Calciopoli

a cura di

Massimo Mastronardo

 

Il Campionato di calcio 2005-2006 si conclude domenica 14 maggio 2006 nella bufera che vede coinvolto Luciano Moggi, la Gea e la Juventus che in questa giornata solleva il trofeo di Prima in classifica, ma che potrebbe vederselo tolto e retrocessa di categoria.

 

"I pm di Napoli, che seguono l'inchiesta sul calcio, parlano "di associazione a delinquere volta a predeterminare gli esiti del campionato di calcio di serie A per la stagione 2004/2005". Moggi, Giraudo, i designatori arbitrali e De Santis le menti.

ntanto spunta anche il nome del Milan tra le squadre maggiormente coinvolte nello scandalo. Oltre a Juventus, Lazio e Fiorentina sarebbe infatti quella rossonera la quarta squadra più invischiata nell'inchiesta della procura di Napoli sul calcio.

A svelare i nomi del "quartetto" sono stati i magistrati partenopei Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, che a questo proposito hanno parlato di "grumo di potere" e di "organizzazione criminale" che aveva rapporti anche con ambiti istituzionali e non solo in settori legati al mondo del calcio.

"In tal modo - scrivono i pm - predeterminando gli esiti del campionato di calcio di serie A per la stagione 2004/2005 (scudetto, piazzamenti per le coppe europee e retrocessioni) e, più in generale, controllando e condizionando l' intero sistema del calcio professionistico italiano nell' interesse della Juventus e delle altre società legate all'associazione, realizzando in definitiva illeciti ed ingentissimi profitti economici".Sono 19 le partite sotto inchiesta

Intanto si sono diffusi i nomi di alcuni indagati eccellenti della procura partenopea: tra i 41 nomi degli invitati a comparire a Napoli ci sono, oltre a Luciano Moggi, anche quelli dell'ex-amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo, degli ex-designatori arbitrali Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo, del presidente dell'Associazione italiana abritri Tullio Lanese, del presidente della Lazio Claudio Lotito e del presidente della Fiorentina Andrea della Valle.

Dagli atti dell'inchiesta emerge anche che Moggi e Giraudo sono indagati anche per concorso in sequestro di persona, tale accusa si riferisce a un episodio avvenuto al termine della partita Reggina-Juventus del 6 novembre 2004, conclusasi 2-1 per i calabresi, quando i due dirigenti avrebbero chiuso a chiave negli spogliatoi l'arbitro Paparesta ed i suoi collaboratori Cristiano Copelli e Aniello Di Mauro"

 

Inchiesta Napoli, i nomi delle 41 persone indagate

12 05 2006

Prende corpo l'indagine della Procura di Napoli sul mondo del calcio italiano. E` stato comunicato che sono 41 gli inviti a comparire emanati dai pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. Questo l'elenco degli indagati.

Dirigenti sportivi:

Luciano Moggi, (direttore generale Juventus)
Antonio Giraudo (amministratore delegato della Juventus)
Andrea Della Valle (presidente Fiorentina)
Diego Della Valle (presidente onorario Fiorentina)
Claudio Lotito (presidente Lazio)
Leonardo Meani (dirigente Milan)
Sandro Mencucci (amministratore esecutivo Fiorentina)

Dirigenti Figc
Franco Carraro (presidente Figc)
Innocenzo Mazzini (vice presidente della Figc)
Francesco Ghirelli (segretario Figc)
Maria Grazia Fazi (impiegata Figc ed ex segretaria Can)
Gennaro Mazzei (responsabile assistenti nella commissione Can)

Arbitri e designatori arbitrali
Paolo Bergamo (ex designatore arbitri)
Pier Luigi Pairetto (ex designatore arbitri)
Tullio Lanese (presidente dell'Associazione italiana arbitri)
Massimo De Santis (arbitro), Pasquale Rodomonti(arbitro)
Paolo Bertini(arbitro)
Paolo Dondarini(arbitro)
Gianluca Rocchi (arbitro)
Domenico Messina (arbitro)
Marco Gabriele (arbitro)
Salvatore Racalbuto (arbitro)
Paolo Tagliavento (arbitro)
Marco Ivaldi (assistente)Narciso Pisacreta

(già assistente, ora vice commissario Can)
Stefano Titomanlio (assistente)
Duccio Baglioni (assistente)
Enrico Ceniccola (assistente)
Gabriele Contini (assistente)
Carmine Alvino (assistente)
Giuseppe Foschetti (assistente)
Silvio Geminiani (assistente)
Alessandro Griselli (assistente)

 

Giornalista
Ignazio Scardina (Raisport)
Claudio Puglisi (assistente)

 

Procuratori
Alessandro Moggi (amministratore GEA)

 

Forze dell'ordine
Francesco Attardi, (generale della Guardia di Finanza, membro dell'ufficio indagini della Federcalcio)
Giuseppe Lasco (capitano Guardia di Finanza)
Fabio Basili e Pierluigi Vitelli (poliziotti questura Roma).

 

Scandalo calcio, 19 le partite sotto inchiesta

12 05 2006

Sono 19 le partite del campionato si serie A 2004-2005 al centro dell'inchiesta della procura di Napoli. I presunti illeciti riguardano in particolare le designazioni arbitrali con lo scopo di favorire una squadra o di ammonire giocatori in diffida per determinarne la squalifica al turno successivo.

Le partite interessate sono:

Reggina-Juventus 2-1 (6-11-04)
Lecce-Juventus 0-1 (14-11-04)
Juventus-Lazio 2-1 (5-12-04)
Fiorentina-Bologna 1-0 (5-12-04)
Bologna-Juventus 0-1 (12-12-04)
Juventus-Udinese 2-1 (13-2-05)
Roma-Juventus 1-2 (5-3-05)
Inter-Fiorentina 3-2 (20-3-05)

Fiorentina-Juventus 3-3 (9-4-05)
Chievo-Lazio 0-1 (20-2-05)
Lazio-Parma 2-0 (27-2-05)
Bologna-Lazio 1-2 (17-4-05)

Siena-Milan 2-1 (17-4-05)
Lazio-Fiorentina 1-1 (22-5-05)
Chievo-Fiorentina 1-2 (8-5-05)
Lecce-Roma 3-3 (29-5-05)
Livorno-Siena 3-6 (8-5-05)
Milan-Brescia 1-1 (10-4-05)
Milan-Chievo 1-0 (24-4-05)

Arezzo-Salernitana 1-0 (11-5-05)

 

 

Inchiesta Napoli, spunta la Nazionale targata Gea

12 05 2006

Anche la Nazionale italiana viene travolta dagli scandali che stanno sconvolgendo il mondo del calcio. Mentre Gigi Buffon sembra coinvolto in uno sporco giro di calcioscommesse, dall'inchiesta di Napoli emerge che Luciano Moggi indirizzasse anche le convocazioni in Nazionale.
Dopo le dimissioni di giovedì del Cda bianconero, l'ormai ex d.g. delle Juventus avrebbe esercitato pressioni su Marcello Lippi per favorire la convocazione in azzurro di calciatori che facevano riferimento ai procuratori della Gea.

Secondo le intercettazioni telefoniche disposte dalla Procura di Napoli, a partire dall'autunno del 2004, Moggi influenzava il commissario tecnico della Nazionale affinchè in azzurro venissero convocati dei giocatori della Gea World, la società di procuratori che tra i soci aveva anche il figlio di Lippi.
I magistrati napoletani non hanno ritenuto tale circostanza rilevante sotto il profilo penale ma la stessa mette in luce un altro inquietante scenario che si va ad aggiungere a quelli delle pressioni sugli arbitri per cui il dg è stato iscritto nel registro degli indagati.
 questa accuse ha prontamente risposto Marcello Lippi che ha replicato seccamente: "Le convocazioni della nazionale sono sotto gli occhi di tutti".

 

 

Scandalo calcio: ecco il "sistema Moggi"

12 05 2006

Emergono sempre più numerose le indiscrezioni dalle indagini effettuate dalla procura di Napoli su quello che è ormai definibile come il "sistema Moggi", con cui il direttore generale della Juventus avrebbe condizionato il campionato 2004-2005.

Ad esser più precisi, dopo oltre due anni di indagini e 2400 pagine di inchiesta, la procura del capoluogo campano non esita a definire "falsato" quel campionato almeno per 29 partite su 38.
Ecco come funzionava il "sistema Moggi". Il tutto partiva dalle telefonate del direttore generale della Juventus ai designatori dell'epoca, Paolo Bergamo e Pierluigi Casarin, nelle quali il dirigente chiedeva gli arbitri per le partite dei bianconeri ma anche per le potenziali rivali nella corsa allo Scudetto.
A questo punto era compito dei designatori o della segretaria del Can Maria Grazia Fazi contattare i fischietti con altre telefonate che, secondo quanto riportato dai procuratori che stanno seguendo l'inchiesta, Giuseppe Narducci e Filippo Beatrice, non lascerebbero adito a dubbi per quanto riguarda i contenuti.
Sembra peraltro che, nonostante la fiducia nei designatori, lo stesso Moggi prendeva contatti direttamente con la Fazi per ottenere certezze sulle designazioni e sul futuro operato degli arbitri, tanto che si narra di un incontro tra il direttore generale e la segretaria del Can al Santuario del Divino Amore di Roma.

Ovviamente il "sistema Moggi" non riguardava solo favori diretti alla Juventus ma anche decisioni negative per le rivali della Vecchia Signora, che ricevevano ammonizioni o espulsioni "chirurgiche" mirate a togliergli giocatori importanti durante o in vista delle partite fondamentali.

Il tutto a vantaggio dei bianconeri ma anche di società che emergerebbero come "vicine", ovvero Fiorentina e Lazio, tanto che si parla di avviso di garanzia per Diego e Andrea Della Valle e Claudio Lotito, anch'essi dunque probabilmente accusati di "frode sportiva".

Per finire, il "sistema" riguardava anche vicende extra-campionato: la Procura di Napoli indaga infatti anche sull'"illegittima concorrenza" messa in atto da Moggi e dalla Gea, con favori a squadre vicini o satellite (si parla di Udinese, Siena, Messina, Arezzo, Avellino e Crotone) per la valorizzazione di giocatori in ottica mercato.
Un sistema complesso e vantaggioso, dunque, ma che è stato ormai svelato e neutralizzato in attesa di ulteriori e sicuramente clamorosi sviluppi.

 

 

E se la Juve finisse in C1?

14 05 2006

Man mano che le inchieste avanzano e i fatti si stanno delineando, più ci si sta rendendo conto che la lista delle squadre partecipanti alla Serie A del prossimo anno potrebbe essere stravolta. Dalle procure di Napoli e Roma, infatti, stanno emergendo fatti che vengono definiti inconfutabili e parlano chiaramente di illeciti coordinati e continuativi nel campionato 2004/2005.
Illeciti sportivi puniti dall'articolo 6 del codice sportivo del calcio con la retrocessione nella serie inferiore e l'eventuale revoca dello scudetto in caso la squadra, autrice di plurimi illeciti, abbia vinto il campionato.

Secondo quanto emerge sarebbero tre le squadre di A, nel campionato in questione, ad aver operato illeciti plurimi e quindi ad aver violato ripetutamente l'articolo 6 con responsabilità diretta. Le squadre di A coinvolte sono la Juventus, la Lazio, la Fiorentina, il Milan.

Se per il Milan si prospetta, a meno che non emergano nuovi fatti, una responsabilità oggettiva nel controverso caso delle intercettazioni del dirigente Meani su alcuni guardalinee, e per questo caso è prevista una penalizzazione in punti oppure la squalifica del dirigente, più seria è la situazione di Fiorentina, Lazio e Juve alle prese con responsabilità diretta.
Quest'ultima accusa porta direttamente alla retrocessione in una categoria inferiore, la B, ma anche la C1 come nel caso probabile della Juventus data la reteirazione e la gravità degli illeciti.

 

 

 

 

Interrogatorio fiume: Moggi è un ''fiume in piena''

15 05 2006

Allo scoccare della quinta ora di interrogatorio, Luciano Moggi viene definito "un fiume in piena".
Gli inquirenti lo stanno interrogando su tutti i capi d'accusa e su tutti i campionati a partire dal 1999/2000.

Durante l'interrogatorio, a Moggi sarebbero stati fatte sentire alcune intercettazioni di cui era protagonista
Moggi è seduto al centro di una stanza del terzo piano della caserma dei carabinieri di via In Selci, i suoi avvocati Trofino e Giannaria gli sono ai lati, davanti ai due pm e al maggiore Auricchio.
 

 

 

Per Moggi quasi 6 ore di interrogatorio

15 05 2006

E' durato quasi sei ore l'interrogatorio di Luciano Moggi davanti ai pm napoletani. Il direttore generale dimissionario della Juventus era arrivato nella caserma dei carabinieri del nucleo operativo di Roma verso le 11 e un quarto di questa mattina.Luciano Moggi è stato definito "un fiume in piena". Gli inquirenti lo stanno interrogando su tutti i capi d'accusa e su tutti i campionati a partire dal 1999/2000. Durante l'interrogatorio, a Moggi sarebbero stati fatte sentire alcune intercettazioni di cui era protagonista.

 

 

 

 

Aldo Biscardi lascia La7

16 05 2006

Aldo Biscardi lascia La7, decisione presa d'accordo con l'editore . Ne da' notizia lo stesso conduttore, spiegando che la decisione e' stata presa d'accordo con l'editore. "Con la puntata di ieri sera del 'Processo' ed il clamoroso risultato di ascolto -spiega Biscardi- si e' conclusa trionfalmente la mia stagione tv e, con essa, il mio rapporto di collaborazione con La7". Nel corso della trasmissione "ho dato piena prova dell'infondatezza delle insinuazioni sul conto del 'Processo' che erano state strumentalmente costruite".

 

 

Aia sospende i 9 arbitri indagati

18 05 2006

L'associazione italiana arbitri ha sospeso 'cautelativamente' i 9 arbitri, gli ex designatori e gli assistenti indagati in questi giorni. La decisione e' stata presa dal comitato nazionale dell'Aia. Gli arbitri sospesi sono Massimo De Santis, Pasquale Rodomonti, Paolo Bertini, Paolo Dondarini, Marco Gabriele, Domenico Messina, Gianluca Rocchi, Salvatore Racalbuto e Paolo Tagliavento.

 

 

Intercettazioni, anche i giudici nelle telefonate di Moggi

18 05 2006

Nell'informativa del nucleo operativo dei carabinieri di Roma agli atti dell'inchiesta della Procura di Napoli, tre intercettazioni telefoniche documentano il tipo e la qualità dei rapporti tra Luciano Moggi, direttore generale della Juventus, e due magistrati della Procura di Torino: Maurizio Laudi, procuratore aggiunto e giudice sportivo della Federazione Gioco Calcio; Antonio Rinaudo, sostituto procuratore. Una quarta intercettazione segnala, o quantomeno lascia ipotizzare, un rapporto diretto tra uno dei due magistrati, il procuratore aggiunto Maurizio Laudi e l'arbitro Massimo De Santis. Svela le ragioni per cui l'arbitro di Tivoli dice di voler contattare il procuratore di Torino. È una telefonata del 28 febbraio del 2005. "Significativa - si legge nell'informativa dei carabinieri - perché segnala la spiccata capacità delinquenziale e l'attività di inquinamento probatorio" dell'arbitro. Dal suo cellulare, Massimo De Santis raggiunge un'utenza del Consiglio Superiore della Magistratura. Gli risponde un uomo con cui dimostra un rapporto di confidenza, che i carabinieri identificano come un tale "Guglielmo" e descrivono come "fedele e attendibile informatore". De Santis ha un'urgenza. Capire in quale ufficio giudiziario lavori il sostituto procuratore che sta indagando sul sistema arbitrale e come possa eventualmente essere avvicinato. "De Santis - annotano i carabinieri - è in fermento perché vuole conoscere la portata dell'inchiesta giudiziaria avviata dal Procuratore Raffaele Guariniello". La circostanza, di per sé, è già significativa. L'indagine di Guariniello sugli arbitri è una costola dell'istruttoria sul doping e in quel febbraio 2005 è un segreto che dovrebbe essere ben custodito, ma che, evidentemente, qualcuno ha girato a De Santis, con una indicazione: "Se ne occupa un pm che si chiama Tatangelo". Il cognome del magistrato non dice nulla all'arbitro. Che dunque chiede aiuto a "Guglielmo", l'amico che lavora al Csm che evidentemente ha accesso alle piante organiche degli uffici giudiziari italiani. I due, al telefono, non ci girano intorno. Guglielmo: "Senti allora, di Tatangelo ce ne stanno due. Uno è Tatangelo Augusto che fa il gip al Tribunale di Napoli. E l'altro è Marcello, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Torino". De Santis non ha esitazioni su quale sia il Tatangelo che cerca: "È questo di Torino. Perché dice che sta insieme a Guariniello". Guglielmo suggerisce una strada: "Mmmm.. sarebbe da parlà co coso lì, come si chiama? Porca miseria come si chiama quello di Torino? Co Laudi". De Santis è d'accordo: "A, co Maurizio? Ho capito, vabbé allora ci posso.. Ci parlo io direttamente co Maurizio".
Nell'informativa dei carabinieri non c'è traccia di cosa sia accaduto dopo. Se De Santis abbia o meno contattato il procuratore aggiunto Maurizio Laudi o se quanto riferito nella conversazione con "Guglielmo" sia rimasta solo un'intenzione dell'arbitro. Un fatto è certo. I carabinieri sono evidentemente sorpresi dalla confidenza con cui De Santis evoca il procuratore aggiunto di Torino ("Maurizio"), al punto da sottolineare il passaggio, e ritengono di dover documentare un'altra circostanza sul procuratore aggiunto di Torino che ha a che vedere con la considerazione in cui era tenuto da Luciano Moggi. Si legge nell'informativa: "Per completezza investigativa va, altresì, evidenziato che Moggi è particolarmente attento ai rapporti con la magistratura torinese tenuto conto anche della delicatezza della posizione della Juventus in ambito giudiziario torinese (vedasi ad esempio il processo doping). In particolare, ad esempio, è stata censurata una conversazione". È il 9 novembre 2004. La Juventus gioca la sua prossima partita in casa e il procuratore aggiunto Maurizio Laudi contatta il club "per chiedere in quella circostanza 4 biglietti e 2 special park (autorizzazioni per parcheggi riservati e custoditi all'interno dello stadio)". Moggi ne viene informato dalla segretaria Lella. Lella: "Poi, il dottor Laudi che chiede quattro Ovest-primo e due special. Io ho detto che non, che non sapevo che... chiedevo a lei". Moggi: "Quattro Ovest-primo vanno bene! Uno special va bene... due mi sembrano troppi. Ce li abbiamo noi due special?". Lella: "Sì". Moggi: "E diamoli ah!". I carabinieri registrano questa conversazione. Come altre che vengono scambiate tra Moggi e la Procura di Torino. Scrivono: "Più stretti appaiono i rapporti di Moggi con un altro magistrato della Procura, il sostituto Antonio Rinaudo, che partecipa a cene organizzate dal direttore generale della Juventus anche con le rispettive consorti e fruisce settimanalmente dei biglietti omaggio per assistere alle partite casalinghe della squadra". Si mangia ai tavoli dell'hotel "Concord" (dove la Juventus va in ritiro alla vigilia delle gare in casa), "con due comuni amici: Tonino Esposito e l'avvocato Andrea Galasso", un penalista conosciuto in città, già missino, ex assessore Dc e molto vicino a Giraudo. Rinaudo riceve regali natalizi ("Quel pensiero di Natale... Siete veramente gentili", dice al telefono il 2 febbraio 2005. E Moggi: "Un pensierino... Niente di particolare"), talvolta chiede anche di essere accompagnato in macchina, magari "una cena più intima senza la presenza della squadra". Arriva a sollecitare il direttore generale della Juve perché i figli della sua segretaria in Procura vogliono comprare biglietti di curva o distinti che non si trovano (telefonata del 24 febbraio 2005). E a Moggi capita allora di perdere la pazienza e di confidare al telefono all'amico Tonino: "Eh, va beh, tanto questi qua so tutti la stessa pasta, sti magistrati...".
 

 

 

 

Gea: "Sullo Ior diffamazione intollerabile"

19 05 2006

"Gea World spa rigetta con forza le accuse, riportate oggi da un quotidiano, che collegano la società a conti legati a Istituti di Credito con sede in Città del Vaticano".
Così la società di procuratori al centro della bufera che ha investito il calcio, respinge le accuse mosse dal quotidiano "La Repubblica" su presunti fondi neri depositati dalla Gea presso lo Ior, la banca vaticana.
"Tali ipotesi sono del tutto prive di fondamento - prosegue la nota - e costituiscono una diffamazione intollerabile in un momento molto delicato delle indagini preliminari. Confermando la fiducia nell'operato degli inquirenti, la Gea World e i suoi soci sottolineano che provvederanno a tutelare la propria onorabilità e continueranno a difendersi con serenità nelle sedi competenti".
 

 

 

Prodi, calcio metafora crisi etica

19 05 2006

Il premier al Senato, cio' che e' accaduto non e' casuale   - Al Senato Prodi parla di 'crisi etica' in molti settori, aggiungendo che 'il calcio e' una metafora importante della situazione italiana'. Quello che e' accaduto nel mondo del calcio 'non e' qualcosa di casuale da snobbare o da mettere a lato. E' invece qualcosa che ha messo in rilievo - ha detto il premier - quanto profonda sia la crisi etica in ogni aspetto della vita del Paese, persino nello sport'.

 

 

 

Ruini, troppi interessi nel calcio

19 05 2006

Presidente Cei, deluso come italiano e come vecchio tifoso  - Il cardinale Camillo Ruini spiega che 'quando sono in gioco interessi cosi' grandi non stupisce che ci siano degli scandali'. 'Da buon italiano e da vecchio tifoso - ha detto il presidente della Cei - sono dispiaciuto e deluso. Vorrei sempre che gli eventi sportivi fossero genuini'.

 

 

 

"Gea, in Vaticano i fondi segreti"

19 05 2006

Fondi neri della Gea World e conti bancari segreti in Vaticano. Milioni di euro provenienti da operazioni di calciomercato, spariti poi dai bilanci della società di collocamento calciatori presieduta da Alessandro Moggi e amministrata da Franco Zavaglia. I pm romani Luca Palamara e Maria Cristina Palaia stanno concentrando la loro inchiesta sul denaro che da vicolo Barberini, sede della Gea a Roma, porterebbe allo Ior, l'Istituto per le opere religiose, banca del Vaticano dal 1941. Secondo gli inquirenti molti capitali sarebbero stati depositati proprio nella banca vaticana.

S'apre, così, uno scenario da alta finanza che potrebbe spingere i magistrati romani a ipotizzare nuovi reati come falso in bilancio e riciclaggio. Per la Procura esisterebbe una contabilità occulta della Gea World, società di cui Chiara Geronzi, figlia del presidente di Capitalia, è maggiore azionista con il 32,4%.

