzo 1903 da Gaetano La Corte-Cailler segretario del Museo Civico di Messina,  pubblicato nella memoria: "Antonello Da Messina – Studi e Ricerche con documenti inediti" (Messina tipi D’Amico 1903).

 

Il suo testamento già esistente agli atti notarili di Antonio Mangianti nell’Archivio Provinciale di Stato, sezione dei notai defunti, in Messina al numero di archivio 17130, fu aperto l’11 marzo 1479 un mese dopo la sua morte avvenuta sicuramente dopo il 14 febbraio giorno della dettatura, dello stesso, da parte di Antonello. Il grande pittore messinese morì di tisi, ma sano di mente, aveva circa 49 anni, infermo nella sua casa in contrada sei Sicofanti accanto al Monastero di Montevergine, chiamata il “Cortiglio degli Schiavi” e così, in quel luogo egli si pronunciò:

 

Ego, magister Antonellus de Antonej pictor, licet infirmus jacens in lecto, sanus tamen per Dey Graciam mente et in mea propria racione compos existens, divinum timens iudicium repentinum ne forte sub silencio vitam meam finirem et decederem intestatus (continua con la traduzione in italiano)…

…<<e vi nomina suo universale erede, Jacobello, suo figlio legittimo e naturale, natogli da Janno o Giovanna sua moglie, ch’ei pure lascia usufruttuaria, restando però in vedovanza.

A Fimia sua figlia natagli anche da Janna e moglie di un Francesco Marchiano lega solo una tunica lugubre, avendo già avuto la dote.

Fa obbligo però al figlio erede e alla moglie usufruttuaria di corrispondere onze due annuali a suo padre Maestro Giovanni D’Antonio ed a sua madre Garita>>.

 

Il Testamento poi continua nelle richieste in favore dei genitori dell’ Honorabilis Magister, fin quando Antonello non esprime la sua massima volontà di essere sepolto nel convento di S.Maria del Gesù Superiore con l’abito talare di frate minore osservante di San Francesco. …

<<quod cadaver meum seppeliatur in conventu sancte Marie de Jesu cum habitu dicti conventus>>.

Queste dunque le ultime volontà del sommo artista, ma il suo corpo mortale,  che era stato  seppellito all’interno della Chiesa Medievale (fondata nel 1418 dal beato Matteo da Girgenti) come da lui richiesto, venne dimenticato e celato, nel più profondo oblio, insieme alla memoria a causa di un alluvione devastante che la chiesa con annesso convento subì intorno al 1863 e grazie all’indolenza dei suoi concittadini che per ben 150 anni si sono dimenticati del suo figlio più illustre, uomini che non hanno avuto l’accortezza, la responsabilità e la coscienza di riportare alla luce, di disvelare dopo tante strumentalizzazioni, come quella del Vasari, i segreti sulla sua morte. Bisogna ricordare inoltre che in data 10 Aprile sotto il suddetto testamento viene aggiunto una menzione che sottolinea come Antonello sia morto a Messina. Vogliamo concludere questo breve frammento storico in ricordo dell’artista immortale con una dichiarazione rilasciata proprio da suo figlio Jacobello unico erede del suo immenso patrimonio artistico e della sua bottega.

 

Jacobello d’Antonj filius non humani pictoris –

Jacobello degli Antoni figlio di un pittore non umano

 

Rimando inoltre tutti gli amici di Antonello a connettersi al portale

http://www.giovannadarco.org/marcelloespro.htm

cliccando nel link riportato si potranno fare delle scoperte inimmaginabili non solo su Antonello pittore ed erudita autore di sciarade e rebus, ma si scopriranno segreti impensabili sul quadro  del "San Girolamo nello Studio" a cura di Marcello Espro e dopo avere letto tutto e non prima cliccate su questo link per avere certezza del personaggio che si cela sotto le vesti del santo http://wikipedia.sapere.alice.it/wikipedia/wiki/Papa_Sisto_IV

Targa che ricorda il luogo nella Contrada dei Sicofanti (adiacenze via XXIV Maggio)

dove il grande Antonello nacque nel 1430 e morì nel 1474.

La targa  è collocata nella parete lato Nord del Monastero di Montevergine

 prospiciente la scalinata "Rosa Donato"

 

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