Già in passato la procura romana si era occupata di doping amministrativo e di un filone legato alla Juventus di Antonio Giraudo e Luciano Moggi, poi stralciato e trasmesso ai pm di Torino che ora indagano, proprio, per frode fiscale. E anche in quel caso la guardia di finanza aveva ipotizzato l'esistenza di conti all'estero dove trasferire le alte percentuali - dal 5% al 15% - incassate dalla Gea per la cessione dell'ampio parco giocatori sotto controllo (262). Le indagini della finanza, ma anche quelle dei carabinieri del nucleo operativo romano, hanno fatto emergere la cessione sospetta del centrocampista Fabio Liverani, passato dal Perugia alla Lazio di Cragnotti nel settembre 2001 per volontà di Cesare Geronzi.

 

La cifra fu stabilita - secondo il racconto di Luciano Gaucci - da Geronzi padre: 25 miliardi di lire. Tre miliardi e 750 milioni, rivelò l'ex presidente del Perugia ora latitante a Santo Domingo, "li consegnai nella sede della Gea a Chiara Geronzi. Quattro, cinque viaggi con le valigette con i contanti. Era la percentuale in nero". Di quel pagamento, oggi, la procura cerca traccia. Gli inquirenti ritengono le dichiarazioni di Gaucci e dei suoi figli "di alto valore". E anche la vendita di Nesta al Milan, nell'agosto 2002, presenta vuoti finanziari su cui si sta lavorando.

Le ultime dichiarazioni di Rosella Sensi, amministratore della Roma, hanno aiutato a definire il grande intreccio tra business dei diritti televisivi e calciomercato: la chiave per entrarci è stato il caso Emerson e adesso si scopre che una parte dei soldi di quel trasferimento potrebbe non essere stata dichiarata. Dietro quella trattativa c'erano l'Italpetroli di Franco Sensi e nuovamente Capitalia.

Ma sui conti esteri della "cupola" aveva già aperto uno squarcio Giuseppe Gazzoni Frascara, ex patron del Bologna fallito dopo l'ostracismo del palazzo del calcio. "Girano molti soldi, estero su estero", aveva detto nel 2004 ai pm romani. Poi l'ha ribadito alla Procura di Napoli.

Questa mattina il ct azzurro Marcello Lippi sarà interrogato come "persona informata sui fatti". I magistrati vogliono capire se il tecnico sia stato condizionato da Moggi & soci nelle scelte sui giocatori da convocare in Nazionale. I pm hanno già annunciato di voler ascoltare anche il figlio di Lippi, Davide, stretto collaboratore della Gea. Ieri, infine, è stato sentito Daniele Pradè, dirigente della Roma, anche lui ritenuto subalterno a Francesco Zavaglia, amministratore della Gea World.

 

 

Figc, azzerato l'ufficio indagini Pappa si dimette dopo 5 anni

19 05 2006

 

Dopo le dimissioni del presidente Franco Carraro e la nomina del commissario straordinario Guido Rossi il terremoto del calcio colpisce l'Ufficio Indagini della Federcalcio. Il generale Italo Pappa, a capo dell'Ufficio al centro di tante indagini scottanti, lascia. Dimissioni irrevocabili e sofferte che di fatto azzerano praticamente tutti i vertici della Figc, considerate anche le dimissioni del vice presidente Innocenzo Mazzini e l'autosospensione del presidente dell'Associazione arbitri Tullio Lanese.
Pappa lascia l'incarico che ha ricoperto per cinque anni. Con lui lasciano anche i suoi più stretti collaboratori. Pappa ha rimesso il mandato nelle mani del presidente del Coni Gianni Petrucci. Un gesto annunciato anche per la decisione del neocommissario Rossi di avocare a sè tutte le indagini.

Nella sua lettera di dimissioni Pappa dà la colpa ai "continui attacchi" che hanno preso di mira lui e il suo ufficio, "le indegne strumentalizzazioni che alcuni organi di stampa hanno di recente effettuato, stravolgendo completamente la realtà dei fatti". E lancia il sospetto che gli attacchi ricevuti siano dovuti al suo ruolo di generale della Guardia di Finanza e soprattutto di Comandante in Seconda del Corpo e definisce alcune illazioni "un'indegna dietrologia".
A questo punto in Figc resta soltanto il vice presidente vicario Giancarlo Abete, ma di fatto tutto è nelle mani del commissario Rossi, che dovrebbe insediarsi martedì prossimo.
Con l'impegno di fare pulizia in tempi brevi, visti i tempi strettissimi per la compilazione dei calendari. Per il neocommissario sarà una lotta contro il tempo. Le preoccupazioni maggiori riguardano l'acquisizione delle carte dell'inchiesta di Napoli, che non è detto arrivino con la tempistica che ci vorrebbe per arrivare poi a chiudere i procedimenti nei margini utili, soprattutto per le squadre che saranno impegnate nelle coppe, secondo quanto richiesto dall'Uefa.

 

 

Lippi, tre ore dai magistrati romani, ma per i carabinieri era un uomo Gea

19 05 2006

"Tutto bene, tutto bene". Dopo quasi tre ore e mezza in procura, Marcello Lippi si mostra convinto di essere riuscito ad allontanare qualsiasi dubbio, qualsiasi ombra sulla sua correttezza e professionalità proprio alla vigilia dell'appuntamento più importante della sua carriera, il Mondiale di Germania alla guida della Nazionale.
Le cose, per l'allenatore sospettato dai magistrati che indagano sulla Gea di aver favorito la carriera azzurra dei calciatori assistiti dalla società di Alessandro Moggi e Chiara Geronzi, non devono essere andate però esattamente così. A conclusione della Coppa del mondo il commissario tecnico dovrà infatti tornare dai pubblici ministeri per fornire ulteriori chiarimenti. Oltre al legame rappresentato dall'antica amicizia con Luciano Moggi (il papà di Alessandro), e dal fatto che tra i procuratori della Gea c'è anche suo figlio Davide, ci sarebbe un ulteriore vincolo ad unire l'allenatore degli azzurri alla General Athletics. Secondo il rapporto recapitato dai carabinieri agli inquirenti, lo stesso Lippi sarebbe uno dei 29 tecnici assistiti dalla Gea.

 

All'uscita dal palazzo di giustizia Lippi ha ostentato comunque serenità: "Sono stato ascoltato come testimone, ho risposto alle domande: ora penso solo ed esclusivamente alla nazionale". Quanto alla notizia, trapelata solo in serata, della sua "affiliazione" alla Gea attraverso gli uffici del figlio Davide, il tecnico ha replicato: "Mai avuto un procuratore".
Il passaggio di stamattina a piazzale Clodio era atteso con ansia, nel club azzurro: negli ambienti giudiziari c'è la convinzione che lo scandalo stia diventando anche e soprattutto 'processo mediatico', e nessuno più del ct dell'Italia a tre giorni dal raduno e venti giorni dal Mondiale rischiava di trovare trappole sul suo cammino. Per questo, escluse ipotesi inverosimili come quella di una sostituzione sulla panchina con Trapattoni o Gentile, l'ipotesi Ancelotti ancorché lontana non era apparsa del tutto fantastica.
Ma il lungo colloquio di Lippi con Palaia e Palamara ha toccato forse i temi meno scottanti, ovvero il contenuto delle intercettazioni provenienti da Torino, più 'leggere' rispetto a quelle dell'inchiesta napoletana. E alla fine i verbali sono stati secretati, proprio per tutelare il ct alla vigilia del mondiale. Lippi deve aver ribadito quanto detto lunedì alla stampa, in occasione della presentazione della lista dei 23 del mondiale: "Telefonate con Moggi c'erano, ma non erano pressioni: sono le stesse ricevute da tutti i dirigenti di club italiani".
Se davvero le scelte azzurre discusse sono state la mancata convocazione di Del Piero per la tournée dello scorso giugno in Usa e Canada, o il riposo forzato di Cannavaro contro la Bielorussia, la difficoltà del commissario tecnico a spiegare non deve essere stata altissima. Lippi, come detto, compare però anche nell'elenco dei 29 allenatori assistiti dalla Gea, c'è la questione Chiellini - il difensore Juve assistito dal figlio - e la presenza stessa di Lippi jr. nella società di procuratori eccellenti.
Tutto rimandato a un secondo, probabile incontro, a questo punto dopo il Mondiale. La moratoria per Germania 2006 consente a Lippi di fare il punto con quel che resta del Club Italia, in Federcalcio, e di correre a Viareggio con la figlia per il week end di riposo prima del raduno azzurro.

 

 

Da Nesta ai figli di Bruno Conti ecco i 300 giocatori della Gea

19 05 2006

Sarebbero circa 300 i giocatori controllati dalla Gea tramite i procuratori facenti parte dell'organizzazione. E' quanto emerso oggi da un rapporto dei Carabinieri che indagano nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Napoli, che però ne cita, nero su bianco, solo 262. Di questi, 113 hanno come procuratore Alessandro Moggi, gli altri sono divisi tra Franco Zavaglia, Riccardo Calleri ed un generico Gea.
Proprio in quest'ultimo caso rientrano, secondo i carabinieri, Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro.
Fra gli assistiti di Moggi junior ci sono, in ordine alfabetico, Adeshina, Ametrano, Amoruso, l'ormai ex giocatore Bachini (radiato dalla giustizia sportiva per la seconda positività per cocaina), Baiocco, il bomber del Siena Bogdani, il calciatore-stilista-ristoratore Brocchi, il bomber del Napoli Calaiò, quel Cassetti che piace a molte squadre, l'azzurro Chiellini, del quale molti indicavano come procuratore Davide Lippi e la 'bandiera' della Reggina Cozza.
Nella lista c'è anche Antonio Conte, che nel frattempo ha smesso ed è diventato vice-allenatore del Siena. Ci sono poi il portiere greco Eleftheropoulos, oggetto misterioso della Roma dove non ha mai giocato limitandosi a rimanere 'parcheggiato' a Trigoria, e Galante.
Curioso il caso di Zavaglia, che assiste alcuni giocatori della Roma, come Aquilani e Bovo, ex giallorossi come il portiere Amelia e poi i due figli di Bruno Conti, Andrea, che gioca in serie C, e Daniele. Zavaglia è anche il procuratore del secondo portiere dell'Udinese Paoletti, ex romanista che finì, pur non giocando mai nella massima serie, in una serie di scambi che portarono a una plusvalenza di 22 milioni di euro.

Ecco i principali nomi (tra parentesi il procuratore):

Adeshina (A. Moggi)
Amelia (Zavaglia)
Ametrano (A. Moggi)
Amoruso (A. Moggi)
Aquilani (Zavaglia)
Bachini (A. Moggi)
Baiocco (A. Moggi)
Bianchi R. (A. Moggi)
Blasi (Zavaglia)
Bogdani (A. Moggi)
Rafael Bondi (Zavaglia)
Bovo (Zavaglia)
Brocchi (A. Moggi)
Calaiò (A. Moggi)
Cannarsa (Zavaglia)
Cannavaro F. (Gea)
Carrozzieri (Zavaglia)
Cassetti (A. Moggi)
Cejas (A. Moggi)
Chiellini (A. Moggi)
Colonnese (A. Moggi)
Conte A. (A. Moggi)
Conti A. (Zavaglia)
Conti D. (Zavaglia)
Corradi (Zavaglia)
Corvia (Zavaglia)
Cozza (A. Moggi)
D'Agostino (Zavaglia)
De Sanctis (Zavaglia)
De Vezze (Zavaglia)
Delvecchio G. (Zavaglia)
Di Vaio (Zavaglia)
Eleftheropoulos (A. Moggi)
Esposito Mass. (A. Moggi)
Fava Passaro (Zavaglia)
Ferrara (Gea)
Ferreira Pinto (Zavaglia)
Ferronetti (Zavaglia)
Firmani (Zavaglia)
Fresi (A. Moggi)
Galante (A. Moggi)
Gasbarroni (A. Moggi)
Gatti (Calleri)
Giampaolo F. (A. Moggi)
Giannichedda (Zavaglia)
Iuliano (A. Moggi)
Jankulovski (A. Moggi)
Jimenez (A. Moggi)
Lanzaro (Zavaglia)
Le Grottaglie (A. Moggi)
Liverani (A. Moggi)
Maresca (A. Moggi)
Materazzi (A. Moggi)
Melara (Zavaglia)
Mihajlovic (Gea)
Milito (A. Moggi)
Mutu (A. Moggi)
Nesta (Calleri)
Oddo (A. Moggi)
Olive (A. Moggi)
Pancaro (Gea)
Paoletti (Zavaglia)
Pepe (Zavaglia)
Santana (Zavaglia)
Savoldi G. (A. Moggi)
Scarchilli (Zavaglia)
Scarlato (A. Moggi)
Sculli (A. Moggi)
Sogliano (A. Moggi)
Sorrentino (A. Moggi)
Stankovic (Gea)
Statuto (Zavaglia)
Stovini (A. Moggi)
Tacchinardi (A. Moggi)
Tavano (A. Moggi)
Tedesco G. (A. Moggi)
Tosto (A. Moggi)
Vargas (A. Moggi)
Zauli (A. Moggi).

 

 

Gea controllava presidenti serie A

19 05 2006

In elenco carabinieri De Luca, Foti e Spinelli  - La Gea controllava non solo calciatori e allenatori, ma anche presidenti e dirigenti di squadre di calcio professionistiche. E' quanto risulta dall'elenco degli uomini che la societa' controllava e gestiva, compilato dai carabinieri del Nucleo operativo di Roma e trasmesso ai magistrati di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sul calcio. Nell'elenco figurano tre presidenti di societa' di serie A, Paolo De Luca (Siena), Pasquale 'Lillo' Foti (Reggina), Roberto Spinelli (Livorno).

 

 

Elkann: "La Juve si difenderà"

19 05 2006

La Juventus si difende. E lo fa con le parole autorevoli di John Elkann, il vicepresidente dell'Ifil, in un'intervista che comparirà domani sul quotidiano di Torino la Stampa, ma di cui sono disponibili alcune anticipazioni. Elkann, nel giorno del passaggio di consegne del Cda bianconero, spiega: "Ci siamo assunti pienamente le nostre responsabilità, ma non staremo a subire passivamente il polverone". Insomma, colpevoli sì, ma va evitata la gogna mediatica. Ancora Elkann: "Bisogna voltare pagina: i valori che sono stati così bene espressi durante le Olimpiadi di Torino e che mi auguro di vedere ai Mondiali, devono essere e saranno il cuore della nostra azione futura".

La Juventus cambia facce, ma non quella dell'allenatore: "Abbiamo chiesto a Capello di rimanere insieme a noi, e lui ha accettato: si è messo subito al lavoro per la preparazione della prossima stagione. Di più non possiamo chiedere. Valuteremo insieme l'evoluzione della situazione". Perché in caso di eventuale retrocessioni in in serie B il tecnico friulano potrebbe cambiare idea. Anche se Elkann spiega: "Oggi siamo in A e speriamo di rimanerci, ma se il campionato di competenza fosse la B ci batteremmo per tornare nella massima serie". La famiglia Agnelli si occuperà da vicino della Juventus, ma non ci saranno componenti nel Cda: "Il nuovo consiglio sarà composto da professionisti e grandi sportivi. In questo momento è importante rafforzare la Juventus inserendo esperti di sport e professionisti con competenze specifiche, ma la famiglia sarà sempre vicina alla squadra".

 

I pm: "continuità" nel 2005/06

19 05 2006

A un certo punto, nella chilometrica relazione che riassume l’inchiesta "Off-side" ("Fuorigioco"), frutto di otto mesi di intercettazioni, si legge la parola continuità scritta in corsivo. Come a volerne sottolineare l’importanza, a staccarla dalle altre parole, per non permetterle di scivolare via. Accade dopo che i relatori hanno annotato le generalità e il curriculum professionale di Maurizio Mattei, designatore unico degli arbitri di A e B. In coda al percorso dell’ex fischietto di Macerata, gli inquirenti chiosano: "Il nuovo commissario, come si evince dal percorso di provenienza all'interno dell'AIA, non rappresenta affatto una novità dell'ambiente, anzi la nuova CAN rileva proprio la continuità della nomenclatura dell'apparato federale". E, in modo ancora più esplicito, aggiungono: "Inoltre, se pur non direttamente interessato, in passato Maurizio Mattei figura accanto a vari personaggi che nel corso degli anni sono stati coinvolti nei maggiori scandali arbitrali, persone che attualmente dalle presenti indagini risultano far parte dell'organizzazione moggiana e, come nel caso di Baldas, rivestono un ruolo primario nel contesto associativo e nel perseguimento delle finalità che esso si prefigge. In particolare, l'attuale commissario all'epoca degli scandali che di seguito si riportano, ricopriva sempre ruoli di massimo rilievo nella CAN". Gli "scandali" di cui si parla sono il celeberrimo Juventus-Inter del ’97-’98, che portò alla rimozione di Baldas; e un presunta corruzione relativa a Civitavecchia-Latina di Coppa Italia del 27 gennaio 1999.Le intercettazioni dei carabinieri coprono i mesi che vanno dal novembre 2004 al giugno 2005. Non rientra quindi il campionato appena concluso. Lo ha detto chiaro mercoledì il procuratore aggiunto di Napoli, Franco Roberti: "Dalle indagini non emergono elementi per poter investigare sul campionato 2005-06". A Mattei non si muovono appunti specifici, nessuno allude a responsabilità dirette, ma chi scrive la relazione ci tiene a mettere, nero su bianco, quella parola scritta in corsivo (continuità) che nasconde una domanda: è credibile che il "sistema Moggi" si sia arrestato di colpo all’inizio della stagione in corso per il solo fatto che il designatore unico ha sostituito la coppia Bergamo-Pairetto? Perché certi arbitri, quegli stessi arbitri, avrebbero dovuto interrompere le loro abitudini e loro sudditanze prima che un'intercettazione li trasformasse in indagati? Il Dondarini che nel 2005-06 ha benedetto un gol di Del Piero in solare fuorigioco e che ha ignorato un rigore altrettanto solare di Camoranesi su Vidigal è lo stesso arbitro finito nelle intercettazioni 2004-05. Continuità? C’è anche un’intercettazione che suggerisce agli inquirenti di affinare l’olfatto. È una telefonata intercettata il 6 aprile 2005, tra Tullio Lanese, presidente dell’Aia, e un giornalista. "Una conversazione da cui emergerebbero delle manovre all'epoca già in atto da parte del gruppo moggiano per intervenire sul rinnovamento delle regole e dunque delle persone, che riguardano proprio Maurizio Mattei, il quale poi sarà il nuovo designatore unico". La cupola si starebbe muovendo per garantirsi un futuro con i nuovi vertici. A Lanese risulta che "Mattei frequenta casa Juve per fare il designatore" e chiede al giornalista di informarsi. Il giorno che assunse l’incarico, Maurizio Mattei commentò: "La fatica non mi spaventa, io sono abituato a lavorare la terra. Ancora vivo a Treia, nella casa di campagna dei miei genitori". Dai campi a Roma, come Cincinnato per governare l’emergenza, dopo l’infelice gestione Bergamo-Pairetto. Ha esordito lanciando molti arbitri giovani, sembrava un bel segno di discontinuità. Gli inquirenti si stanno chiedendo se è stato proprio così. Lorenzo, figlio di Maurizio Mattei, commentò così la promozione del padre il 27 luglio scorso: "So’ cavoli tuoi, papà...". Forse aveva ragione.

CHI TI HA DATO LA PATENTE?

Filone delle intercettazioni. I verbali in mano ai magistrati dell’inchiesta che ha sconvolto il mondo del calcio riportano fedelmente le trascrizioni delle telefonate. Qui cerchiamo di "ripulirle", di renderle meno "telefonate". Il senso non cambia.
Reggina-Juve 2-1, Moggi chiude Paparesta dentro lo spogliatoio e si porta via la chiave. Il direttore generale della Juve chiama Giraudo e gli racconta di Paparesta. Dice di aver parlato "con tutti e due", cioè i designatori.
MOGGI: Allora, adesso li facciamo fuori tutti quanti... E poi ha avuto il coraggio di chiamarmi pure il soggetto. Il soggetto è Paparesta e Moggi aggiunge: Gli ho detto che ero al telefono...
GIRAUDO: Ma pensa te, ma pensa te.
MOGGI: Ma io gli ho detto: io con te non ci voglio parlare! Poi gli ho riattaccato il telefono... Ci vuole pure una dose di sfacciataggine. Poi ho parlato con Paolo Bergamo e con l’altro. L’altro è, ovviamente, Pairetto.
GIRAUDO: Per me devono massacrarli. Devono massacrarli, sia a Coverciano e poi non farli arbitrare per due mesi. Due mesi devono star fuori...
MOGGI: Ma che scherzi? Io a Paparesta gli faccio togliere la patente, con l’obbligo dei danni entro 15 giorni. Altrimenti è affiliato alla Legione Straniera. Vedrai che glielo faccio! Domani sera vado al Processo (di Biscardi) e gli faccio un culo... Illustra a Giraudo la mobilitazione mediatica. MOGGI: Le moviole le movimento tutte! A parte il fatto che non ce n’è bisogno, lo fanno da soli. Ma stavolta le alimento io le moviole.
Sempre su Reggina-Juve del 6 novembre 2004. L’arbitro Gianluca Paparesta telefona a Pairetto. Gli parla degli errori commessi nel corso della partita.
PAPARESTA: ... speriamo bene. E speriamo che le trasmissioni non ci attacchino più di tanto. Sai, questi si muovono, fanno parlare. L’arbitro barese non è molto chiaro: Gli altri magari, eh?...così, sai, poi magari qualcuno preferisce non esporsi in prima persona...

LUCIANO, GIOIA MIA...

Sempre il caso Reggina-Juventus. Il presidente dell’Associazione italiana arbitri, Tullio Lanese, chiama Moggi. Discutono sugli episodi della partita. Sembrano aver fretta tutti e due.
MOGGI: Cinque minuti... Il presidente degli arbitri usa toni molto confidenziali.
LANESE: Gioia, ho avuto una riunione qua, un minuto…
MOGGI: Cosa è successo?
LANESE: La storia dei fumatori, perché dobbiamo distribuire la circolare, la disposizione di Carraro a tutti gli arbitri di tutte le categorie. Il riferimento è per gli allenatori che non possono fumare in panchina.
LANESE: Ti avevo chiamato perché ieri ho visto questo stronzo del papà.
MOGGI: Eh…
LANESE: Lui addirittura vorrebbe più di quanto si è detto… Io ho detto: guarda io intanto c’è sta cosa se tu eri presente, faccio in modo di farti salire al 100%, per altre cose ne parliamo più in là. Perché gli ho fatto capire che non se le merita, non si fa, perché mi ha rotto i coglioni, guarda io... perché dopo quello che ho visto in tv ero incazzato come una belva.
MOGGI: E' una cosa incredibile. Era una cosa incredibile.
LANESE: Lo so, non mi dire. Io so tutto, l’osservatore è un mio amico e mi ha detto che ti ha visto entrare. Mi ha detto: "Io che devo fare?". Tu, gli ho detto, non c’eri e ti fai i cazzi tuoi. Lanese ridacchia: Giusto?
MOGGI: Gliene ho dette di tutti i colori...
LANESE: Lo so, lo so. So tutto, gioia...
MOGGI: A lui, agli assistenti…
LANESE: La prossima settimana vengo perché ti voglio parlare personalmente. Senti ho bisogno di una cortesia. Oggi…
MOGGI: Ma... Tieni conto che io mercoledì sono a Messina con la Nazionale.
LANESE: Ah, vieni… e stiamo insieme, vieni a casa mia, caso mai...
MOGGI: Ci organizziamo.
LANESE: Stiamo un po’ a casa mia che è meglio, guarda.
MOGGI: Va bene, va…
LANESE: Ti volevo dire, la c’è un mio amico. Gli puoi dare un paio di magliette per miei figli?
MOGGI: Si, hai voglia, hai voglia. Ti giuro sui miei figli.

MOGGINO GALANTE

l figlio di Luciano Moggi, Alessandro, è indagato dalla Procura di Roma per via della Gea World, la società di intermediazione di cui è presidente. Alessandro appare in diverse intercettazioni. In una racconta a un amico la storia di un appuntamento "galante" che si è trasformato in un insuccesso. È la storia di un weekend a Parigi per conquistare Ilaria D’Amico, la famosa conduttrice di Sky. Moggi junior si lamenta al telefono e fa delle cifre, parla di soldi.
A. MOGGI: Pensavo, speravo, ci contavo, invece sono andato a buca... Ho speso 10 mila euro per portarla a cena a Parigi, ho preso un aereo privato, un albergo di lusso, un ristorante favoloso, ma è andata buca.
Questa telefonata, come tante altre, è finita nel tritacarne, nel calderone delle intercettazioni. Storia da rotocalco? Sussurri del calcio dietro le quinte? Forse millanteria del giovane Moggi. O, chissà, soltanto uno spiacevole equivoco. Ilaria D’Amico, brava e bella giornalista tv (ha intervistato in esclusiva anche il figlio del colonnello Gheddafi), tace, non entra nella questione.

MUTU LIBERO

Luciano Moggi e il figlio Alessandro parlano dell’acquisto del giocatore rumeno Adrian Mutu.
A. MOGGI: Senti, ti volevo dire: domani c’è la sentenza di Mutu, no? Della squalifica. Potrebbe essere anche di sei mesi, io ieri ho preso la procura di Mutu.
L. MOGGI: Vedi, se lo lasciano libero, lo prendiamo subito noi.
A. MOGGI: È libero, è già libero.
L. MOGGI: Allora lo prendiamo noi.
A. MOGGI: Eh, io questo ti volevo dire. Perché io ora devo parlare un po’ in giro. Però se interessa a voi...
L. MOGGI: Ma come in giro? Questo si prende subito.

FINCHE’ CI SONO IO...

uciano Moggi parla con il procuratore di Fabio Cannavaro, Gaetano Fedele (del giro Gea). Fedele si lamenta perché il suo assistito non ha giocato in Bielorussia.
FEDELE: Ti ho chiamato perché ci tengo. Fabio ci è rimasto molto male per questo fatto...
MOGGI: Quale?
FEDELE: Il fatto che non gioca, che Lippi...
MOGGI: Non deve rompere e…
FEDELE: Ho capito sai... Il procuratore si arrabbia.
MOGGI: Lui, lui deve... ascolta...
FEDELE: Ho capito, ma mettiti nei panni suoi...
MOGGI: Lui non è più nell’Inter. Poi, voglio dire, è rientrato, ha fatto una partita a distanza di due giorni. Non può fare un’altra partita. Non è nell’Inter, deve attenersi a quello che gli dico io.
FEDELE (arrabbiato): Lui ci teneva per le presenze.
MOGGI(arrabbiato): Ho capito, lui ci tiene. Ma io tengo a tanti.
FEDELE: Allora non vada neanche in panchina. A questo punto...
MOGGI: Ma perché? Tanto non lo fa giocare...
FEDELE: Metti che si fa male uno. Non lo fa giocare?
MOGGI(sempre arrabbiato): Tu non ti devi preoccupare, lascia fa a me... Il problema, praticamente... Qui si fa in una maniera un po’ diversa. Non è che i giocatori dettano legge.
FEDELE(arrabbiato): Il problema non è questo, io non ti ho detto che vuole giocare. Io ti ho detto che c’è rimasto molto male. E’ diverso.
MOGGI(arrabbiato): Vabbè, c’è rimasto male... Ci rimane meglio un’altra volta.
FEDELE(arrabbiato): Ha fatto 81, 82 presenze.
MOGGI(arrabbiato): Ma chi se ne fotte! Chi glielo leva il posto da titolare nella Nazionale? Fino a che, fino a che ci siamo noi non ci so problemi. Voglio dire non esiste... Abbiamo il Messina, non è mica una partita facile. E poi dopo abbiamo 10.000 giocatori che ci rientrano dalle Nazionali, è un momento di precarietà degli attaccanti. Digli che capisca la Juventus. E presto. Perché non è l’Inter. Qui non si gioca, qui si gioca veramente, ma non si gioca sulle cose, si fa seriamente...

IL C.T. LIPPI, O NO?

Sempre sul caso Cannavaro. Luciano Moggi avverte il ct Lippi e gli parla delle lamentele del Fedele perche Cannavaro non è stato utilizzato.
LIPPI: Ci avevi parlato con Cannavaro, poi?
MOGGI: Si, glielo dissi... Dissi...
LIPPI: Ah, ci hai parlato?
MOGGI: Sì, gli ho detto, gli ho spiegato, gli ho parlato...
LIPPI: Vai tranquillo.
MOGGI: Però lui… Però lui ha fatto, ha fatto una cosa che non mi è piaciuta…
LIPPI: Cioè?
MOGGI: Ti ha fatto telefonare da...
LIPPI: Mi ha fatto telefonare da Fedele. Ah, perché, lui in pratica doveva giocare. Voleva giocare perché era a Parma. Ma gli ho detto: guarda che non sono mica io l’allenatore, eh? Oh, attenzione! Voglio dire, non... La telefonata si interrompe

 

 

 

Gea, il rapporto dei carabinieri
"Controllava 3 presidenti e 29 tecnici"

20 05 2006

Presidenti, allenatori (tra i quali il ct della nazionale Lippi), 300 giocatori, tanti da controllare tutta la serie A e buona parte della B, tutti sugli elenchi della Gea, con la supervisione del padre Luciano. Dal rapporto investigativo dei carabinieri che indagano sugli illeciti sportivi emerge una ramificazione spaventosa degli affari della famiglia Moggi, nell'orbita della quale giravano abbastanza giocatori da rifornire tutte le squadre della serie A, panchine comprese.
Il nome che spicca, visti i mondiali imminenti è quello di Marcello Lippi, che oggi è stato ascoltato tre ore dai pm romani: "Mai avuto un procuratore in vita mia, non c'entro nulla". Secondo i militari, i contratti e le trattative di Lippi sarebbero stati portati avanti dal figlio Davide, procuratore della Gea.
Insieme con Lippi negli elenchi ci sono altri 29 allenatori, molti noti e alcuni emergenti: Andrea Agostinelli, Luigi De Canio, Roberto Mancini, Luigi Del Neri, Leonardo Menichini, Francesco Oddo, Angelo Gregucci, e poi Papadopulo e Pillon. Nel rapporto investigativo spiccano poi i nomi di 31 fra presidenti, direttori generali, amministratori delegati e dirigenti che consentivano a Moggi di controllare in pratica qualunque livello dell'ambiente calcistico, grazie al controllo su società sportive, carriere, cessioni e arbitraggi.

Tra i presidenti quello del Siena, Paolo de Luca, della Reggina Pasquale Toti, del Genoa, Enrico Preziosi, e il figlio del presidente del Livorno Roberto Spinelli. E poi ancora Daniele Pradè, dirigente della Roma, di Nicola Salerno del Cagliari, di Pietro Leonardi dell'Udinese, di Andrea Iaconi del Pescara, di Oreste Cinquini del Parma, di Fabrizio Lucchesi della Fiorentina, di Gabriele Martino della Lazio, di Fabio Mariani del Messina.
Il rapporto investigativo dei carabinieri ha poi spiegato come Moggi, attraverso la Gea, avesse interessi diretti in molte società, quali Chievo, Livorno, Reggina e Siena in serie A, Bari, Genoa Pescara, Ternana e Treviso in B e Avellino e reggiana in C1.

Un capitolo a parte nel rapporto viene dedicato al Messina.
L'inchiesta procede, sia con gli interrogatori dei pm romani, che domani potrebbero convocare il figlio del ct azzurro, Davide Lippi, che con le indagini sui conti bancari della Gea. Non è escluso che i pm chiedano rogatorie, per accertare i movimenti di denaro all'estero per occultare fondi in paradisi fiscali.
 

 

 

Moggi, la mappa del potere

20 05 2006

 

 

 

"Arbitri pilotati, 72 partite nel mirino"
Sotto accusa il torneo 2004-2005

20 5 2006

Sono settantadue le partite del campionato 2004-2005 sotto inchiesta. Lo dicono le 1011 pagine dell'informativa dei carabinieri di Roma passata ai magistrati di Napoli, e da cui sono scaturiti i 41 avvisi di garanzia dell'inchiesta Off-Side. Intere giornate di quella stagione, la 13ª di andata e la 5ª di ritorno, sarebbero state preventivamente organizzate da Luciano Moggi insieme ai due designatori degli arbitri. E almeno 22 giornate su 38. Alcune gare sono state, contestate: il Reggina-Juventus (2-1) con Paparesta chiuso a chiave nello spogliatoio del Granillo, il Roma-Juve (1-2) con Racalbuto in campo e le schede speciali del telefonino affidate al quarto uomo Gabriele. Altre partite, una minima parte, sono entrate nell'inchiesta per le telefonate di avvertimento fatte da Moggi agli amici moviolisti e giornalisti.
È interessante scoprire dai verbali dell'inchiesta come dal quadro delle telefonate intercettate scaturisce, oltre all'acclarato arbitraggio pilotato a favore della Juve (rigori, fuorigioco, cartellini gialli a orologeria), un'attenzione speciale per le squadre protette dal burattinaio. Reggina e Messina in testa. In una conversazione con Paolo Bergamo, il presidente della Reggina Lillo Foti ascolta le rassicurazioni del designatore sulla bontà della terna arbitrale scelta contro il Brescia. Dice Bergamo: "Abbiamo avuto un po' di fortuna nel sorteggio... Fate parte della prima griglia, quindi non c'erano dubbi, però Paolo (Bertini, ndr) è un amico. E poi gli ho messo un assistente di Torino e un altro, Babini, che è un esperto, non ha paura di niente". Foti insiste: "... Senti, tutto a posto?". Bergamo: "Per domani tutto preparato". Ancora il presidente della Reggina: "Ti raccomando, fagliela n'altra telefonata a questo qua perché... Sennò l'ammazzo domani io". Chiude Bergamo, sui guardalinee Ayroldi e Ambrosino: "Il numero uno è a posto, il numero due è n'amico, insomma... È un bel sodalizio, eh !...".
Il 4 gennaio 2005, antivigilia dell'incontro con il Palermo, Foti è di nuovo garantito. Gli dice Bergamo: "Mi ritengo fortunato perché noi avevamo preparato la partita, che tu sai è molto delicata, l'avevamo messa dove c'era un gruppo molto nutrito di amici... E penso che sia andata bene, perché l'hai visto lì in quella griglia c'era, insomma, tutti ragazzi a parte Pieri. Dove sono? Al raduno degli arbitri a Coverciano". Pieri, puntuale, arbitrerà la vittoria della Reggina.
La geopolitica arbitrale del campionato viene così illustrata all'ex vicepresidente federale Mazzini da Bergamo: "Alcuni arbitri mi danno retta, altri me ne danno meno perché Gigi (Pairetto, l'altro designatore, ndr) s'è fatto più forte di me. E Gigi, sai, risponde alla Sampdoria... al Milan... all'Inter... al Verona... al Vicenza... al Palermo... A tutti quelli dove ci sono grandi magazzini e lui ha bisogno di lavorare". In una conversazione Luciano Moggi detta il pezzo che i designatori scriveranno per la "Gazzetta dello Sport". Bergamo: "L'espulsione di Thuram contro la Fiorentina c'era... Ma io dirò tutta una cosa, vedrai come te la scrivo bene...". E chi non sta alle regole finisce in B. La zarina degli arbitri, Maria Grazia Fazi, ride con il designatore: "Non stai con noi, Racalbuto, e ti vai a fare l'Albinoleffe".
 

 

Inchiesta Gea, la corsa all'«Io non c'ero»

20 5 2006

È scattato il fuggi fuggi generale dalla Gea, la società di procuratori che annovereva tra i suoi soci aveva anche Alessandro Moggi, figlio di Luciano, finita sotto inchiesta nell'ambito del maxi scandalo delle partite truccate. Il difensore interista Marco Materazzi ha già cambiato, lasciata la Gea avrebbe riabbracciato il suo procuratore Claudio Vigorelli. A ruota Alessandro Nesta, che ha precisato di non avere più rapporti con la Gea. Pronti ad aggiustare il tiro sono soprattutto gli allenatori: sono 20 i nomi contenuti nel dossier dei carabinieri sui tecnici che orbitavano intorno alla società. L'allenatore dell'Inter, Roberto Mancini, sui suoi rapporti con la Gea ha precisato: «Come ho già spiegato in altre occasioni e alle autorità competenti, non ho mai avuto nessun vincolo contrattuale per quello che riguarda la mia professione di allenatore. Quando ero tecnico della Lazio ho solo valutato delle sponsorizzazioni commerciali che mi erano state proposte». E Carlo Mazzone: «Con durezza e decisione voglio dire di non avere nessun rapporto con la Gea. Non ho mai avuto un procuratore. Un allenatore deve essere sempre al di fuori e al di sopra di tutto».

ALLENATORI - Un altro allenatore che mette le mani avanti è Giuseppe Papadopulo: «Mai conferito mandati alla Gea o ad altri agenti o agenzie perché la professione è sempre stata esercitata in forma autonoma». Smentita anche da parte dell'ex allenatore del Genoa, Attilio Perotti, che nega tramite il suo avvocato, Vincenzo Rispoli, di essere collegato con la Gea. «Io non sono di nessuno, solo di me stesso - gli fa eco l'allenatore Angelo Gregucci -. Non avendo firmato accordi con nessun procuratore e non essendo sotto controllo di nessuno voglio solo tutelare la difesa del mio nome». Daniele e Andrea Conti, figli di Bruno, simbolo della Roma, sono nella lista degli assistiti dalla Gea. Adesso, però, della gestione dei contratti e degli accordi dei due Conti si occupa direttamente il padre Bruno.

CALCIATORI - Nomi eccellenti, ma anche calciatori meno noti. «In merito alla notizia apparsa su diversi organi di informazione, secondo la quale risulto inserito in un elenco di calciatori assistiti dalla Gea, dichiaro di non aver mai fatto parte di tale agenzia di agenti sportivi» ha fatto sapere Rolando Bianchi della Reggina che aggiunge: «Ho intrattenuto rapporti amicali con Davide Lippi, che, come molti altri amici, mi è stato vicino durante i mesi di recupero seguiti al grave infortunio. Fino ad ora, sono stato assistito esclusivamente dall'agente Ernesto Randazzo». Anche Lamberto Zauli del Bologna precisa di non essere un assistito della società di Alessandro Moggi.MANAGER - E poi c'è il capitolo dirigenti. «Non ho mai intrattenuto rapporti di lavoro con la Gea né ho mai sottoscritto accordi con i rappresentanti della stessa che riguardassero la gestione delle mie prestazioni professionali» spiega il direttore generale della Taranto Sport, Vittorio Galigani. «Visto il lavoro che faccio - dichiara il direttore sportivo dell'Udinese, Pietro Leonardi - ho rapporto cordiali con tutti i procuratori e non solo con alcuni. Mi sembra un comportamento coerente. E poi andate a vedere quanti giocatori della Gea ci sono nell'Udinese: soltanto il secondo portiere».

 

 

 

 

 Moggi contrattacca

22 5 2006

Moggi contrattacca a tutto campo, dopo lo scandalo intercettazioni: 'maledetto il giorno in cui ho incontrato Berlusconi', spiega. Per l'ex dg juventino si e' trattato di un'imboscata, perche' Galliani non avrebbe gradito il suo possibile arrivo al Milan. Sia rossoneri sia interisti, aggiunge, chiamavano i designatori arbitrali e 'non in maniera amichevole', e Carraro 'sapeva tutto'. Per Moggi 'il vero potere e' quello economico di chi gestisce i diritti tv

 

Gea: Lippi jr, iscrizione in vista

22 5 2006

I pm che conducono l'inchiesta sulla Gea avrebbero deciso di iscrivere il figlio di Marcello Lippi, Davide, nel registro degli indagati. Resta da valutare per quale ipotesi di reato procedere nei confronti di Lippi jr e di altri esponenti della Gea gia' indagati a Napoli. In giornata, intanto, riprenderanno gli interrogatori dei testimoni. A quanto si e' appreso sara' sentito un calciatore della Juventus.

I pm che conducono l'inchiesta sulla Gea avrebbero deciso di iscrivere il figlio di Marcello Lippi, Davide, nel registro degli indagati. Resta da valutare per quale ipotesi di reato procedere nei confronti di Lippi jr e di altri esponenti della Gea gia' indagati a Napoli. In giornata, intanto, riprenderanno gli interrogatori dei testimoni. A quanto si e' appreso sara' sentito un calciatore della Juventus.

 

Ecco perché si tratta di illecito

22 5 2006

Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una partita ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, costituisce illecito sportivo". Eccolo, l’articolo 6 comma 1 del codice di giustizia sportiva. Ripassarselo può far bene, nel momento in cui il dibattito relativo ai processi sportivi si infiamma e se ne sentono un po’ di tutti i colori. Inclusa quella, del "non vedo l’illecito" (lo ha detto pure l’ex capo dell’Ufficio Indagini Corrado De Biase), che lascia sinceramente stupefatti. La verità è che Moggiopoli rappresenta un caso senza precedenti. Da cui ne discende la pluralità di vedute e la difficoltà nel mettere dei punti fermi. Specie quando si deve passare dal "particolare" (l’evidente coinvolgimento fraudolento di tanti singoli personaggi) al "generale" (il livello di compromissione delle singole società). L’illecito, nella storia del calcio italiano, poggia la sua casistica su storie chiarissime: i giocatori che "truccano" il risultato di un match (calcioscommesse ’80 e relativi assegni bancari circolati in particolare sulla partita Milan-Lazio) o la società che «compra» la partita decisiva (caso Genoa-Venezia dell’anno scorso) con relativo corpo del reato (i 250mila euro passati di mano e sequestrati).

CONDIZIONAMENTO. Moggi, attraverso i designatori Bergamo e Pairetto, esercita un controllo e un condizionamento pressochè totale sulla classe arbitrale. Al punto da non curare solo gli interessi prevalenti della sua Juventus, ma offrendo anche la sua assistenza a quanti (Fiorentina e Lazio), trovandosi in difficoltà, chiedono direttamente o indirettamente il suo aiuto. Che il dettato di Moggi arrivi attraverso Bergamo e Pairetto a destinazione, cioè agli arbitri, è provato dalle intercettazioni in modo esaustivo. Quello che manca è l’ultimo anello della catena: l’arbitro, armato dai designatori, ha effettivamente premuto il grilletto? Se la risposta non è certa, lo spazio di argomentare per la difesa si amplia, visto che oggi, al contrario di una volta quando alla giustizia sportiva per condannare bastava poco, servono "prove" e non solo "ragionevoli sospetti".

L’ARMA. Come qualcuno tiene a sottolineare, ci sarebbe un altro elemento a discarico delle responsabilità che sembrano schiacciare in primis la Juve e in misura minore Fiorentina e Lazio (molto sfumata la posizione del Milan): manca, oltre all’arma del delitto, la "borsa", l'entità della presunta corruzione. Due nodi sui quali la difesa della Juventus si presume possa arroccarsi, mentre è lecito ritenere che Fiorentina e Lazio batteranno più sul tasto dell’essere "vittime designate" (i viola hanno iniziato a farlo) di un sistema così vasto per cui era impossibile ribellarsi. La mancanza dell’arma del delitto e della borsa rendono questo processo del tutto atipico. Ma sarebbe fuorviante pensare che ciò possa bastare a ridurre tutta questa storia a una semplice violazione dell’articolo 1, (lealtà e probità sportiva) a cura di un ristretto numero di birbaccioni guidati da Moggi.

LA BORSA. La "borsa" non c’è (fatti salvi eventuali accertamenti finanziari che curiosamente le Procure non hanno ancora avviato) perchè il vantaggio economico è insito nella carriera stessa degli arbitri: 5165 euro per dirigere una partita di A, 2582 per la B, 1281 per la Coppa Italia, senza contare i vantaggi del diritto d’immagine (37mila, 31mila, 24mila e 12mila euro l’anno a seconda delle fasce di merito) e quelli conseguenti al passaggio a "internazionali" (sono dieci), dato che in Uefa vigono le stesse tariffe. Essere dentro o fuori al giro giusto, per gli arbitri fa la sua bella differenza, insomma. Quanto all’arma del delitto, bisognerebbe andarle a rivedere in tv, quelle maledette partite. Senza fermarsi tuttavia agli episodi eclatanti. Perchè un match, come il De Santis telefonico di Lecce-Parma insegna, può essere pilotato al punto da compiere "un’opera d’arte". Per tutti questi motivi, e soprattutto per la definizione stessa dell’illecito sportivo, le società coinvolte difficilmente potranno uscirne senza danni. "Le società rispondono direttamente dell’operato di chi le rappresenta ai sensi delle norme federali..." dice sempre il codice di giustizia sportiva. Una specifica che non farà piacere a Giraudo e Moggi, ma anche a Lotito e Della Valle, perché la responsabilità diretta è quella che si paga più cara, al contrario di quella oggettiva in cui ricadrebbero il Milan e Meani, il dipendente che aveva tanto a cuore i guardalinee Giusti.

Concludiamo ricordando come il capo della Procura di Torino, dottor Maddalena, nell’archiviare il procedimento post intercettazioni di Moggi (atto primo) sostenne che il pilotare le designazioni sulle amichevoli (come risultava fosse avvenuto) non era configurabile come reato di frode sportiva. Farlo invece sulle designazioni per il campionato, scrisse Maddalena, si configurerebbe come reato. Appunto

 

 

 

Borrelli nuovo capo dell'Ufficio Indagini Figc

23 05 2006

Francesco Saverio Borrelli, ex-procuratore generale di Milano, è il nuovo capo dell'Ufficio Indagini della Figc al posto del dimissionario Italo Pappa. A nominarlo è stato Guido Rossi, commissario straordinario della Federazione Gioco Calcio Italiana.

Questo il comunicato della stessa Figc apparso sul sito internet della federazione: "Il prof. Guido Rossi, nella sua qualità di Commissario Straordinario della Figc ha nominato il dott. Francesco Saverio Borrelli Capo Ufficio indagini della Federcalcio. Il prof. Rossi ringrazia personalmente e a nome della Figc il dott. Borrelli per aver accettato l'incarico".

Ovviamente la nomina di Borrelli, ex-capo del pool di Mani Pulite, ha suscitato reazioni contrastanti.

In particolare, un positivo "bevenuto" al nuovo Capo Ufficio Indagini è stato dato da Gianni Rivera e Marco Tardelli: "Francesco Saverio Borrelli è una persona che dà la massima affidabilità e la sua nomina è un fatto importante: per la magistratura sportiva è un grande salto d'immagine nonché una garanzia cdi era autonomin", ha commentato l'ex-bandiera del Milan e toni simili sono stati usati dal suo collega vincitore dl Mundial '82: "Sembra che stiano facendo le cose seriamente e stiano partendo col piede giusto".

Dall'altra parte, c'è chi non si espone apertamente, come Mario Pescante ("In questo momento non esprimo giudizi sulle persone ma aspetto la fine per valutare i risultati del loro lavoro: detto questo, certamente avrei usato un altro metodo nella scelta perché credo che non servano i fuochi d'artificio", ha detto l'ex-presidente del Coni) e chi, come Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di Forza Italia, e Maurizio Gasparri, esponente di AN, contesta la nomina di Borreli in modo più o meno polemico.

"La nomina di Borrelli a capo dell'Ufficio Indagini della Figc da parte di Guido Rossi ha dell'incredibile ed è tutt'altro che innocente - ha detto Cicchitto - E' evidente che c'è una "manina" che vuole recuperare il giustizialismo che ci ha deliziato negli anni '90 e strumentalizzare quanto avvenuto nel calcio per poter riprendere a sparare a raffica in più direzioni e aumentare il potere di ricatto e interdizione di certi ambienti milanesi a cavallo fra alcuni grandi studi legali, alcune banche e qualche potere editoriale".

"Io sono tifoso della Roma ma se fossi del Milan sarei preoccupato - ha detto Gasparri - E' una scelta che colpisce. Ma qui non va in pensione nessuno? D'Ambrosio al Senato e Borrelli alla Figc: non è che gli ex della procura di Milano trascurano i nipotini?".

Intanto, è arrivato il commento del diretto interessato: "Da "mani pulite" a "piedi puliti"? Vedremo. Di sicuro non aspettavo una nomina così importante, anche perché non sono tifoso e non mi sono mai interessato di calcio" ha detto Borrelli". E invece...

 

 

 

 

Scandalo calcio, di padre in figlio
ecco la catena del privilegio

24 05 2006

Chiara figlia di Cesare. Alessandro figlio di Luciano. Davide figlio di Marcello. Ma prima ancora Francesca figlia di Calisto. Andrea figlio di Sergio. Riccardo figlio di Gianmarco. Giuseppe figlio di Ciriaco... Noto una certa reticenza in giro a denunciare come riprovevole, sebbene legale, l'esibizione di potere dei figli prestanome riuniti nella società d'intermediazione sportiva Gea World. Geronzi, Moggi, Lippi, Tanzi, Cragnotti, Calleri, De Mita. Magari pure con una spruzzatina di Carraro (e a fare buon peso la seconda figlia di Geronzi, Benedetta, che lavorava in Figc presso Carraro padre, cui bontà sua il gruppo Capitalia aveva destinato la presidenza della propria banca d'affari).
Prestanome? Come mi permetto? E come faccio a dimostrarlo? Ufficialmente sono tutti giovani intraprendenti che si guardavano bene dal coinvolgere il papà nei loro affari. È solo una coincidenza che gli illustri genitori in questione a loro volta gestissero business incrociati fra Capitalia, Cirio, Parmalat, Roma, Lazio, per fermarci all'ufficialità.
Lungi dal patirne un danno alla reputazione, da anni padri e figli ostentavano la propria contiguità. Esibirla, infatti, procurava loro vantaggi evidenti, sotto forma di timore riverenziale diffuso nell'ambiente.

Sembra quasi che nessuno in Italia possa permettersi di contestare a un padre il sacrosanto diritto di sistemare il figlio. Anzi. Quando Luciano Moggi ormai bersaglio dei mass media implora: "Prendetevela pure con me, ma Alessandro non c'entra nulla, lasciatelo in pace", siamo portati ad apprezzare il suo nobile intento quasi che l'Alessandro in questione fosse un povero minorenne incapace di intendere e di volere. Non un uomo adulto dotato di autonome responsabilità.
E ancora. Nel 2003, quando le indagini sui crac di Cirio e Parmalat coinvolsero il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, nessuno fra gli illustri membri del patto di sindacato di quella banca avanzò rilievi di opportunità per l'insolita compagnia d'affari in cui sedevano riuniti i figli dei protagonisti degli scandali. L'osservazione sarebbe parsa incongrua, esulando dalla materia delle indagini. Gli intrecci familistici da noi sono ridimensionati a mere questioni di gusto, debolezze genitoriali meritevoli d'indulgenza.
Eppure mi chiedo quale forma di amore paterno sia questa che trasforma i figli in longa manus della propria influenza nell'establishment. E viceversa, perché a tanti giovani già comunque benestanti riesca così facile accettare l'idea, sgradevole per una donna o un uomo d'onore, di accreditarsi solo grazie ai privilegi del cognome che conta.
Posso immaginare le obiezioni. Chi è senza peccato scagli la prima pietra! Le redazioni dei giornali (e più ancora dei telegiornali) non sono forse costellate di firme che si tramandano di padre in figlio? La prole degli avvocati, dei notai, dei medici non eredita forse massicciamente studi professionali bene avviati da generazioni? E la consuetudine di assumere i figli dei dipendenti non è stata contrattata dagli stessi sindacati di categoria, alle poste come alle ferrovie?
Niente di nuovo sotto il sole, già i sociologi e gli storici di matrice anglo-sassone hanno dovuto coniare la formula del familismo amorale per raccontare il Bel Paese.

Ma se permettete la vicenda Gea straripa dalle consuetudini genitoriali della nazione. Perché un conto è cedere il proprio posto al figlio, magari come incentivo a un pensionamento anticipato, altra cosa è posizionare la prole strategicamente nei gangli delle relazioni che contano, dentro quella che Alessandro Penati chiama "l'economia-spettacolo": un reticolato collusivo che protegge il suo potere utilizzando l'effetto mediatico della celebrità. Gli amici degli amici, i figli dei padrini, più o meno come nella mafia.
Gli effetti di tali comportamenti sulla chiusura e sul declino dell'establishment, sono evidenti. Ricordate il più sincero e illiberale degli allarmi berlusconiani? "La sinistra vuole che i figli dei professionisti siano uguali ai figli degli operai". Qui lo ritroviamo applicato al suo massimo grado: i figli dei soliti noti si mettano d'accordo fra loro al fine di perpetuare la casta d'appartenenza. Libero mercato? Concorrenza? Propensione al rischio? Uguaglianza di opportunità? Selezione dei migliori? Chiacchiere buone solo per anglofili da strapazzo. Siamo o non siamo il Paese che va nel panico di fronte all'idea di una tassa di successione sulle grandi eredità? Siamo o non siamo, fra le maggiori economie del pianeta, quella a minore tasso di mobilità sociale, rasentando l'immobilismo? Vale la pena di ricordare che l'Italia dei figli di papà della Gea World è anche la nazione in cui il 71 per cento dei figli degli operai sono destinati a fare gli operai. Mentre un'ascesa sociale significativa riguarderà solo un misero 6 per cento fra questi milioni di giovani.
Se tutto ciò spiega la reticenza con cui affrontiamo i casi più plateali di familismo amorale - siamo abituati a considerare lecito quel che all'estero viene come minimo guardato con sospetto - è soprattutto l'aspetto educativo e culturale del fenomeno a lasciare interdetti.
Cosa insegna ai suoi figli, chi ce l'ha fatta? Il modello resta sul serio quello pseudo-aristocratico del ballo delle debuttanti dove ci s'incontra in cerca del "partito giusto", solo col denaro al posto del lignaggio, e magari con l'aereo privato per trasportare Ilaria D'Amico a cena a Parigi?
La narrazione sociologica di Giuseppe De Rita sul passaggio generazionale nelle aziende familiari era intessuta di ben altre controversie. Il padre che si era fatto da sé mandava a studiare il figlio, ma eccolo poi disperato di fronte al rampollo che magari si presentava in fabbrica con la Ferrari, pronto a scappare via il venerdì pomeriggio per il week end. Ora invece sembra che i padri predichino la collusione al posto dell'eccellenza. Architettano salottini buoni, anticamere del potere dove fare esperienza e accumulare denaro in attesa della cooptazione nei patti di sindacato per adulti.
Poveri figli educati all'intrallazzo. Alcuni li abbiamo visti posare sorridenti a Roma come a Milano su appositi rotocalchi, magari con la scusa di iniziative benefiche - Geronimo, Barbara, Lapo, Jonella, Gilda - incaricando le didascalie pop di valorizzare l'eredità casuale dei cognomi importanti. Quanti di loro avranno la forza di respingere l'afflato soverchiante di un amore paterno che li incoraggia agli affari facili?
Di fronte all'esplosione dello scandalo Gea anch'io, come genitore, mi scopro portato a considerare vittime i figli di papà famosi. Ma non certo vittime della magistratura o dei mass media. Già sapevamo di quanti danni possano prodursi all'interno di un nucleo familiare, e non solo nelle fasce deboli della società. Chissà che un giorno il nuovo ministero assegnato a Rosy Bindi non debba tutelare pure queste giovani vite stritolate dal privilegio. O forse, vista la fascia di reddito, potremo accontentarci di un buon psicanalista?
 

 

 

Antitrust, ecco le regole per il calcio

24 05 2006

Eliminare l'albo dei procuratori, ridurre le esclusive agenti-calciatori, cancellare le penali per la revoca contratti e recidere tutti i conflitti di interessi tra agenti e parenti fino al secondo grado.

Queste alcune delle regole proposte alla Figc dall'Antitrust che ha chiuso oggi un'indagine conoscitiva sul mondo del calcio e il livello di libertà del mercato.

"L'analisi svolta ha evidenziato come il Regolamento agenti della Figc contiene previsioni che non trovano alcun riscontro nel Regolamento Fifa. Tali previsioni sono suscettibili di condizionare in maniera significativa la condotta degli agenti di calciatori sul mercato, così da ostacolare le opportunità di confronto concorrenziale tra gli operatori e da favorire comportamenti collusivi" si legge in una nota dell'Antitrust.
 

 

 

 

Gdf a Trieste, Cagliari a Messina

25 05 2006

Perquisizioni della Guardia di Finanza, su ordine della Procura di Torino, nelle sedi di Triestina, Cagliari e Messina. A Trieste acquisiti contratti di cessione di giocatori della Juve ai giuliani. In Sardegna, l'accordo relativo a Carini, prestato dall'Inter. Nella sede della societa' siciliana prelevati documenti sui bilanci degli ultimi anni e sui contratti 2001 e 2005 dei giocatori. Il Padova ha consegnato materiale sul trasferimento di Gastaldello alla Juve, nel 2002.

 

 

 

Finanza in sedi Milan e Inter

25 05 2006

Militari della Guardia di Finanza di Milano hanno acquisito oggi atti nelle sedi di Milan e Inter su ordine della Procura di Torino. L'operazione rientra nell'ambito dell'inchiesta avviata dai magistrati torinesi per falso in bilancio che vede indagato l'ex management della Juventus.

 

 

 

Figc, licenza Uefa a 14 club

25 05 2006

Sono 14 i club della serie A italiana da poco conclusa che hanno ottenuto la licenza Uefa per la prossima stagione. Lo ha reso noto la Figc. Nella lista non c'e' il nome della Lazio, ma la societa' romana - che gia' ne era a conoscenza - sta preparando il ricorso per la presentazione del quale c'e' tempo fino a domani. Le societa' che hanno ottenuto la licenza sono Chievo, Fiorentina, Inter, Juventus, Lecce, Livorno, Messina, Milan, Palermo, Parma, Roma, Sampdoria, Treviso e Udinese.

 

 

Thuram, Juve in B inimmaginabile

25 05 2006

Lilian Thuram 'non riesce a immaginare la Juventus in B', pur non nascondendo la sua 'sorpresa' sulle inchieste che coinvolgono il calcio. 'All'inizio - ha osservato il francese, in ritiro con la nazionale - non seguivo troppo le vicende, pensavo a uno scherzo all'italiana, poco a poco pero' ci siamo resi conto che c'erano delle cose poco chiare'. Circa il suo futuro, dice: 'per adesso non mi pongo la questione, non serve a niente, dal momento che non ho sotto controllo tutta la situazione'.

 

 

 

 

Il mondo condanna Moggiopoli

26 05 2006

 

 

Ci guardano da tutto il mondo e scuotono la testa. I giornali e i siti sportivi dei Paesi di maggiore tradizione calcistica danno ampio spazio agli scandali italiani. C’è chi si limita a riportare i fatti e a spiegare ai lettori cosa sta accadendo nella nostra serie A, ma c’è anche chi propone editoriali e commenti. La condanna, ovviamente, è unanime. Il caso è scoppiato ormai da parecchi giorni e la home page dei principali siti esteri è dedicata ad altri argomenti, ma tutti continuano a monitorare gli sviluppi di “Moggiopoli”. Vediamo come, nazione per nazione.SPAGNA – Il sito del quotidiano sportivo Marca rivolge la sua attenzione alla Juventus, un club dal prestigio internazionale che attraversa “i giorni peggiori della sua storia”. La possibile retrocessione in serie B (o più in basso) dei bianconeri colpisce i giornalisti spagnoli e alla questione viene dato ampio risalto. Le sorti della Juve stanno particolarmente a cuore a El Mundo Deportivo, che sceglie di dedicare al futuro della squadra torinese addirittura la notizia d’apertura del sito internet. La versione online di Sport, giornale filo-catalano, si sofferma sul passaggio di Zidane ai rivali madridisti, un trasferimento al vaglio della giustizia italiana. I guai del nostro pallone interessano anche il quotidiano generalista El Pais, che sul sito spiega dettagliatamente i risvolti del “sistema Moggi”, citato più volte con l’appellativo di “don Luciano”.

GERMANIA – I tedeschi, padroni di casa nei Mondiali ormai alle porte, seguono con attenzione le notizie che riguardano la Nazionale di Lippi. Su Spiegel si può trovare il resoconto dettagliato del pomeriggio in Procura di Buffon, oltre ovviamente alla ricostruzione della vicenda intercettazioni, in cui l’espressione “calcio-mafia” viene espressa a chiare lettere. Dei risvolti politico-economici dà conto Kicker, mentre la Bild esaspera i toni e parla senza mezzi termini di “nazione sotto shock” e “Italia in macerie”. Sempre la Bild online, messe nel dovuto risalto le pesanti dichiarazioni di Blatter e Beckenbauer sui pasticci di casa nostra, propone un parallelo tra lo scandalo italiano e quello che colpì la Bundesliga nel 1971, con partite truccate e tangenti a vari livelli.

FRANCIA – Chi si aspetta di leggere sul sito de L’Equipe qualche commento sul caos che domina il calcio italiano è destinato a rimanere deluso. Almeno nella versione online, la prestigiosa testata francese si limita a riferire le notizie senza aggiungere nulla. Stesso discorso per France Football, che si occupa della questione in maniera piuttosto marginale. Per trovare qualche spunto interessante vale la pena di consultare il sito di Le Monde, che in uno degli articoli si concentra sulla figura di Moggi, accostandogli beffardamente l’espressione “il re è nudo”. E navigando su Le Figaro ci si imbatte in un articolo che evidenzia i risvolti del “calciocaos”, talmente esteso da tirare in ballo nomi importanti della politica.

INGHILTERRA – Ci sono Paesi in cui le penne dei giornalisti graffiano più che in altri, e l’Inghilterra è sicuramente uno di questi. Il Times online ospita una garbata (ma nemmeno troppo) presa in giro: il “columnist” ironizza sugli “occhiali da sole e lo stile da don Corleone di Luciano Moggi”. Ma come, gli italiani fanno tanto per liberarsi delle etichette del tipo “pizza, spaghetti e mafia” e poi offrono quadretti tanto squallidi? Il sito del Mirror rivela che intorno alle decisioni della giustizia sportiva sta nascendo un giro di scommesse: è possibile puntare dei soldi sulla sottrazione o sull’omologazione dell’ultimo scudetto juventino. Il Daily Telegraph pone l’accento sulla nomina di Francesco Saverio Borrelli, reso famoso da “Mani Pulite”, a capo dell’ufficio indagini della Federcalcio. Su The Independent chiosa Tim Parks, giornalista inglese tifoso del Verona: a suo modo di vedere, è incoerente punire con severità gli ultrà e poi permettere che il calcio italiano si faccia del male da solo, non denunciando imbrogli che erano chiari a tutti. E tra i colpevoli di omessa denuncia fa il nome anche di Pierluigi Collina.

AMERICA – Grande interesse per le vicissitudini del calcio italiano nei Paesi sudamericani, che si uniscono al coro di chi considera “Moggiopoli” il peggiore scandalo della storia del calcio. Aggiornamenti in tempo reale, pur privi di particolari commenti, compaiono sul sito di Clarin, così come su La Nacion. Discorso analogo per il Brasile, dove il quotidiano online più attivo nel raccontare i guai di casa nostra è Folha de Sao Paulo. Su O Globo, invece, si parla dell’ex difensore romanista Aldair e dei suoi rapporti con la Gea. Naturale che, pure negli Stati Uniti, il caso faccia discutere. Il sito del New York Times propone una ricostruzione dell’ascesa di Moggi dal ’94 a oggi, accostandola a quella in politica di Silvio Berlusconi. Va precisato, per non generare equivoci, che la descrizione delle due “ascese” è solo un parallelo esplicativo del “sistema-Italia”, senza alcun tipo di contatto tra i personaggi descritti. Espn, invece, affida il racconto della gesta di Moggi a uno dei suoi editorialisti, che non resiste alla tentazione di iniziare il pezzo con il riferimento al leggendario boss “Lucky Luciano”.

 

 

 

Napoli, i pm danno gli atti a Borrelli
Il figlio di Lippi indagato a Roma

26 05 2006

La lunga giornata di Borrelli, l'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma anche del figlio di Lippi e le dimissioni dalla vicepresidenza della Lega di Zamparini. Sono questi gli eventi salienti di questa ennesima intensa giornata della calciopoli italiana, in cui il nuovo capo dell'ufficio indagini della Figc si è messo subito al lavoro. Alla fine della giornata il commissario straordinario della Figc Guido Rossi ha telefonato al dirigente della Nazionale Gigi Riva esortando gli azzurri a stare sereni e a continuare la preparazione ai prossimi Mondiali.
Le "carte" nelle mani di Borrelli. La prima tappa per il capo dell'ufficio indagini Figc è stata proprio in via Allegri, la sede della Federcalcio dove opererà assieme ai suoi due vice nominati ieri. Ma la visita più importante per l'ex procuratore generale di Milano è stata quella effettuata a Napoli, dove ha incontrato il procuratore capo Giandomenico Lepore, il procuratore aggiunto Franco Roberti e i pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, che si stanno occupando dell'inchiesta sulle "manipolazioni" nel mondo del calcio. Un incontro durato circa due ore, al termine del quale Borrelli non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Ma l'obiettivo di questo vertice era scontato e lo stesso Lepore ha comunicato di avergli consegnato gli atti dell'indagine necessari per le inchieste della giustizia sportiva. I tempi a disposizione del neo capo dell'ufficio indagini federale sono molto più ristretti e i magistrati partenopei gli hanno assicurato la loro massima collaborazione, sperando anche loro di arrivare a una conclusione nel breve periodo.
Indagati i figli illustri. L'altro fronte caldo della giornata è stata la Procura di Roma, che sta invece indagando sulla Gea. E la notizia bomba è l'iscrizione nel registro degli indagati, sulla base della documentazione trasmessa da Napoli, di altre quattro persone, tra cui Davide Lippi, figlio del ct azzurro e procuratore della società gestita da Moggi Jr e Zavaglia. Con lui dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva anche Giuseppe De Mita, figlio dell'ex premier Ciriaco, Riccardo Calleri, rampollo dell'ex presidente di Lazio e Torino, e Tommaso Cellini. Con loro, così, gli indagati salgono a otto, tenendo conto anche dei due Moggi, di Zavaglia e di Chiara Geronzi. I pm Palamara e Palaia hanno così sospeso gli interrogatori per studiare i nuovi documenti ma prima hanno avuto il tempo di sentire Antonio Caliendo come persona informata sui fatti. L'ex procuratore di Baggio avrebbe parlato dei casi di Trezeguet e Nicola Amoruso, quest'ultimo un suo assistito passato alla Gea.

E Zamparini lascia la Lega calcio. Nel terremoto di queste ore si sono aggiunte anche le dimissioni di Maurizio Zamparini, che come annunciato nei giorni scorsi ha deciso di lasciare la vicepresidenza della Lega Calcio. "Me ne vado, perchè la mia elezione è stata frutto di un azione illegale - ha dichiarato il presidente del Palermo - Sento la necessità di un mondo del calcio pulito. Io ho fatto il primo passo, spero che anche gli altri seguano il mio esempio. Il male del calcio sono i dirigenti che fanno gli interessi per tre squadre, con la stampa che è asservita. Le dimissioni volevo darle più avanti, ma ho visto immobilismo generale in Lega e non mi è sembrata ci fosse reale voglia di cambiare". La scelta di Zamparini sarà oggetto di discussione nel prossimo Consiglio di Lega in programma il 12 giugno.

La difesa di Galliani. Nel frattempo il presidente della Lega calcio ha ribadito di non aver "mai incontrato Collina", né di aver "mai chiesto a designatori o dirigenti di avere arbitri o segnalinee". Una difesa appassionata, come quella di Andrea Della Valle, che la prossima settimana verrà sentito dai magistrati. "Ci chiameranno i giudici e gli spiegheremo la nostra verità - ha dichiarato - Tutti sapete come è andata l'anno scorso, abbiamo cercato di far valere la dignità di questa società, non siamo mai andati fuori dalle regole". E con Massimo Moratti che riassume in un "dalla curiosità alla nausea" la calciopoli italiana, si chiude questa giornata di "leggera pioggia", in attesa di nuove tempeste.
 

 

 

CALCIOGATE/ PER SOCI GEA

ACCUSE PIU' GRAVI DOPO CARTE DA NAPOLI

26 05 2006

Associazione a delinquere finalizzata all'illecita concorrenza con minacce e violenza. E' questo il reato contestato a tutti gli indagati nell'inchiesta romana sulla Gea World, la società di intermediazione sportiva che ha la procura di oltre 260 giocatori di serie A e B. La fattispecie aqgrava il quadro indiziario previsto sinora e che era stato ipotizzata a carico di Luciano e Alessandro Moggi, Franco Zavaglia e Chiara Geronzi. Le iscrizioni di Davide Lippi, Giuseppe De Mita, Riccardo Calleri e Tommaso Cellini - di cui si è avuta conferma oggi - sono "frutto" di quanto è stato trasmesso dai pm di Napoli.

Era un qualcosa di già previsto nei giorni scorsi e che non coglie di sorpresa gli stessi avvocati difensori. La "valutazione degli atti" è durata alcuni giorni - si spiega - poi dopo si è dovuto procedere. Un atto dovuto, si dice in gergo. Sulla decisione assunta era stato tenuto, dai pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia, il più ristretto riserbo. Da un'altra parte con l'articolo 416 del codice penale, il reato associativo insomma, si possono approfondire a 360 gradi i diversi movimenti della Gea, con relativi riferimenti finanziari.

 

A chiudere l'osservazione, c'è anche quanto acquisito nei giorni scorsi dagli investigatori: una interpellanza presentata nel novebre 2002 dai senatori leghisti Piergiorgio Stiffoni e Francesco Tirelli ai ministri dei Beni culturali, Giuliano Urbani, e dell'Economia e finanze, Giulio Tremonti. Stiffoni e Tirelli chiedevano chiarimenti rispetto ad una società che - secondo loro - "aveva la possibilità di interferire sulle partite del calcio professionistico". Alla luce di quanto acclarato sinora appare come un triste presagio.

L'indagine che si svolge nella Capitale è poi quella ribattezzata sui "figli di papà", tali e tanti sono gli eredi di personaggi noti o meno del mondo del pallone e non solo che fanno parte della Gea. In base a quanto definito sinora dalla Guardia di Finanza, con visure alla Camera di commercio, gli azionisti della Gea sono tre: le due società Football Management e General Athletic, ciascuna al 45%, e Riccardo Calleri al 10%. A sua volta, la Football Management è controllata al 60% da Alessandro Moggi e per il resto da Franco Zavaglia. Della General Athletic, Andrea Cragnotti, Francesca Tanzi e Chiara Geronzi detengono ciascuno il 20%. Il restante 40% è in mano a Romafides.

Fondata nel 2001 in pochissimo tempo è riuscita conquistare fette di mercato importanti. Nei primi mesi di vita della nuova società, appunto la Gea, l'incarico di presidente venne ricoperto da Chiara Geronzi, poi il ruolo passò ad Alessandro Moggi, con Riccardo Calleri nei panni del vice. Direttore generale, prima che tornasse alla Lazio per ricoprire analogo incarico, era stato nominato Giuseppe De Mita.

La Gea è finita più volte all'indice: spesso anche di persone screditate o che avevano avuto problemi con la giustizia, a cominciare dal presidente del Perugia Luciano Gaucci ad Ermanno Pieroni. Finora c'era il fatto che nel marzo 2002 la Federcalcio aveva formato una commissione di dieci membri per cercare di fare chiarezza. Dopo nove mesi la Figc stabilì che "la Gea World opera legittimamente e senza commettere violazioni regolamentari". Finora, insomma, la società di Moggi jr poteva continuare a proporsi "come punto di riferimento nel mercato dei servizi per i singoli atleti e per le società, ampliando i concetti gestionali attraverso lo sviluppo globale di tutte le attività ma operando anche a seconda delle necessità specifiche di ognuno". Per i magistrati, prima quelli di Napoli e poi quelli di Roma, si sarebbe arrivati a far questo utilizzando metodi poco leciti, servendosi non di una società ma di una associazione a delinquere.

 

 

 

Lega, Zamparini lascia solo Galliani

26 05 2006

Maurizio Zamparini si dimette, come preannunciato, dalla vicepresidenza della Lega calcio. Il presidente del Palermo ha confermato di avere già inviato la lettera con la quale annuncia la sua decisione.

Zamparini è poi intervenuto sulle frequenze di «Radio Incontro» per spiegare il suo gesto: «Me ne vado - sono state le sue parole - perché la mia elezione è stato frutto di una azione illegale. Sento la necessità di un mondo del calcio pulito. Io ho fatto il primo passo, spero che anche gli altri seguano il mio esempio. Il male del calcio sono i dirigenti che fanno gli interessi di tre squadre. Guido Rossi? Mi dicono sia bravo, ma al suo posto avrei fatto una visita in Lega, per sentire i pareri di noi presidenti. Per la giustizia sportiva credo si agirà in tempi celerissimi, con le carte che hanno in mano se vogliono chiudono in una settimana. Il campionato inizierà regolarmente, così mi auguro».

 

 

Scoppia il caso Cannavaro

26 05 2006

«Vogliamo un calcio pulito, ho la massima fiducia nella giustizia ordinaria e nel commissario straordinario Guido Rossi». Così Fabio Cannavaro ha voluto chiarire le sue dichiarazioni di ieri che tanto scalpore avevano suscitato.

Il capitano della nazionale, come anticipato dal capo delegazione azzurro Giancarlo Abete, a seguito di una telefonata con il commissario Rossi si è presentato in aula magna a Coverciano per la presentazione dell'inno azzurro del Mondiale, ma prima ha preso la parola.

Cannavaro, presentatosi ieri in conferenza stampa, aveva espresso le convinzioni che lo scandalo del calcio italiano non riguardasse solo la Juve, ma tutto il sistema; che in attesa delle sentenze qualsiasi ipotesi fosse solo una chiacchiera; aveva ribadito la propria stima professionale in Moggi; e si era detto sorpreso che nelle intercettazioni non comparissero tanti altri dirigenti del calcio italiano.

«Leggendo i giornali stamattina - ha spiegato oggi Cannavaro - mi sono reso conto che forse non avevo espresso il mio pensiero in maniera chiara. Sono convinto che chi ha sbagliato è necessario che paghi. Voglio un calcio pulito, ho fiducia nella giustizia ordinaria, in quella sportiva e soprattutto nel commissario Guido Rossi, che tanta voglia ha dimostrato di stare vicino a noi. Sappiamo che il nostro, con la la Nazionale al Mondiale, sarà un compito molto impegnativo, quello di ridare credibilità al calcio italiano».

Stamani era intervenuto il capo delegazione della nazionale Giancarlo Abete: «Sentiamo l' esigenza che Fabio Cannavaro chiarisca quello che voleva comunicare con le dichiarazioni fatte ieri. Speriamo che questo chiarimento aiuti a trovare maggiore serenità».

Le parole pronunciate ieri dal capitano azzurro hanno suscitato più di un interrogativo. «Non facciamo disquisizioni sulle singole frasi - ha continuato stamani Abete - ma per come è intervenuto Cannavaro ha determinato una forte scossa. Lui ora deve dare un chiarimento, anche per la responsabilità che gli compete per il ruolo ricoperto in nazionale. Siamo qui per preparare un buon mondiale ma anche per essere un punto di riferimento dal punto di vista dei valori, davanti all' opinione pubblica e all' interno di una realtà, quale quella del calcio attuale, che è in forte difficoltà. Oltre tutto - ha continuato Abete - il professor Rossi da una parte deve dare garanzie che la spedizione azzurra si prepari con serenità e determinazione, dall' altra, accettando l' incarico federale, ha messo come obiettivo portare dei cambiamenti alla situazione emersa».

 

 

 

Calciopoli: arriva Beagle, il software segugio

26 05 2006

Con Sherlock Holmes ha poco in comune, sia esteticamente che ontologicamente. Eppure, come l’investigatore partorito dalla fantasia di Conan Doyle, riesce a dare la caccia al minimo indizio, spulciare migliaia e migliaia di carte, andare a scovare l’inezia in una montagna di verbali e intercettazioni. E in questi giorni di bufera giudiziaria sul calcio sta dando una grossa mano ai magistrati che a Torino indagano su un filone di Calciopoli.

SOFTWARE «SEGUGIO» - Lui, l’investigatore, non è un umano, ma un software: un essere binario e non biologico dunque, un sistema esperto per la precisione, capace di fare un’analisi semantica del testo e capire il senso di una parola all’interno di una frase. E’ stato realizzato da Expert System, società modenese che collabora con alcune università e centri di ricerca. Il software, battezzato Beagle come il cane segugio, è usato quasi quotidianamente dal sostituto procuratore Bruno Tinti che, insieme al pm Raffaele Guariniello, è titolare delle indagini sullo scandalo del calcio. I risultati sono ottimi. «Il sistema Beagle è un'applicazione a supporto delle attività investigative – spiega Andrea Melegari, responsabile area intelligence di Expert System – ed è capace di leggere, comprendere e correlare le informazioni presenti nei documenti non strutturati (verbali di interrogatorio, rapporti investigativi, atti processuali, articoli stampa, files, e-mail). E proprio come l'omonimo cane da muta inglese da secoli impiegato nella caccia alla volpe, Beagle "annusa" ogni dato significativo, stimolando così intuizioni e associazioni di idee e ottimizzando le ricerche e i collegamenti tra persone, luoghi, date e argomenti».

COME FUNZIONA - Insomma, il software – realizzato con algoritmi di intelligenza artificiale - riesce ad elaborare un’analisi semantica del testo e non semplicemente a trattare le parole come delle stringhe di carattere, come per esempio fanno i motori di ricerca. Il sistema riesce così a comprendere una parola all’interno di una frase nella sua giusta accezione, come calcio, che può significare il gioco del pallone, il minerale, oppure la prima persona del verbo calciare. Se in un’intercettazione sono pronunciate le parole Gea, falso in bilancio o il nome di un calciatore, il sistema analizza il contesto ed è in grado di andare a leggere in altri documenti ed eventuali correlazioni semantiche, le individua e le comunica al magistrato. E tutto questo accade in pochi secondi su centinaia di migliaia di pagine digitali.

 

 

 

Rossi: "La giustizia non farà sconti"

27 05 2006

"Chi sta dentro e chi sta fuori lo deciderà la giustizia sportiva, che non si fermerà davanti a niente e nessuno". Così Guido Rossi. "Escludo che tutto finisca in una bolla di sapone - garantisce il commissario straordinario Figc - Devo lavorare 48 ore al giorno, ma l'emergenza è anche la ragione per cui ho accettato". Rossi difende poi Lippi, colpito dallo scandalo dopo che il figlio Davide risulta tra gli indagati dell'inchiesta Gea. "Le colpe dei figli non devono ricadere sui padri".

 

 

Lippi: "Mio figlio ha la coscienza a posto"

27 05 2006

"Lippi sta bene, e intendo il padre e il figlio". E' lo stato d'animo del ct dopo l'iscrizione nel registro degli indagati del figlio Davide. "L'ho sentito: è sereno e amareggiato, esattamente come me - ha commentato - Sono contento se tutto sarà chiarito velocemente così si farà chiarezza su chi si deve far perdonare e chi no. Mio figlio ha la coscienza a posto". "Viviamo in un paese in cui quando qualcuno è indagato, figura già condannato", ha concluso l'allenatore

 

 

 

Capello: Moggi? Superficiale

29 05 2006

Moggi? 'Dico soltanto una parola: superficiale'. Cosi' Fabio Capello sulle responsabilita' del ex direttore generale della Juventus. Quando lo ha visto l'ultima volta? 'Sono stato a cena con lui pochi giorni fa - ha proseguito il tecnico bianconero -. L'ho trovato dispiaciuto, ma il mio rapporto di amicizia e di stima con lui, Bettega e Giraudo rimane intatto'. E Giraudo? 'L'ho incontrato su un campo da golf...', ha detto Capello.

 

 

 

Capello: Juve restera' in serie A

29 05 2006

'Abbiamo vinto un campionato regolarmente' dice il tecnico. 'Sono convinto che la Juventus rimarra' in serie A e stiamo lavorando per questo'. Lo dice il tecnico bianconero Fabio Capello. 'Abbiamo vinto un campionato regolarmente - aggiunge - che e' stato giusto festeggiare. Mi sembra di rivedere la storia di Tangentopoli, quando venne preso di mira il partito socialista. Ecco, la Juventus oggi e' come il partito socialista di allora. C'e' una campagna anti-Juve. La Juve non ha comprato partite'.

 

 

 

Di Pietro: "Juve come Psi di Tangentopoli? Non è una scusa"

29 05 2006

Antonio Di Pietro, tifoso juventino ma anche ex-magistrato di Mani Pulite e attuale Ministro delle Infrastrutture, ha dichiarato che i paragoni Tangentopoli-Calciopoli e Psi-Juventus fatti da Fabio Capello in una recente intervista non costituiscono buone scusanti all'operato del club bianconero. "I paragoni fatti da Capello tra Calciopoli a Tangentopoli e tra la Juve e il partito socialista non sono sbagliati ma non sono nemmeno una buona scusante per giustificare l'operato né degli allora esponenti del Psi né dei dirigenti della Juventus - ha detto Di Pietro - Cosa accadrà alla Juventus? Sono contrario a sanzioni anticipate e un fatto di questa portata non può essere risolto nè con un colpo di spugna né con una giustizia sommaria. Però sui bianconeri l'istruttoria mi pare già completa e la responsabilità sportiva non ha bisogno del dolo".

 

 

 

Borrelli in Figc, al via indagini

29 05 2006

Francesco Saverio Borrelli e' arrivato in federcalcio dove si svolgera' il vertice con l'Ufficio Indagini. L'ex capo di Mani Pulite, oggi a capo del pool degli 007 federali che dara' il via all'inchiesta di Calciopoli, e' arrivato nella sede di Via Allegri accompagnato dai due vice nominati da lui stesso, il colonnello della Gdf Maurizio D'Andrea e dal vicequestore Maria Jose' Falcicchia.

 

 

 

Borrelli: "Indagini chiuse in 20 giorni? In linea di massima sì..."

29 05 2006

Francesco Saverio Borrelli, capo ufficio indagini della Figc, ha dichiarato che in linea di massima l'inchiesta sportiva sullo scandalo intercettazioni dovrebbe chiudersi in una ventina di giorni.

"Chiudere le indagini in circa 20 giorni? In linea di massima dovrebbe essere così ma è tutto da vedere. Non cercate di non strapparmi anzitempo dichiarazioni che potrebbero esser inopportune - ha detto Borrelli ai giornalisti che lo assediavano fuori dagli uffici della Figc - I documenti? Ho provato a studiare ma non ho certo finito. Per quanto riguarda gli interrogatori, invece, i tempi ristretti non ci permetteranno di farne a 360 gradi ma sarà comunque indispensabile verificare le posizioni più importanti e più delicate".
 

 

Della Valle: "Fiorentina vittima di un sistema"

29 05 2006

Diego Della Valle, presidente onorario della Fiorentina recatosi oggi alla Procura di Napoli per rispondere a domande sullo scandalo scoppiato nel mondo del calcio italiano, ha ribadito che la società viola è vittima e non complice di un sistema.

"Siamo a Napoli per dire che la nostra società è estranea a tutto, era è la vera vittima di questa situazione", ha detto il dirigente del club toscano.
 

 

 

CALCIOGATE/ DELLA VALLE SOTTO INTERROGATORIO

DA SEI ORE

29 05 2006

E' ancora in corso, da oltre sei ore, l'interrogatorio di Diego Della Valle da parte dei Pm della Procura di Napoli, Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. Della Valle è indagato per frode sportiva. E' arrivato nel palazzo di vetro al Centro direzionale di Napoli alle ore 10 ed è ancora dai magistrati. Negli uffici dei Pm ha soltanto, insieme ai suoi avvocati, consumato un breve spuntino.

 

 

 

 

CALCIOGATE/ NICOLA AMORUSO DA PM ROMA

29 05 2006

E' arrivato alle 17,20 negli uffici della Procura di Roma, l'attaccante della Reggina, Nicola Amoruso, per essere sentito come persona informata sui fatti nell'ambito dell'inchiesta sulla Gea.

Amoruso, in passato ha militato anche nella Juventus e nel Napoli. Il suo ex procuratore ha più volte denunciato come fosse passato alla Gea dopo numerose e ripetute pressioni.

 

 

Legale Moggi: "Potere nel calcio gestito dal Milan"

31 05 2006

In un'intervista al quotidiano "La Stampa", il legale di Luciano Moggi, l'avvocato Gianaria, parla a ruota libera di potere nel calcio, Juve e Milan.
"Una riflessione su come è stato costruito il mostro Moggi si impone: le conversazioni intercettate, almeno rispetto al sistema calcio, sono essenzialmente di 6-7 persone, le stesse cui grosso modo la Procura di Napoli contesta l'associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva".
"I carabinieri che conducono le indagini selezionano giustamente 2500 telefonate (delle 100 mila e forse oltre di cui si parla) e di quelle sono state scelte una quarantina per definire il teorema di una cupola del calcio dominata da Moggi".
"Moggi si è sempre mosso per preservare la Juventus dai centri di potere importanti - spiega Gianaria - Mi riferisco al Milan, che ha le televisioni e quindi la possibilità di trattare e acquistare i diritti tv dei club".
"Gli arbitri, la Federcalcio, La Lega Calcio: pensare che tutte queste realtà si muovono agli ordini di Moggi, Bergamo, Fazi è fuorviante. Può servire a liquidare in sede sportiva una domanda popolare che si faccia piazza pulita, ma in sede penale è un'altra cosa".
Immediata la risposta del Milan. "L'addebito è affetto da assurdità manifesta - si legge in un comunicato - perchè l'A.C. Milan non ha mai 'comprato diritti televisivi' ma si è limitata, come la Juventus e tutte le altre società, a licenziare al meglio i propri diritti televisivi a Sky, Rti e La7".

 

 

 

 

Lazio, Lotito: sei ore di interrogatorio

31 05 2006

E' durato quasi sei ore l'interrogatorio di Claudio Lotito, sentito dai pm di Napoli che indagano sullo scandalo calcio. Il presidente della Lazio è stato assistito dall'avvocato Gian Michele Gentile.

 

 

 

 

Rossi: "Non mi aspettavo situazione così grave"

01 06 2006

Il commissario straordinario della Federcalcio, Guido Rossi, parlando dello scandalo che ha travolto il mondo del pallone, ha detto che non si aspettava "di trovare una situazione così grave. Credevo - ha aggiunto - che fosse molto pi§ circoscritta".

 

 

 

Galliani: tentano di coinvolgerci

02 06 2006

E' in atto un "tentativo proveniente da Torino" di coinvolgere il Milan nel calcio scandalo: lo ha detto Adriano Galliani. L'intento -aggiunge il vice presidente del Milan- e' quello di rendere meno pesante la situazione bianconera. Galliani ha cosi' risposto ad un articolo de 'La Stampa' sulla intercettazione di una telefonata tra il collaboratore del Milan addetto agli arbitri, Meani, e il ds dell'Udinese, prima della partita Udinese-Milan (1-1), ultima del torneo 2004-2005.

 

 

 

 

 

Galliani: c'era solo sistema Juve

02 06 2006

Per Galliani,"cercano di far passare il concetto secondo cui il sistema Juve e il sistema Milan fossero la stessa cosa. Non e' cosi'". "C'era solo il sistema Juve, e tutti gli altri erano i danneggiati", ha aggiunto il vicepresidente rossonero, rispondendo cosi' ad un articolo apparso su 'La Stampa'.

 

 

Milan-Juve muro contro muro

03 06 2006

Fino ad un mese fa erano società amiche, ora Milan e Juve sono al fuoco incrociato. Furente Galliani: "C'era solo un sistema-Juve, da Torino provano a coinvolgerci, ma non ci fanno paura".
Il plenipotenziario rossonero è uscito allo scoperto in Sardegna, a Villasimius, dove il Milan ha organizzato il consueto work shop con gli sponsor. All'ordine del giorno c'erano ovviamente solo temi di carattere commerciale, ma la lettura di un articolo sulla Stampa, quotidiano torinese, che metteva nel mirino la possibilità di un pareggio concordato fra Udinese e Milan nel 2004-2005 nell'ambito del passaggio di Jankulovski ai rossoneri, ha fatto sbottare Galliani.".

In questo difficile momento - ha detto Galliani - assistiamo alla disperata difesa ed al tentativo scorretto da parte di qualcuno di coinvolgere il principale competitor di questi anni. E' stata tirata fuori una partita con l'Udinese e l'acquisto di un giocatore (Jankulovski ndr) preso sei mesi prima. Se lasciamo passare queste cose si finisce per pensare che il sistema Milan ed il sistema Juve fossero la stessa cosa, invece c'era solo il sistema Juve e tutti gli altri ne sono stati daneggiati".

Quella che Galliani intravede è una sorta di strategia coordinata da Torino attraverso organi di stampa e avvocati: "Attraverso i quotidiani torinesi - attacca l'ad rossonero - ogni giorno arivano fantomatiche bombardate per coinvolgere il Milan e per alleggerire la posizione di chi sappiamo. Negli ultimi dieci anni abbiamo fatto meglio di tutti in Champions League e siamo sempre stati fra i primi nel ranking europeo, eppure abbiamo vinto solo due scudetti. Quindi il contropotere di cui si parla non c'era, o se c'era non funzionava. Comunque non ci fanno paura, e non ci fermeremo. Il tempo darà ragione a chi nulla ha fatto".
 

 

 

Calcio:Pm di Napoli, nuovi sviluppi

03 06 2006

Calcio truccato: i pm di Napoli ipotizzano che Luciano Moggi abbia potuto usare cellulari che non sono stati sottoposti a controllo. Qualora gli investigatori riuscissero a risalire a tali utenze potrebbero richiedere l'acquisizione di tabulati per verificare i contatti intercorsi tra l'ex dg della Juventus ed esponenti del mondo del calcio. Intanto, saranno distrutte tutte le intercettazioni telefoniche ritenute non inerenti l'inchiesta.

 

 

 

 

Inchieste: Somma, Moggi e' grande

03 06 2006

'Rispetto l'uomo e l'operatore Moggi, perche' per me e' ed e' stato un grande'. Questa l'opinione dell'ex allenatore dell'Empoli Mario Somma. L'ex tecnico dei toscani va controcorrente e non risparmia complimenti per l'ex dirigente bianconero: 'E' al vertice da circa 20 anni nel proprio lavoro - dice - e bisogna solo fargli onore'. 'Se un uomo sbaglia non si puo' colpevolizzare un sistema - conclude Somma -. Non credo che una partita possa incidere sull'economia di un campionato'.

 

 

 

Gea: Cannavaro a Piazzale Clodio

03 06 2006

Fabio Cannavaro e' a Piazzale Clodio per essere ascoltato come testimone nell'inchiesta sul presunto dominio Gea nel mondo del calcio. Il difensore della Nazionale, reduce dalla trasferta di ieri a Losanna per la gara disputata dall'Italia contro l'Ucraina, sara' sentito dai pubblici ministeri Maria Cristina Palaia e Luca Palamara. Oggi in programma anche l'audizione di David Trezeguet.

 

 

 

Il 12 giugno Moggi davanti a Borrelli

04 06 2006

È l'ex arbitro Riccardo Pirrone il primo a testimoniare davanti all'ufficio indagine diretto da Francesco Saverio Borrelli. L'ex fischietto messinese che si dimise per protesta dalla Can e dall'Aia nel 2001, è arrivato poco prima delle ore 16 nella sede dell'Ufficio indagine di via Po a Roma. Pirrone ha così inaugurato in anticipo la lunga settimana che vedrà convocati i protagonisti dello scandalo del calcio. Pirrone nelle scorse settimane aveva rivelato come il sorteggio degli arbitri organizzato dalla coppia di designatori Bergamo e Pairetto fosse stato truccato e a questo proposito era già stato ascoltato dai carabinieri di Roma su mandato della Procura di Napoli.

SFILATA DI PROTAGONISTI - Una «rete estesa», come l'ha definita Borrelli o un «sistema Juve» come lo chiama Galliani. Corposi faldoni dei carabinieri da analizzare e tanti testimoni da ascoltare. Quella che si apre lunedì sarà una delle pagine decisive dello scandalo scatenato dalle intercettazioni telefoniche sul campionato di calcio 2004-2005. ( Leggi il dossier) con la sfilata davanti all'ufficio indagini della Figc non solo degli indagati di cui si sta occupando la magistratura ordinaria, ma anche di persone che a vario titolo rientrano nella vicenda. Nell'agenda dell'ex procuratore generale di Milano, le audizioni dell'ex segretaria della Can Maria Grazia Fazi e Gennaro Mazzei che designava i guardalinee. Martedì sarà il giorno degli arbitri, con Paolo Dondarini oltre a uno dei principali accusati, Massimo De Santis. Domenico Messina, Salvatore Racalbuto e Pasquale Rodomonti potrebbero essere sentiti più avanti.DELLA VALLE E MOGGI - La prima settimana di istruttoria si chiuderà con il presidente della Lazio Claudio Lotito che sarà ascoltato venerdì, preceduto, probabilmente giovedì, dal presidente e dal patron della Fiorentina, Andrea e Diego Della Valle. Il clou si dovrebbe poi raggiungere da lunedì 12. All'ufficio indagini si dovrebbero presentare i personaggi più importanti:Luciano Moggi, Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo. Sarà poi compito di Borrelli preparare la relazione su cui il procuratore Stefano Palazzi deciderà i deferimenti, che potranno essere fatti per tutti alla Caf, che sarà così l'organo giudicante di primo grado, mentre la Corte federale costituirà la sede dell'appello, con la Disciplinare tagliata fuori.

 

 

 

 

Inchieste, Borrelli sente Pirrone

04 06 2006

E' durata tre ore l'audizione dell'ex arbitro Pirrone davanti all'ufficio indagini della Figc guidato da Francesco Saverio Borrelli. "Mi hanno chiamato per collaborare - ha detto a fine udienza Pirrone -. Ho dato una mano a persone che stanno facendo qualcosa di epocale. Sono stato quello che si e' dimesso denunciando alcune cose. Certo che mi hanno chiesto dei designatori, e' stato un colloquio sereno, anche perché io non entro in alcun titolo nella vicenda'

 

 

 

 

La Fazi non risponde a Borrelli

05 06 2006

"Non siamo entrati nel merito, attendiamo di essere ascoltati dalla procura di Napoli. Dopo, se verremo riconvocati, torneremo qui".
E' quanto si è limitato a dire l'avvocato Bruno Ricciotti, legale di Maria Grazia Fazi, l'ex segretaria della Figc e della Can, sentita stamane da Francesco Saverio Borrelli, capo dell'ufficio indagini della Federcalcio.

"La mia assistita - ha sottolineato l'avvocato, al termine dell'audizione, conclusa poco prima delle 10 - ha sempre svolto un lavoro efficientissimo, come capita a tutte le segretarie di uomini di spicco".
 

 

 

Indagini: Mazzei arriva in Federcalcio

05 06 2006

E' arrivato nella sede della Federcalcio di via Allegri Gennaro Mazzei, ex designatore degli assistenti, che sarà ascoltato dall'ufficio indagini guidato da Francesco Saverio Borrelli.

Mazzei dovrà rispondere delle intercettazioni in cui emergono presunte manovre per pilotare assistenti graditi a Milan e Juventus.

 

 

 

L'arbitro De Santis interrogato dalla Procura di Napoli

05 06 2006

L'arbitro Massimo De Santis, indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli illeciti nel calcio, si è recato oggi nella sede della Procura di Napoli per essere interrogato dai pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, titolari dell'inchiesta.

 

 

 

 

Nel pomeriggio l'incontro Galliani-Rossi

05 06 2006

L'incontro tra commissario straordinario della Figc, Guido Rossi, e il presidente della Lega Adriano Galliani, si terrà nelle prime ore di questo pomeriggio presso lo studio del professor Rossi nel centro di Milano. Rossi è arrivato nel suo studio pochi minuti dopo le 11, Galliani dovrebbe raggiungerlo non prima delle 14.
 

 

 

 

Scandalo calcio: De Santis chiede trasferimento indagine a Roma

05 06 2006

L'arbitro Massimo De Santis chiede che gli atti per l'inchiesta sul calcio siano trasferiti da Napoli alla procura di Roma.

Il direttore di gara di Tivoli ha presentato alla procura di Napoli un'istanza per incompetenza territoriale.

Intanto continuano gli interrogatori di Borrelli in Figc: ascoltati l'ex designatore dei guardalinee Gennaro Mazzei, indagato a Napoli, e il guardalinee Enrico Ceniccola

 

 

 

Concluso interrogatorio Mazzarri

05 06 2006

Terminato l'interrogatorio dell'allenatore della Reggina Walter Mazzarri presso la procura di Napoli. "I magistrati volevano sapere le cose che sapevo e le ho dette", ha affermato l'allenatore interrogato come persona informata dei fatti. Si è parlato della partita Reggina-Juventus del campionato 2004-2005 e del presunto sequestro dell'arbitro Paparesta negli spogliatoi da parte del dg bianconero Luciano Moggi.

 

 

 

Borrelli, c'e' qualche risultato

05 06 2006

'Non abbiamo giocato. Qualche risultato lo abbiamo portato a casa'. Cosi' Borrelli sulla prima giornata di interrogatori su Calciopoli. Dopo quasi 11 ore trascorsi in Figc, Borrelli, in merito alla collaborazione o meno delle persone ascoltate oggi, ha affermato: 'Non do giudizi preventivi se siano stati collaborativi o no'. Sull'indagine ha detto: 'Ora abbiamo un'idea, alla fine tireremo le conclusioni per vedere se queste cose sono veritiere o meno'.

 

 

 

Pagliuca, risarcire il Bologna

05 06 2006

'Speriamo che il Bologna venga risarcito e venga rimesso nella categoria che gli compete'. Cosi' il capitano gialloblu', Gianluca Pagliuca. L'ex portiere della Nazionale, sentito oggi come testimone dai pm che conducono l'inchiesta sullo scandalo nel mondo del calcio, ha spiegato che il suo interrogatorio ha riguardato solo momenti del campionato 2004/05, che costo' la retrocessione al Bologna. A chi gli chiedeva se esista una 'cupola', Pagliuca si e' limitato ad affermare: 'qualcosa c'e'...'.

 

 

 

 

Mazzone:retrocessione ferita aperta

05 06 2006

'La retrocessione del Bologna in serie B e' una ferita ancora aperta'. Cosi' l'ex allenatore della squadra rossoblu' Carlo Mazzone. Interrogato oggi come testimone dai pm di Napoli che conducono l'inchiesta sugli illeciti nel mondo del calcio, Mazzone ha sostenuto che 'gli allenatori non dovrebbero avere procuratori, e forse neanche i calciatori'. Quanto all'esistenza di una 'cupola' ha detto 'di non crederci: hanno cominciato piano, poi hanno esagerato e si sono messi nei casini'.

 

 

 

 

CALCIOGATE/ MAZZONE: SONO VICINO A MOGGI

05 06 2006

"Con Luciano Moggi ho sempre avuto un bellissimo rapporto. Gli sono vicino perché è in un momento di difficoltà". Così Carlo Mazzone parlando con i giornalisti dopo l'incontro con i pm napoletani Narducci e Beatrice. L'ex tecnico del Bologna ha difeso l'ex direttore generale della Juventus: "Abbiamo lavorato insieme e abbiamo lavorato bene, poi lui è andato alla Juventus e io ho girato l'Italia".

 

 

 

 

Gea: Geronzi sentito come testimone

05 06 2006

Il responsabile di Capitalia, Cesare Geronzi, e' stato sentito oggi come testimone dai pubblici ministeri di Roma che indagano sulla Gea. Geronzi e' stato ascoltato per circa 2 ore dai Pm Maria Cristina Palaia e Luca Palamara. Il verbale, secondo quanto si e' appreso, e' stato secretato. Al banchiere, tuttavia, sarebbero state fatte domande riguardanti anche l'attivita' della figlia Chiara in ambito Gea.

 

 

 

 

Figc: legale Mazzei, tutto chiarito

05 06 2006

Interrogato da Borrelli, l'ex designatore dei guardalinee Mazzei ha 'chiarito la sua estraneita' ai fatti addebitati dalla procura di Napoli'. Lo ha detto il suo legale, precisando che 'non c'era da parte sua alcun tipo di subordinazione e il capo ufficio indagini Figc ha compreso che fosse estraneo alle cose che gli vengono ascritte'. Il legale ha anche aggiunto che il suo assistito era sereno quando e' entrato e lo e' ancora di piu' ora che e' conclusa l'audizione.

 

 

 

CALCIOGATE/ PM NAPOLI CHIUDONO INTERROGATORI

05 06 2006

Si è conclusa dopo le 19 la lunga giornata di interrogatori che si sono svolti presso la Procura della Repubblica di Napoli. Quella di oggi dovrebbe essere l'ultima giornata in cui indagati e testimoni dell'inchiesta sul Campionato di calcio 2004-2005 sfileranno negli uffici della Procura napoletana. Secondo quanto si è appreso da ambienti della Procura di Napoli, gli interrogatori previsti nei prossimi giorni (Luciano Spalletti, ex tecnico dell'Udinese ed ora alla Roma; Valerio Bertotto, difensore dell'Udinese, e Alberto Cavasin, ex allenatore del Brescia) saranno eseguiti a Roma e non a Napoli. Ad ascoltare i testi saranno i carabinieri del Nucleo operativo di Roma, su delega dei pm napoletani Beatrice e Narducci.

Sarebbero, dunque, terminate a Napoli le audizioni di indagati e persone informate sui fatti coinvolte nello scandalo che ha travolto il mondo del calcio italiano. I magistrati partenopei, dopo aver ascoltato, per alcune settimane calciatori, arbitri, dirigenti di società sportive e designatori arbitrali, dovrebbero adesso concentrarsi unicamente sugli elementi già raccolti.

 

 

Borrelli: "Adesso abbiamo un'idea"

06 06 2006

Il capo dell'ufficio indagini della Figc, Francesco Saverio Borrelli, tira le somme della sua lunga giornata di lavoro: "Non abbiamo giocato, abbiamo lavorato per parecchie ore e qualche risultato lo abbiamo portato a casa. Adesso abbiamo un'idea. Dobbiamo verificare se sia veritiera o meno e ma solo alla fine tireremo le conclusioni".

 

 

 

CALCIOGATE/ FIGC, INIZIATA AUDIZIONE ARBITRO DONDARINI

06 06 2006

E' il primo teste di oggi. E' iniziata alle 9 di questa mattina l'audizione dell'arbitro Paolo Dondarini nella sede della Federcalcio di via Allegri. Ad ascoltare l'arbitro nell'ambito dell'inchiesta sul calciogate c'è il pool guidato dal capo dell'ufficio indagini Francesco Saverio Borrelli.

 

 

 

Lega: Galliani affiancato da un manager

06 06 2006

Il colloquio con il commissario Figc Guido Rossi ha aperto la strada alla svolta; Galliani verrà affiancato da un manager esterno per un addio soft.Il colloquio con il commissario Figc Guido Rossi ha aperto la strada alla svolta; Galliani verrà affiancato da un manager esterno. "Posso lasciare la presidenza della Lega Calcio ad un manager giusto e con nuove regole condivise" - aveva già detto Galliani nei giorni scorsi, ed ora pare che la "moral suasion" del comissario straordinario abbia avuto effetto. Anche perchè sulla sua figura aleggiano comunque troppi dubbi: il conflitto d'interessi (Lega, Milan, Mediaset), il fatto che anche il Milan sia fra i club indagati e soprattutto il fatto che la "cupola" fosse così interessata alla sua elezione al vertice della Lega oltre che a quella di Carraro in Figc. Dunque, in vista di un addio soft, Galliani verrà affiancato alla presidenza della Lega Calcio da un manager esterno al mondo del calcio. L'a.d. del Milan ha concordato questa prospettiva con Rossi, chiedendo che il manager in questione sia un personaggio non sgradito a Silvio Berlusconi. Motivo per cui, anche se non esistono al momento candidature ufficiali, si spendono già due nomi: quello di Franco Tatò, ex manager Fininvest, e quello di Carlo Salvatori, banchiere ex presidente di Unicredit e già proposto un paio di anni fa per il ruolo poi ricoperto da Galliani.

 

 

 

CALCIOGATE/ FIGC: CONCLUSA AUDIZIONE DONDARINI,

ARRIVATO MESSINA

06 06 2006

Si è conclusa alle 10,53 l'audizione dell'arbitro Paolo Dondarini al pool dell'ufficio indagini della Federcalcio guidato da Francesco Saverio Borrelli. "Tutto a posto": queste le uniche parole del fischietto di Finale Emilia. Un minuto prima dell'uscita dell'arbitro Dondarini, è entrato nella sede di via Allegri il suo collega Domenico Messina, il secondo fischietto ad essere ascoltato stamani

 

 

 

Spalletti in caserma CC a Roma

06 06 2006

Nell'ambito dell'inchiesta napoletana. Luciano Spalletti, e' arrivato nella caserma del Nucleo Operativo di Roma per essere ascoltato nell'ambito dell'inchiesta napoletana. Il tecnico della Roma e' stato convocato in qualita' di persona informata dei fatti. Spalletti deve riferire su fatti risalenti al campionato 2004-2005, quando era allenatore dell'Udinese. Nella stessa caserma dei carabinieri sono previsti oggi una decina di interrogatori.

 

 

 

Torino, riapre inchiesta su arbitri

06 06 2006

Il gip Elisabetta Chinaglia ha disposto la riapertura delle indagini sulle designazioni arbitrali della Procura di Torino. I magistrati inquirenti avevano in un primo tempo chiesto e ottenuto l' archiviazione del procedimento, ma ora alla luce delle scoperte della Procura di Napoli ne hanno sollecitato la riapertura.

 

 

 

Sospetti su Moggi: intercettazioni diffuse per evitare l’arresto

06 06 2006

Alle nove del mattino l’unica donna della presunta «cupola» del calcio appoggia la faccia al finestrino e sonnecchia beata nella sua Golf rossa parcheggiata davanti all’ufficio della Federcalcio.Maria Grazia Fazi ha giocato d’anticipo, pure troppo. È arrivata prima di Francesco Saverio Borrelli e dei suoi collaboratori, e se ne va dopo un’oretta, senza aver risposto a nessuna domanda. Il suo legale, Bruno Ricciotti, spiega che prima vuole essere ascoltata dai magistrati di Napoli. La linea difensiva comunque è chiara. «È solo una professionista efficiente, come tutti i segretari dei personaggi importanti».

Il ritratto che emerge dalle intercettazioni è un altro, quello di una donna potente, che al posto delle orecchie aveva radar, e nella sua posizione di segretaria della Commissione Arbitri Nazionali ne sentiva molte, tutte da riferire all’ex designatore Paolo Bergamo e a Luciano Moggi. «Per favore, non chiamatela zarina, è soltanto una brava impiegata» implora il suo legale. Il dubbio tra le due definizioni probabilmente non verrà sciolto dall’Ufficio Indagini, visti i tempi è difficile che arrivi una seconda convocazione. Sarà difficile che risponda anche il Grande imputato, al secolo Luciano Moggi. L’ex direttore generale della Juventus in questi giorni ha molto a cui pensare, con tre Procure alle costole, e nuove nuvole si stanno addensando sul suo orizzonte. I magistrati di Napoli potrebbero risentirlo nei prossimi giorni, ma questa volta non per parlare di pallone. Si sono infatti convinti che Moggi sia il burattinaio non solo del calcio, ma anche delle fughe di notizie di questi giorni. Ci sarebbe lui dietro alle intercettazioni sparse ai quattro venti, e lo avrebbe fatto per evitare così un arresto sul quale gli inquirenti stavano meditando. Se ne riparlerà nei prossimi giorni.

Anche per la giustizia sportiva i ritmi sono da fonderia. In sei ore vengono interrogate altre sette persone, contando anche la Fazi in totale sono otto dei 41 indagati dell’inchiesta di Napoli. Basta scorrere i nomi e si capisce qual è l’argomento principale di questa prima giornata di audizioni. A farla breve: A.C. Milan. Il secondo della lista infatti è la persona che sussurrava al telefono a Leonardo Meani, l’addetto arbitri della società rossonera. Il designatore dei guardalinee Gennaro Mazzei si presenta vestito a lutto, scarpe, cravatta e giacca nera. Esce dopo tre ore, accompagnato dal suo legale Giuseppe Fonisto, che in questa storia difende anche i direttori di gara Baglioni e Racalbuto. Indubbiamente è del ramo, essendo stato anche lui arbitro di buon livello (serie C1) nonché compagno di corso del celebre Massimo De Santis.

L’uomo in nero, nel senso di Mazzei, si dice «sereno e tranquillissimo» e mentre cerca l’auto posteggiata chissà dove accetta di parlare. «È un grande equivoco — sostiene —. Quelle che ricevevo io da parte di Meani, ma anche di altri, erano telefonate di protesta, e non di accomodamento». Scusi Mazzei, ma veramente le intercettazioni... «Io non accontentavo nessuno. Ogni tanto uscivano i guardalinee "giusti"? Ogni tanto è statisticamente inevitabile che accada, ma non ho mai deciso sulla base delle pressioni che ricevevo da tutti». Davanti a Borrelli, Mazzei avrebbe lasciato intendere che le sue funzioni erano in realtà «supervisionate » dai due ex designatori arbitrali Bergamo e Pairetto.

In rapida sequenza, dopo Mazzei c’è una infornata di guardalinee, Gabriele Contini, Silvio Gemignani e Giuseppe Foschetti, Enrico Ceniccola, tutti in qualche modo finiti nelle conversazioni telefoniche di Meani. I primi tre erano considerati «buoni» dal dirigente milanista, l’ultimo invece era nella lista dei cattivi, ovvero favorevole alla Juventus. La scelta di Borrelli sembra chiara. Concentrarsi sulle zone meno nitide della «rete estesa» della quale parla l’ex Procuratore di Milano. Se quello della Juventus è ormai alla luce del sole, di un eventuale «metodo Milan » si sa ancora poco.

Sono stati ascoltati anche il segretario della Can Manfredi Martino, sotto inchiesta a Napoli, e per ultimo il segretario generale della Federcalcio Francesco Ghirelli, che è risultato anche il più loquace del gruppo, con qualche timido riferimento ad un «malcostume diffuso», così lo ha definito. A fine giornata Borrelli un’idea se l’è fatta e la sta seguendo: «Resta però da vedere se è veritiera. Qualche risultato comunque c’è». Poche ore prima aveva toccato con mano cosa significa questo nuovo incarico: «Siamo ai confini del reato penale, questa è violenza privata», ha esclamato, comprensibilmente irritato, quando si è visto avvolgere da uno sciame di microfoni, telecamere e taccuini, ad occhio più di un centinaio. Non è Mani Pulite, ma può essere anche peggio

 

 

 

 

Galliani, nessun passo indietro

06 06 2006

Adriano Galliani resta al suo posto. Nessun passo indietro, nessun accordo preciso, almeno sembra, neanche su una uscita «morbida» e concordata. Questo l'esito dell'incontro tra il presidente della Lega e il commissario straordinario della Fgci Guido Rossi. Un colloquio avvenuto come da programma nel pomeriggio di lunedì a Milano ma avvolto nel mistero. Il luogo del «summit» tra i rappresentanti delle due istituzioni del calcio è rimasto riservato. Quello che è invece certo è che il colloquio è durato a lungo (circa due ore) e che alla fine Galliani, rintracciato da alcuni cronisti, non ha voluto rivelarne gli esiti né i contenuti. Per motivi di correttezza - ha sostenuto Galliani - tocca al Commissario della Figc rilevarne i contenuti. Galliani è poi tornato nei suoi uffici di plenipotenziario del Milan in via Turati.

 

 

 

Figc: ascoltati tre arbitri

07 06 2006

Interrogati De Santis, Bertini e Paparesta

Gli arbitri De Santis, Bertini e Paparesta vengono interrogati oggi in Figc da Francesco Saverio Borrelli e dal suo staff. De Santis e Bertini sono coinvolti nell'inchiesta dei magistrati di Napoli sulle intercettazioni telefoniche. Paparesta viene ascoltato in merito alla vicenda di Reggina-Juve quando Moggi,infuriato per la sua direzione,lo avrebbe chiuso nello spogliatoio. Nell'ambito dell'indagine napoletana viene sentito dai Cc di Roma l'ex allenatore del Livorno Donadoni.

 

 

 

 

 

De Santis: dovevo andare a Mondiali

07 06 2006

L'arbitro e' stato interrogato per cinque ore in Figc

'Il Mondiale me l'ero meritato e secondo me dovevo andarci'. Cosi' Massimo De Santis, dopo cinque ore d'interrogatorio nella sede della Figc. Accompagnato dal legale, l'arbitro si e' detto comunque sereno per come e' andata l'audizione. Il legale ha detto che sono stati presentati degli atti gia' notificati, tra cui un'istanza al commissario Guido Rossi e un ricorso in autotutela a Sagrestani, attualmente alla guida dell'Aia dopo la sospensione di Lanese.

 

 

 

Figc, sentiti Bergamo e Pairetto

08 06 2006

Gli ex designatori, Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo, sono nelle sedi della Federcalcio per essere interrogati dagli inquirenti sportivi. Pairetto e' arrivato negli uffici di via Allegri, dove viene sentito da Francesco Saverio Borrelli in persona, mentre l'ex collega Bergamo viene interrogato dal pool dislocato in via Po, guidato dal colonnello Maurizio D'Andrea. Si apre cosi' la quarta giornata di interrogatori nell'ambito dell'inchiesta sulle intercettazioni telefoniche.

 

 

 

 

Figc: sentito Carlo Ancelotti

08 06 2006

Il tecnico del Milan, Carlo Ancelotti, viene ascoltato in queste ore a Roma dall'Ufficio indagini della Federcalcio. Ancelotti, che era gia' stato sentito qualche settimana fa dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta di Napoli, e' arrivato nella sede di via Po: vestito casual, il tecnico rossonero prima di entrare ha detto che parlera' piu' tardi.

 

 

 

 

Figc: Borrelli ascolta Galliani

08 06 2006

Anche il presidente della Lega Adriano Galliani e' stato ascoltato stamani dall'ufficio indagini della Figc. Nella giornata in cui tra via Allegri e via Po si stanno presentando in Figc gli ex designatori Bergamo e Pairetto e il tecnico del Milan Carlo Ancelotti, Galliani e' stato ascoltato in segreto, nel suo albergo non lontano dalla federazione, dallo stesso capo degli 007 federali, Francesco Saverio Borrelli.

 

 

 

 

Calcio: Antitrust fissera' regole

08 06 2006

L'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato si occupera' della definizione delle regole nel settore del calcio professionistico. In particolare, secondo quanto spiega il Garante, saranno esaminati 'i profili relativi agli agenti'. L'iniziativa e' stata presa a seguito di una richiesta formale del Commissario straordinario della Figc, Guido Rossi. Istituito gia' un apposito gruppo di lavoro. Le conclusioni prima della pausa estiva

 

 

 

 

Ancelotti: noi al di fuori di tutto

08 06 2006

"Siamo al di fuori di tutto, so come lavora questa societa' e il lavoro che ho fatto io": lo ha detto Ancelotti lasciando la sede della Figc. Il tecnico rossonero e' stato ascoltato da Maurizio D'Andrea, uno dei vice di Francesco Saverio Borrelli nell'ufficio indagini della Figc

 

 

 

 

Figc: Pairetto ascoltato per 5 ore

08 06 2006

Legale ex designatore: nessun sorteggio manipolato

E' finita dopo circa 5 ore l'audizione dell'ex designatore Pierluigi Pairetto davanti agli uomini dell'ufficio indagini della Figc. 'Siamo straconvinti di aver chiarito che non vi fosse alcuna manipolazione - ha spiegato il legale di Pairetto - anche perche' non c'era nulla che facesse presupporre che il sorteggio fosse pilotato'. L'interrogatorio dell'altro ex designatore arbitrale Bergamo, intanto, e' stato sospeso per un ora e mezza a causa di un black out.

 

 

 

 

Figc: Moggi atteso per lunedi'

08 06 2006

Ma con ogni probabilita' non andra' da Borrelli

Luciano Moggi e' stato convocato per lunedi' dall'ufficio indagini della Figc, ma con ogni probabilita' non si presentera' davanti a Borrelli. Manca ancora la comunicazione ufficiale, ma sembrerebbe questa la decisione dell'ex dirigente bianconero che dopo aver presentato le dimissioni si considera a tutti gli effetti un ex del calcio e quindi non ritiene necessario sottoporsi all'indagine sportiva. Molto probabilmente domani avverra' la comunicazione ufficiale.

 

 

 

 

Figc: Moggi,no ordinamento sportivo

08 06 2006

Moggi non deporra' presso l'ufficio indagini della Figc perche' "estraneo all'ordinamento calcistico" dopo le dimissioni da dg della Juventus. Cosi' il legale dell'ex dirigente bianconero motiva il rifiuto di Moggi di deporre davanti al pool di investigatori guidato da Borrelli. Moggi - si legge in un fax inviato all'ufficio indagini della Federcalcio - "stante le avvenute dimissioni, e' divenuto estraneo all'ordinamento calcistico. Per queste ragioni non presenziera' alle audizioni in corso".

 

 

 

 

Inchieste: Della Valle interrogato

08 06 2006

Patron Fiorentina, "Non abbiamo fatto nulla di strano"

"La Fiorentina non ha fatto nulla di strano". Sono le prime parole di Diego Della Valle dopo tre ore di colloquio con l'ufficio indagini Figc. "Siamo tranquilli e sereni", ha aggiunto il patron viola, sorridendo, mentre usciva dalla sede della Federcalcio. "E' stata una bella giornata di lavoro - ha aggiunto - perché abbiamo parlato da gente civile e dall'altra parte abbiamo trovato persone competenti e altrettanto civili a cui abbiamo esposto le nostre cose".

 

 

 

 

Inchieste: sentito Paolo Bergamo

08 06 2006

Ex designatore, "dato grosso aiuto a chi sta lavorando"

''Abbiamo dato un grosso aiuto a chi sta lavorando''. Cosi' Paolo Bergamo, sul suo lungo interrogatorio davanti all'Ufficio indagini Figc. "Abbiamo cercato di chiarire tutte le cose che ci riguardavano - ha detto l'ex designatore degli arbitri - Abbiamo letto le intercettazioni e ho dato risposte esaurienti e chiarificatrici. Io sono sereno e lo ero anche prima". L'audizione di Bergamo e' cominciata questa mattina ed e' stata anche interrotta per problemi al computer.

 

 

 

 

Borrelli: confessioni merce rara

08 06 2006

Tono scherzoso e' una giustificazione sentita spesso"

"Non sono deluso, perché le confessioni sono merce particolarmente rara". Cosi' Borrelli chiude sulle audizioni dell'ufficio Indagini Figc. "La disponibilita' c'e' stata perché sono tutti comparsi -ha detto Borrelli- tranne qualcuno che per malattia o altri motivi non e' venuto"."Il tono scherzoso - ha aggiunto in merito agli interrogatori - e' una giustificazione che spesso abbiamo sentito. Bisogna separare il grano dall'oglio e vedere quali poi siano frutto di spirito goliardico e quali no".

 

 

 

 

Inchieste: sentito A. Della Valle

08 06 2006

Presidente della Fiorentina ascoltato per sei ore in Figc

Interrogatorio di sei ore per Andrea Della Valle, presidente della Fiorentina, ascoltato dagli inquirenti sportivi dell'ufficio Indagini Figc. Al termine, il dirigente viola ha ribadito che lui e la societa' sono "serenissimi". "L'inchiesta sta andando avanti - ha detto - Una possibile condanna? Non e' il momento di parlare di queste cose". Alla domanda poi se la Fiorentina e' pulita rispetto allo scandalo del calcio, Andrea Della Valle ha risposto: "Siamo stati qui anche per spiegare questo".

 

 

 

Bergamo accusa Lanese e Pairetto

08 06 2006

Ex designatore, 'volevano farmi fuori'

-"Nell'ultimo anno Lanese e Pairetto avevano deciso di fare a meno di me e allora decisi di dimettermi".Cosi'l'ex designatore arbitrale Bergamo. "C'erano ostilita' con Pairetto e pensai che non avrei piu' avuto spazio nell'Aia". Per quanto riguarda la vicenda del sequestro dell'arbitro Paparesta nello spogliatoio di Reggio Calabria, Bergamo dice di averlo saputo solo in queste settimane dai giornali. 'Se Paparesta avesse portato a conoscenza questa vicenda sarebbe stato salvaguardato'.

 

 

Figc: Carraro da Borrelli

09 06 2006

Ex presidente federazione interrogato dall'ufficio indagini

E' il giorno di Franco Carraro davanti all'ufficio indagini della Figc. L'ex presidente della Federazione e' arrivato nella sede di via Allegri. Contemporaneamente negli uffici di via Po viene interrogato Leonardo Meani, l'addetto agli arbitri del Milan, finito nello scandalo delle intercettazioni.

 

 

Borrelli: esiste un muro difensivo

09 06 2006

"Si e' creato un muro difensivo concordato probabilmente da piu' persone": lo ha detto il capo dell'ufficio indagini della Figc, Borrelli. Alla fine della prima settimana di interrogatori, Borrelli comunque non si dice sorpreso: "non mi aspettavo nulla di diverso dopo le pubblicazioni delle intercettazioni sui giornali". Alla domanda se sono stati raccolti elementi importanti: "direi di no, stiamo completando il quadro". Sull'assenza di Moggi, "e' suo diritto non presentarsi".

 

 

Lotito arriva all'ufficio indagini

09 06 2006

Atteso in mattinata anche ex presidente Ancona, Pieroni

Claudio Lotito e' arrivato nella sede di via Po per essere interrogato dall'ufficio indagini della Figc; non ha rilasciato dichiarazioni. Continua invece a via Allegri l'audizione di Franco Carraro, mentre l'ex presidente dell'Ancona, Ermanno Pieroni, atteso dagli inquirenti federali per questa mattina, ancora non sarebbe arrivato

 

 

Carraro: ho fatto bene a dimettermi

09 06 2006

Quasi 3 ore di interrogatorio all'ufficio indagini Figc

"Mi sono dimesso e ho fatto bene. Di queste cose non voglio piu' parlare, ne' oggi, ne' domani, ne' mai piu'": lo ha detto Franco Carraro. L'ex presidente della Federcalcio e' stato interrogato per quasi tre ore dall'ufficio indagini guidato da Francesco Saverio Borrelli

 

 

Borrelli: super teste? Non c'e'

09 06 2006

Capo ufficio indagini, finora solo due audizioni spontanee

"Non mi risulta che ci sia alcun super teste". Cosi'il capo dell'ufficio indagini della Figc Francesco Saverio Borrelli.Dagli interrogatori fatti finora, ha aggiunto, non sono emerse confessioni e non c'e' un testimone che ha chiesto di essere ascoltato. 'Fino ad oggi solo 2 persone hanno chiesto di essere ascoltate spontaneamente -ha detto Borrelli-e sono gia' state sentite dai colleghi dell'altro staff'. Agli 'Irriducibili' della Lazio:'i processi non si fanno per strada'

 

 

Terminato interrogatorio Lotito

09 06 2006

Presidente Lazio ascoltato tre ore, Borrelli lascia albergo

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha lasciato dopo circa tre ore di audizione la sede della Federcalcio.Il numero 1 biancoceleste e' uscito dal cancello secondario di via Tevere. Nel momento in cui Lotito ha abbandonato la Figc, nessun tifoso laziale lo stava attendendo fuori dal cancello. Francesco Saverio Borrelli ha intanto lasciato il suo albergo. Il capo dell'ufficio indagini rientrera' a Roma lunedi' per proseguire le audizioni in Federcalcio.

 

Intanto...

09 06 2006

Mondiali: la festa e' gia' cominciata

Le strade del centro di Monaco sono gia' invase dai tifosi che attendono l'inizio di Germania - Costa Rica, partita inaugurale di Germania 2006. In Marienplats, la principale della citta', numerosi e coloratissimi i sostenitori dei 'Los Ticos', mentre i tedeschi sfoggiano soprattutto improbabili parrucche con i colori nazionali. Nella cattedrale della citta' c'e' stata stamani una inaugurazione religiosa della Coppa del Mondo, con un grande pallone collocato davanti all'altare.

Alle ore 18,00 calcio di inizio.

 

Figc: Meani sentito per sette ore

09 06 2006

Interrogatorio fiume a Roma per addetto arbitri Milan

L'addetto agli arbitri del Milan, Leonardo Meani e' uscito dalla sede di via Po dopo 7 ore di interrogatorio da parte degli inquirenti Figc. Una audizione record quella di Meani, che doveva rispondere di molte intercettazioni telefoniche in cui risultava protagonista.

 

 

 

Pieroni sentito per tre ore in Figc

09 06 2006

Ex presidente Ancona ribadisce accuse al sistema

Quasi tre ore di interrogatorio per l'ex presidente dell'Ancona Ermanno Pieroni davanti all'ufficio indagini della Figc. Pieroni ha ribadito le accuse lanciate due anni fa al sistema che vigeva nel mondo del pallone. Pieroni e' stato chiamato a testimoniare come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta partita dalle intercettazioni telefoniche. Al centro dell'audizione anche il suo rientro nel mondo del calcio visto che attualmente e' dirigente dell'Arezzo

 

 

Borrelli: una confessione? Magari

12 06 2006

Atteso in Figc l'ex amministratore delegato Juve Giraudo

'Una confessione per oggi? Sarebbe utile'. Cosi' il capo ufficio indagini della Federcalcio Francesco Saverio Borrelli arrivando in Figc. L'ex procuratore di Mani pulite ha davanti quella che dovrebbe essere l'ultima giornata degli interrogatori prima di procedere alla stesura della relazione per la procura federale. Gli uomini dell'ufficio indagini sono in attesa dell'ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo

 

 

Paparesta sara' riascoltato

12 06 2006

L'audizione dell'arbitro avverra' nel pomeriggio in Figc

Sorpresa in Federcalcio. Nel pomeriggio, intorno alle 17, tornera' davanti all'ufficio indagini l'arbitro Gianluca Paparesta. Sarebbe stato lo stesso direttore di gara a chiedere di integrare la sua precedente audizione. In realta' Paparesta doveva arrivare in mattinata, ma si trova in Germania per ricevere un premio e sara' nella capitale nel primo pomeriggio. Intanto, in via Po, l'altra sede dell'ufficio indagini, viene ascoltato il team manager dell'Udinese Toffolini

 

 

Figc: Giraudo interrogato 3 ore

12 06 2006

Poi e' "scappato via" senza rilasciare alcuna dichiarazione

Tre ore di interrogatorio per Antonio Giraudo davanti all'ufficio indagini della Figc. L'ex ad della Juve e' poi uscito di gran lena. Giraudo e' stato ascoltato dagli 007 federali nella sede di via Allegri. Quando e' uscito e' scappato via verso la macchina. Con lui, che e' stato finora l'unico della Juventus a rispondere davanti agli inquirenti, c'era l'avvocato Chiappero che s'e' limitato a dire "parleremo soltanto nelle aule dei tribunali, e vorremmo che lo facessero anche gli altri".

 

 

 

Giraudo: mi occupavo della societa'

12 06 2006

'Mi occupavo della societa'. Non mi risulta che ci siano state gare dal risultato preordinato': e' il senso della deposizione di Giraudo. Il consigliere d'amministrazione dimissionario della Juve avrebbe spiegato alla Figc che la divisione dei compiti tra lui e Moggi era rigorosa, nel rispetto dei diversi ambiti di competenza, e all' insegna della stima. Il suo obiettivo era trasformare la Juve nella prima societa' calcistica al mondo per solidita' patrimoniale e giro d'affari.

 

 

 

Paparesta sentito per 4 ore in Figc

12 06 2006

E' terminata dopo quasi 4 ore l'audizione dell' arbitro Gianluca Paparesta, all' ufficio indagini per integrare il precedente interrogatorio. 'Sono una persona informata sui fatti - spiega l'arbitro - lo ero e continuo ad esserlo. Sono legato al segreto istruttorio. Quando finira' l'indagine, sempre se autorizzato dall' Aia, rispondero' alle domande'.'E' finito tutto bene - ha detto Maurizio D'Andrea, vice dell' ufficio indagini - che io sappia domani non ci sono audizioni'

 

 

Indagato presidente Garrone

12 06 2006

Tra gli indagati nell'ambito dell'inchiesta sul calcio condotta dai Pm di Napoli figura anche Riccardo Garrone presidente della Sampdoria. Si tratta dell'unico nome nuovo dell'inchiesta emerso dopo gli interrogatori degli ultimi giorni. Il coinvolgimento di Garrone sarebbe legato a presunte irregolarita' nella partita Sampdoria-Fiorentina del campionato 2004-2005.

Anche la Samp ora rischia grosso.

 

 

Inchieste: Garrone, sono sereno

12 06 2006

Il presidente della Samp, Riccardo Garrone e' "esterrefatto" per la sua iscrizione nel registro degli indagati della procura di Napoli. "Sono esterrefatto - ha detto - ma al tempo stesso sereno" "Al momento non ho ricevuto alcun avviso - ha proseguito - ma sono consapevole della mia assoluta estraneita' ai fatti e quando apprendero' le motivazioni mi tutelero' in ogni sede"

 

 

 

Inchieste: presidente Caf stupito

13 06 2006

Cesare Martellino si dice amareggiato dopo aver letto sui giornali che sarebbe indagato a Napoli con l'accusa di abuso d'ufficio. 'Mi meraviglio dei colleghi di Napoli - ha detto il presidente Caf - Parlare di sentenza pilotata e' il massimo, ci vuole una faccia...'. A far scattare il provvedimento la vicenda di un anno e mezzo fa di due giovani calciatori, un uzbeko e un ucraino, svincolati dalla Juve, per i quali la Caf accolse l'appello del club bianconero.

 

 

De Rossi: amnistia se vinciamo? No

13 06 2006

"Se dovessimo vincere il Mondiale, il calcio italiano avra' tanti benefici ma un'amnistia sarebbe assurdo": cosi' De Rossi. "Non punire chi ha sbagliato, dopo che i magistrati avranno fatto il loro lavoro, sarebbe un doppio errore. Ci sono giudici che devono indagare, ci sono sentenze che dovranno essere emesse", aggiunge il centrocampista della Roma. L'ipotesi di un'amnistia in caso di vittoria ai Mondiali e' stata avanzata dal deputato di Forza Italia, Maurizio Paniz

 

 

Csm, indagine su giudice Martellino

13 06 2006

Il Csm ha avviato un'indagine sul giudice Cesare Martellino, presidente della Caf, indagato dalla Procura di Napoli per abuso d'ufficio. L'iscrizione di Martellino nel registro degli indagati e' stata confermata alla prima commissione di Palazzo dei Marescialli dal procuratore aggiunto Franco Roberti. Nel mirino ci sono due decisioni della Caf: una del 12 dicembre 2004 che accolse un ricorso della Juve in materia di tesseramenti, l'altra che stabili' la retrocessione del Genoa in serie C

 

 

 

Onorevole Melandri: Calciopoli, no ad amnistia

14 06 2006

Nessuna amnistia per Calciopoli anche in caso di affermazione della Nazionale ai Mondiali: lo afferma il ministro Giovanna Melandri. 'E' un ragionamento che respingo al mittente - ha detto la responsabile per lo sport e le politiche giovanili -. E' doveroso attendere l'esito delle indagini, ma il problema va affrontato comunque, qualunque sia l'esito dei Mondiali'

 

 

Inchieste: Laudi si difende

14 06 2006

'Sono sempre stato limpidissimo nelle mie decisioni e nei miei rapporti professionali'. Cosi' il giudice sportivo Maurizio Laudi. Laudi risponde alle 'notizie di stampa' che a suo dire mettono in dubbio 'la correttezza di comportamento di chi non e' neppure in grado di rispondere in modo documentato'. 'Non mi resta che attendere di poterlo dimostrare carte alla mano - aggiunge il giudice sportivo - Ma allora, temo, la stampa non ne parlera' piu''

 

 

Juve: John Elkann, voltiamo pagina

14 06 2006

"Oggi voltiamo pagina dopo un capitolo triste della nostra storia". Lo ha detto John Elkann, presentando il nuovo CdA della Juve. 'Ci sono stati comportamenti riprovevoli - ha aggiunto - e noi dobbiamo ripartire dalla serieta' con due obiettivi, fare chiarezza e dare stabilita' e prospettive'

 

 

Csm verso revoca incarichi sportivi

14 06 2006

Il Csm si appresta a revocare in via immediata tutti gli incarichi sportivi dei magistrati, non solo quelli presso la Figc. E' questo l'orientamento emerso in plenum, ma il voto e' stato rinviato a domani. La proposta di revocare da subito tutti gli incarichi di giustizia sportiva e' stata formulata dal togato di Unita' per la Costituzione, Nello Stabile, secondo il quale il mutamento di linea e' motivato dagli ultimi fatti emersi sul cosiddetto scandalo del calcio

 

Calcio: Agnolin commissario Aia

14 06 2006

Luigi Agnolin e' stato nominato commissario dell'associazione italiana arbitri. Lo ha deciso il commissario straordinario della Figc, Rossi. Nella delibera firmata oggi Rossi ha conferito ad Agnolin 'tutti i poteri necessari per l'espletamento delle attribuzioni demandate al presidente nazionale, al vice presidente, al responsabile del settore tecnico arbitrale, al comitato nazionale e al consiglio centrale dell'Aia, compreso quello di procedere alla nomina di uno o piu' subcommissari

 

 

Paparesta, temevo per la carriera

14 06 2006

Temeva per la sua carriera. Ecco perche' l'arbitro Paparesta non denuncio' nel referto l' "irruzione" di Moggi e Giraudo negli spogliatoi. Emerge dai verbali dell'interrogatorio ai carabinieri del 13 maggio scorso. 'Mi sento ancora profondamente rammaricato - dice l'arbitro- ma se cio' e' accaduto lo metto in relazione soltanto al mio attaccamento a quella che ritengo la vera passione della mia vita e che poteva risultare penalizzata in caso di referto estremamente dettagliato'

 

 

 

Toghe fuori da giustizia sportiva

15 06 2006

Mai piu' magistrati ad occuparsi di giustizia sportiva. Lo ha deciso il plenum del Csm. Scelta quindi la linea dura e stabilito il divieto assoluto per i magistrati di ricoprire incarichi sportivi e revocando entro la prossima settimana tutti quelli in corso, non solo quelli relativi al mondo del calcio

 

 

Cesare Ruperto presidente Caf

15 06 2006

Cesare Ruperto e' il nuovo presidente della Caf, la Commissione di appello federale. Lo ha nominato oggi il commissario straordinario della Figc Guido Rossi. Ruperto, presidente emerito della Corte Costituzionale, prende il posto di Cesare Martellino

 

 

Così parlò Luciano Moggi

15 06 2006

Non è che sono un santarello": Così parlò Luciano Moggi ai pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci lo scorso 15 maggio 2006, il giorno dell'interrogatorio fiume a Roma

A rivelare i contenuti dell'interrogatorio è il quotidiano "La Repubblica". Moggi avrebbe parlato del "sistema Moggi" come una struttura per "essere fregato il meno possibile".

Il verbale di quell'interrogatorio è stato depositato ed è a disposizione degli avvocati dei 37 indagati. Un malloppo di oltre 200 pagine: "Nel calcio - disse Moggi - il potere ruota attorno alla questione dei diritti televisivi. Ogni attività da me posta in essere ha avuto solo il fine di tutelare gli interessi della Juventus. Io massone? Non so neanche cosa sia la massoneria".

Si parla delle "griglie" per il sorteggio arbitrale. Moggi spiega: "E' dovere di un dirigente curare bene i rapporti della propria società, io sono così. Se ho fatto una telefonata, se ho detto il mio pensiero, che poi mi sembra non si sia neppure verificato, l'ho detto perché ritenevo e ritengo che si dovesse dare peso ad arbitri importanti, che danno garanzie di rendimento certo e sono in grado di portare avanti le partite nel modo migliore ma solo perché la Juve non ricevesse danni, non certo favori. La Juve non ha bisogno di favori".

Luciano Moggi, durante l'interrogatorio, ha pianto per due volte soprattutto quando accusato di aver gestito in prima persona le sorti del campionato di calcio. "In tutte le salse mettono me".

Moggi, poi, ammette di detestare Collina: "Tra noi e Collina non c'è simpatia. Collina ha battuto il record dei 75 minuti tra un tempo e l'altro", riferendosi a Perugia-Juventus del 2000 in cui i bianconeri persero lo scudetto dopo un'interruzione record per pioggia e il resto della partita giocato su di un campo impraticabile. A Collina abbiamo fatto un regalo: un ombrello in ricordo di quella partita"

Moggi ne ha anche per il Milan e per il dirigente Leonardo Meani. "Il signor Collina è così disponibile a familiarizzare con un dirigente di una società come il Milan". Risposta di Collina: "Conosco Meani da vent'anni, sono convinto che un rapporto di buona conoscenza possa essere mantenuto nel rispetto dei ruoli e nel pieno rispetto delle regole"

Moggi, inoltre, parla male dell'arbitro De Santis, che l'accusa sostiene essere membro della 'cupola'. "Il signor De Santis è stato sempre un problema per noi - accusa Moggi - ci ha danneggiati, ad esempio mi ricordo la partita con l'Inter, l'anno scorso in Supercoppa, ci ha annullato un gol valido a Trezeguet".

"In Parma-Juve, (dove fu annullato un gol valido di Cannavaro allora al Parma ndr) nessuno si domanda se c'era il calcio d'angolo (che portà al gol ndr) tutti hanno detto che non c'era. Quindi avrebbe commesso due errori insieme: il primo, concedere il calcio d'angolo, il secondo annullare il gol. Non sarebbe stato più semplice non dare il calcio d'angolo, così non veniva fuori quello che è venuto? Io credo di sì". Così parlà Luciano Moggi

 

 

Agnolin: niente arbitri stranieri

15 06 2006

'Arbitri italiani per il campionato italiano. Escludo quelli stranieri'. Cosi' il neocommissario dell'Aia Luigi Agnolin. Nel giorno della sua presentazione ufficiale Agnolin ha detto che si affidera' a direttori di gara italiani e che si continuera' la strada della designazione, gia' intrapresa con Maurizio Mazzei.

 

 

 

Calcio:indagine commissione cultura

15 06 2006

L'ufficio di presidenza della commissione Cultura della Camera vara lo schema di indagine conoscitiva sulla situazione del calcio. 'Credo che il fatto che il Parlamento si occupi della crisi del calcio sia un passo importante per riportare il rispetto delle regole nel mondo del calcio', dice il presidente della commissione Folena (Prc). 'Cercheremo di approfondire le cause che hanno portato ai fatti emersi dalle indagini della magistratura, senza sovrapporsi al lavoro dei giudici'.

 

 

Rossi: processo, 2 gradi giudizio

15 06 2006

Il maxiprocesso su Calciopoli avra' solo 2 gradi di giudizio: Caf e Corte federale. Lo annuncia il commissario della Figc Guido Rossi. Rossi esclude che si possa accedere dopo l'appello alla Camera di Conciliazione e Arbitrato del Coni. Il commissario Figc conferma inoltre non ci sara' alcuno slittamento dei campionati e che verranno rispettati tutti i tempi

 

 

Preziosi registro' Galliani

15 06 2006

Il presidente del Genoa Enrico Preziosi registro' di nascosto un colloquio con il presidente del Milan e della Lega Adriano Galliani. A rivelarlo e' stato lo stesso Preziosi durante un interrogatorio con i pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci il primo giugno scorso. L'incontro avvenne ai primi di ottobre in un ristorante di Milano: 'eravamo seduti a tavola, solo io e Galliani, ed ho registrato il colloquio utilizzando un piccolo registratore molto sofisticato'.

 

 

Moggi: massacrato da tutti

15 06 2006

'Sono stato massacrato da tutti e indicato come un capro espiatorio di cosa non lo so'. Inizia cosi' l'interrogatorio di Luciano Moggi. I magistrati gli contestano il ruolo avuto per manipolare arbitri e gare. L'ex dg della Juve risponde che il suo non e' il vero potere. Parla di diritti tv, di societa' che chiedono 10 milioni, ne ricevono 6 e poi interviene 'Galliani in funzione di presidente della Lega: non ti preoccupare, ci penso io, ti do una mano e regolarmente prendono di piu'''.

 

 

Moggi: "Mai chiuso Paparesta in spogliatoio"

15 06 2006

L'ex dg della Juventus, Luciano Moggi, indagato dalla Procura di Napoli per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, ha spiegato così ai pm Beatrice e Narducci la vicenda di Paparesta dopo Reggina-Juve. "Ammetto che io e Giraudo a Reggio Calabria il 6 novembre 2004 ci siamo incavolati, ma escludo a priori di aver chiuso Paparesta nello spogliatoio

 

 

Moggi: "Il potere è Galliani"

15 06 2006

Cominciano ad emergere alcuni verbali di interrogatori delle scorse settimane, tra cui quello di Luciano Moggi

Galliani in funzione di presidente di Lega dice: non ti preoccupare che ci penso io, che ti do una mano a prendere di più. E regolarmente si prende di più - ha dichiarato l'ex direttore generale bianconero - E' chiaro che conta di più questo potere, che oltretutto è conflittuale perchè Galliani è anche vice presidente del Milan

 

 

 

Squalifiche a richiesta. Ma Laudi si difende: «Decisioni limpide»

15 06 2006

Ciò che i pm partenopei intendono scandagliare è una eventuale contiguità del giudice con il mondo che doveva giudicare, inconsapevole o meno. Agli atti c’è un’altra telefonata inedita dei soliti Moggi- Giraudo, furenti per la squalifica comminata da Laudi allo juventino Ibrahimovic nella quale Moggi fa pesanti riferimenti alla vita privata del magistrato, lasciando intravedere una profonda conoscenza e disegnando scenari oscuri: «Laudi! Ma si può fare una cosa del genere!».

 

 

 

Figc: Garrone, Samp estranea

16 06 2006

Interrogatorio lampo per Riccardo Garrone. Il presidente della Sampdoria e' rimasto un'ora all'ufficio indagini della Figc. "Ai tifosi che mi credono e mi hanno sempre seguito dico di stare sereni perche' siamo completamente al di fuori di questa vicenda", ha dichiarato il presidente della Samp. Ottimista anche sul futuro dell'inchiesta l'avvocato Giulia Buongiorno: "Non ci sono state fatte contestazioni, abbiamo avuto solo 2-3 cose da chiarire

 

 

 

Cellino: per Lega serve superpartes

16 06 2006

'Per la presidenza della Lega calcio serve un commissioner. Chi gestisce la Lega deve essere superpartes'. Lo ha detto Massimo Cellino. 'Noi presidenti di societa' non possiamo farlo - ha spiegato il presidente del Cagliari - perche' e' evidente il conflitto di interessi. Galliani e' una persona intelligente, carina, di grande professionalita'. Una persona leale, ma rappresenta una squadra importante e ha il dovere di tutelare gli interessi del Milan'

 

 

Figc: Pappa, non parlo piu'

16 06 2006

"Di questa storia non voglio piu' parlare. Cosi' il generale Italo Pappa, ex capo dell'ufficio indagini della Figc. Pappa, alla guida dell'ufficio per 5 anni, ha deciso di lasciare un mese fa dopo che uno dei suoi collaboratori era finito nell'inchiesta della Procura di Napoli. "Ho spiegato tutto in quella lettera (al presidente del Coni Petrucci). Mi sono dimesso, basta. Di questa cosa non parlo piu',non me ne sono neppure piu' interessato", dice

 

 

 

Processo al calcio: ecco le tappe

16 06 2006

Il maxiprocesso su Calciopoli avra' solo 2 gradi di giudizio: Caf e Corte federale.

Ad averlo annunciato è stato il commissario Figc Guido Rossi che esclude che si possa accedere dopo l'appello alla Camera di Conciliazione e Arbitrato del Coni confermando inoltre non ci sara' alcuno slittamento dei campionati e che verranno rispettati tutti i tempi

Ecco la tabella di marcia del Processo allo scandalo del calcio:
- 18-19 giugno: Borrelli e tutto l'Ufficio Indagini consegna la sua relazione al Procuratore federale Palazzi.
- 20-21 giugno: Palazzi inizia a diramare i deferimenti a società e tesserati coinvolti
- 27-28 giugno: La Caf presieduta da Ruperti apre il dibattito. Gli imputati saranno accusati e potranno difendersi. Al termine del tutto, partiranno le richieste di pena o di proscioglimento
- 7-9 luglio: La Caf emette la sentenza: c'è la possibilità di impugnare il tutto e rivolgersi alla Corte federale
- 20 luglio: la Corte federale pronuncia le sentenze definitive inappellabili anche davanti al Tar o al Consiglio di Stato. Soltanto gli azionisti di Juve e Lazio potrebbero ricorrere al Tar in quanto le loro azioni perderebbero valore

Non ci saranno amnistie in caso di Italia campione del mondo

 

 

La verità di Galliani

16 06 2006

Iniziano ad essere resi pubblici i verbali degli interrogatori sostenuti dalle persone coinvolte in modo più meno diretto nello scandalo che sta sconvolgendo il mondo del calcio.
Tra i più interessanti c'è quello sostenuto a Roma il 16 marzo scorso da Adriano Galliani di fronte ai pm napoletani Narducci e Beatrice

Ecco gli stralci più "succosi" delle dichiarazioni rilasciate dal dirigente rossonero nonché Presidente di Lega

Galliani sui condizionamenti arbitrali pro-Juventus
"Dico subito di aver sempre nutrito dei sospetti su possibili condizionamenti della classe arbitrale esercitati a favore della Juvetnus ma non immaginavo neppure lontanamente che le dimensioni del fenomeno avessero le caratteristiche che sembrano evidenziarsi".

"E' storia nota che da molti campionati la Juventus venga considerata come beneficiaria di favori arbitrali per una forma che io ritenevo di sudditanza psicologica, vicenda questa iniziata forse negli anni Trenta in relazione allo straordinario ruolo esercitato nella storia italiana dalla famiglia Agnelli

"D'altra parte la differenza di trattamento che riceve la Juventus dalla classe arbitrale nelle competizioni sportive internazionali, rispetto a quelle nazionali, si rileva anche dalla semplice analisi dei dati statistici sportivi relativi alle ammonizioni, espulsioni, rigore, piazzamenti e così via".

Galliani su Moggi e Giraudo

"Non sono in condizione di poter riferire avventimenti concreti dimostrativi della influenza esercitata da Moggi e Giraudo nei confronti della coppia di designatori arbitrali Bergamo-Pairetto e mai avrei ad esempio immaginato che i designatori arbitrali erano frequentatori e anche commensali dei dirigenti della Juventus. Per parte mia, posso asserire con chiarezza che non ho mai ricevuto nè perorato inviti e non ho mai partecipato ad incontri conviviali con designatori arbitrali.

Galliani su Ancelotti e Meani

"Ancelotti non ha mai portato a mia conoscenza fatti specifici accaduti nel corso delle due stagioni in cui ha allenato la Juventus. Leggo dai giornali il contenuto di un colloquio telefonico avvenuto tra Leonardo Meani e l'arbitro Collina e posso solo precisare che Meani è nostro collaboratore esterno con qualifica, obbligatoria da regolamento calcistico, di "addetto all'arbitro

Galliani sull'alleanza Milan-Juve

"Le piccole società ritengono sempre insufficiente la mutualità rispetto alle grandi, che invece la considerano eccessiva. Ciò ricompatta inevitabilmente le grandi società, attenuando di fatto anche i contrasti nascenti dal risultato delle competizioni sportive. Per essere chiari, siamo costretti a fare buon viso a cattivo gioco

 

 


Figc: Laudi lascia l'incarico

16 06 2006

Il magistrato torinese Maurizio Laudi ha lasciato l'incarico di giudice sportivo con qualche giorno di anticipo rispetto alla data fissata. L'autorizzazione del Csm scadeva il 30 giugno. Il gesto, secondo quanto riferito al Palazzo di Giustizia di Torino (dove Laudi e' procuratore aggiunto), non e' collegato alle intercettazioni della procura di Napoli nell'inchiesta sulle designazioni arbitrali, in cui Laudi viene citato da persone indagate. "E' un atto di correttezza formale", spiega Laudi

 

 

Fiorentina:`Cena con Moggi si`, festeggiamenti no

16 06 2006

Una cena con Luciano Moggi si`, ma non un vero festeggiamento: la societa` risponde a Enrico Preziosi. Nel corso di una delle sue deposizioni nell`ambito dello scandalo di calciopoli - il 15 maggio nella caserma di via In Selci a Roma e il primo giugno direttamente a Napoli - il patron de Genoal aveva raccontato di un incontro particolarmente cordiale tra i dirigenti gigliati e l`ex dg della Juventus, nel quale sarebbe stata festeggiata la salvezza della Fiorentina

Con una nota diffusa nella serata di venerdi`, pero`, la Fiorentina `precisa che la cena a cui avrebbe fatto riferimento Enrico Preziosi nella deposizione davanti ai magistrati e` avvenuta in un noto ristorante di Milano, frequentato abitualmente dal mondo dello sport, il 28 luglio 2005 e quindi due mesi dopo la fine del Campionato. Alla cena hanno partecipato, oltre agli interessati citati da Preziosi, anche altre persone estranee al mondo del calcio

 

 

Figc, Guido Rossi Nomina Sei Nuovi Componenti Caf

16 06 2006

Dopo la nomina di Cesare Ruperto a presidente, il commissario Guido Rossi ha scelto sei nuovi componenti della Caf. Integrato dunque l'organico della Commissione d'appello federale (Caf) dopo la decisione del Consiglio superiore della magistratura di revocare con effetto immediato le autorizzazioni ai magistrati che facevano parte di organismi sportivi. I nuovi componenti della Caf sono: Gianfranco Iadicola (gia' sostituto procuratore della Repubblica presso la Corte di Cassazione); Giuseppe Marziale (gia' consigliere della Corte di Cassazione); Michele Lo Piano (giurista, ex magistrato); Pierfrancesco Grossi (ordinario di diritto pubblico e diritto costituzionale a Roma Tre); Francesco Delfini (ordinario di diritto civile all'universita' di Brescia); Riccardo Conte (avvocato civilista). Restano in carica tutti gli altri componenti della Caf che non svolgono attivita' di magistrato ordinario. Cesare Ruperto, nominato ieri presidente della Caf, assume l'incarico di primo presidente. E' stato inoltre costituito un ufficio tecnico di supporto alla Caf sotto la responsabilita' dell'avvocato Hinna Danesi. -

 

 

 

Magistrati e arbitri, i regali di Moggi

17 06 2006

Magliette, giacconi, zaini, portachiavi, gagliardetti: per far piacere ai suoi amici Luciano Moggi non sembra aver fatto troppa fatica. Certo, c'era chi chiedeva di andare in trasferta, volo e albergo compresi. Ma la maggior parte preferiva i gadget targati Juventus. E lui accontentava tutti. Per gli arbitri e i dirigenti della Figc aveva un occhio di riguardo. Magistrati, poliziotti, finanzieri, carabinieri e 007 trovavano sempre ascolto. C'è chi voleva i biglietti, chi pretendeva il parcheggio dentro lo stadio. Moggi chiamava le segretarie e disponeva. E così quando per ricambiare un invito in trasferta l'ufficiale della Guardia di Finanza Giuseppe Lasco gli regalò un portasigari Moggi mostra grande stupore: «Ahò - gli disse - sei l'unico, gli altri prendono e basta»

Forse per siglare la pace, i dirigenti bianconeri hanno invitato in trasferta Ermanno Pieroni per la partita della Juventus con l'Arsenal. E a lui hanno prenotato il pacchetto all inclusive,
1.872 euro. Molto meno pretenzioso il presidente del Coni Giovanni Petrucci: completo da gioco di Del Piero spedito direttamente in ufficio. Agli arbitri venivano regalate borse piene di regali, compreso l'orologio della società venduto anche su Internet a 39,5 euro. Per il giudice di Monza Piero Calabrò «raccomandato» come ospite da Moggi al «Processo di Biscardi» c'era l'ingresso assicurato al Delle Alpi anche se i biglietti erano esauriti. Per il procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli, un pacco di cravatte. Successe in occasione delle festività natalizie del 2004. E le conversazioni sono riportate nei brogliacci. Il 28 dicembre «Moggi telefona a Caselli per gli auguri e per sincerarsi che il regalo è arrivato. Infine lo invita a cena per dopo le feste di Capodanno e Caselli accetta». Due giorni dopo, nuovo contatto: «Moggi - annotano i carabinieri - riferisce a Claudia che gli sta portando un pacco di cravatte da far recapitare a Caselli».

 

 

 

Gea,in Procura chi indago' per Figc

19 06 2006

Piero D'Amelio, vicepresidente della Commissione degli agenti dei calciatori, e' a Roma dal pm Luca Palamara, per l'indagine sulla Gea World. D'Amelio, chiamato in Procura come persona informata sui fatti, fu incaricato nel 2001 dalla Commissione federale della Figc di eseguire una indagine sulla Gea sulla sua presunta posizione dominante nel campo delle acquisizioni delle procure sportive. In particolare l' istruttoria si concluse dopo nove mesi in una sorta di assoluzione per la Gea

 

 

 

Borrelli cala le carte

19 06 2006

L'inchiesta sullo scandalo che ha sconvolto il mondo del calcio è giunta alla conclusione della sua prima fase: nelle prossime ore, Francesco Saverio Borrelli, capo dell'Ufficio Indagini della Federcalcio, presenterà le sue conclusioni al Procuratore Federale Stefano Palazzi

Questi dovrà esaminare un mega-faldone da centinaia di pagine, del quale peraltro conosce i contenuti principali avendo già lavorato nei giorni scorsi con Borrelli, ed entro 48 ore (ovvero presumibilmente mercoledì 21 giugno) presenterà i deferimenti alla Caf, eccezionalmente primo organo di giudizio nella vicenda

In base alle conclusioni di Borrelli, cosa rischiano le squadre coinvolte? La situazione varia da società a società e in base al reato, nel senso che deferimento e pene cambiano in base all'aver commesso un illecito vero e proprio (Articolo 6) aver violato i principi di lealtà e probità sportiva (Articolo 1) o aver agito in modo colpevole ma, per così dire, "colposo" o "doloso".

Chi rischia di più, in generale, sarebbe la Juventus, al centro della relazione dell'ex-capo del pool di "mani pulite". Per i bianconeri, come per gli altri, manca la prova vera e propria dell'illecito sportivo, nel senso che non c'è la compravendita di partite: tuttavia il quadro generale che emerge dalle intercettazioni dimostra come non ce ne fosse bisogno, vista l'ampia rete di potere stesa dai bianconeri soprattutto attraverso il loro direttore generale Luciano Moggi

Inizialmente "vittime" ma in seguito "corree" rispetto alla Juventus, sarebbero poi Fiorentina e Lazio, che dopo un difficoltoso inizio di campionato 2004/2005 avrebbero accettato di entrare in modo completo nel "sistema Moggi". Per queste tre società si parla chiaramente di retrocessione in Serie B, che per i bianconeri potrebbe trasformarsi in C1.

Un caso particolare è invece quello del Milan. Il club rossonero verrà certamente deferito ma le infrazioni paiono più leggere e il principale attore non è un dirigente bensì un "semplice" tesserato, ovvero l'addetto agli arbitri Leonardo Meani. Sarà peraltro Palazzi a verificare quanto il vicepresidente del "Diavolo", Adriano Galliani, avesse effettivamente delegato al suo collaboratore.

In ogni caso, l'operato del sopracitato Meani sarebbe stato considerato non consono all'etica sportiva (non si parlerebbe della lealtà e probità previste dall'articolo 1) e anche le ultime intercettazioni, vedi "prenotazione" di un trapianto di capelli promesso a Trefoloni, non rendono certo il quadro più sereno per i rossoneri.

In ogni caso, nella sua relazione Borrelli sarebbe stato rigido in due cose, la ricostruzione degli eventi e le conclusioni, ma non avrebbe suggerito in modo esplicito le condanne, che non spettano infatti all'Ufficio Indagini. In compenso, dubitiamo che il procuratore federale Palazzi non abbia idee chiare in proposito.

 

 

 

Messina, pm convoca ex Covisoc

19 06 2006

Il pm di Messina, Vito di Giorgio interroghera' l'ex ispettore Covisoc Di Tonna in relazione ad alcune sue dichiarazioni sul club siciliano. Di Tonna, in un'intervista al settimanale 'L'Espresso', aveva messo in dubbio la regolare iscrizione al campionato di serie A del Messina lo scorso anno. Di Giorgio vuole capire il motivo delle perplessita' di un ex ispettore dell'organismo che esercita controllo sui bilanci delle societa'

 

 

Calcio: Borrelli chiude relazione

19 06 2006

Francesco Saverio Borrelli ha concluso la prima parte dell'indagine su 'calciopoli'. Ora consegnera' le 180 pagine al procuratore Palazzi. Palazzi rappresentera' l'accusatore nel processo sullo scandalo delle intercettazioni in programma la prossima settimana a Roma

 

 

 

Borrelli,calcio resti imprevedibile

19 06 2006

'Mi e' bastato poco per rendermi conto dell'imprevedibilita' del calcio, che deve rimanere tale''. Parola di Francesco Saverio Borrelli. L'ex magistrato, a conclusione dell' indagine condotta dal suo ufficio su 'calciopoli' (la prossima settimana, presumibilmente 27-28 giugno, comincera' il processo davanti alla Caf presieduta da Cesare Ruperto), rimane fiducioso.'Il mondo del calcio non e' malato alla radice ma in certe ramificazioni e puo' guarire'

 

 

 

 

 

 

''Illecito strutturato'': Borrelli inchioda

Juve, Milan, Lazio, Fiorentina

20 06 2006

Lo ha intitolato "Illecito strutturato". Un dossier di quasi 200 pagine in cui Francesco Saverio Borrelli spiega come la stagione 2004/05 fosse condizionata da illeciti sportivi continuativi e reiterati in modo nuovo, inedito, senza "comprare" la partita come si faceva nei film degli anni '50 con la classica valigetta in pelle piena di banconote da centomila lire.

Borrelli sostiene l'esistenza di uno o più sistemi corrotti che condizionavano in ogni suo aspetto ma in modi differenti designazioni di arbitri e guardalinee, minacciando coloro che non si adeguavano, dispensando aiuti e beni in cambio di atteggiamenti accondiscendenti in campo e nell'urna dei sorteggi arbitrali.

Un dossier che inchioda senza tema di discussione Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina. Per queste quattro grandi squadre, Borrelli sottolinea la posizione compromessa e grave spiegando come il cancro della corruzione silenziosa fosse nella struttura del calcio italiano e non nel singolo episodio della partita.

Per Borrelli, Juve e Milan sono il sistema o meglio, due sistemi contrapposti: la Cupola moggiana, "rete estesa e pericolosa" con deisgnatori succubi e squadre alleate volenti o nolenti ma anche il contropotere rossonero che cerca di arginare e imporsi al concorrente controllando i guardalinee, forzando le designazioni e oliando alcuni meccanismi con favori e doni importanti a taluni arbitri.

A pagare con la revoca di due scudetti e la Serie C1, o al peggio la retrocessione nei Dilettanti, sarà la Juventus perché c'è limpida e indifendibile responsabilità diretta dei propri dirigenti con illecito "strutturale" reiterato e continuato per tutta la stagione in questione. Insomma per la Juve c'è ben poco da fare.

La posizione del Milan, si diceva, era considerata quella meno compromessa. Borrelli invece mette i rossoneri un gradino sotto la Juventus: la posizione di Adriano Galliani, ad rossonero, sarebbe direttamente compromessa nel "controllo" o semplicemente nel "tentativo di controllare" alcuni arbitri e una dozzina di guardalinee.

A "tradire" la posizione di Galliani - che ha scaricato le colpe sul responsabile dei rapporti con gli arbitri Meani - sarebbe stato l'incerto e reticente interrogatorio di Ancelotti, segnalato nel rapporto consegnato alla Giustizia.

Per i rossoneri si prefigurerebbe la Serie B ma solo qualora la posizione di Galliani fosse dimostrata di responsabilità diretta. Certa è comunque una severa penalizzazione per la reiterata violazione dell'articolo 1 a causa dei ripetuti contatti con Bergamo e gli inviti a cena, nelle ore di chiusura del ristorante di Meani, fatti all'arbitro Collina.

La Lazio rischia la B sebbene la sua posizione sia la meno compromessa di tutte. Lotito, molto legato a Carraro, si piega ai voleri di Moggi e ordini direttamente designazioni a Bergamo e Pairetto.

Compromessa è anche la posizione della Fiorentina. Più che inventori di un sistema o di un controsistema, i Viola appaiono come vittime che però si adeguano diventando complici. Numerose però le intercettazioni in cui i Della Valle chiedono di combinare match o di chiedere ai direttori di gara aiuti arbitrali che portino alla salvezza del club.

Tra oggi e domani ci sarà la richiesta delle pene: la cartina di tornasole sarà la Juventus.

Se per il club bianconero si chiederà la radiazione dal calcio o la retrocessione tra i Dilettanti o in C, per tutte le altre sarà Serie B.

Di certo nell'aria si sa già che c'è voglia di punizioni esemplari, memorabili, per punire chi ha sbagliato tanto o poco che sia.

 

 

... E gli arbitri?

20 06 2006

Il futuro dei nove arbitri indagati dai magistrati di Napoli e sospesi dall’Aia (Bertini, De Santis, Dondarini, Gabriele, Messina, Racalbuto, Rocchi, Rodomonti e Tagliavento) più Paparesta, sospeso per non aver denunciato il trattamento subito negli spogliatoi da Moggi al termine di Reggina-Juventus del novembre 2004, è un altro dei problemi che dovrà affrontare il neo commissario dell’associazione arbitrale.
Subito dopo il suo insediamento, Luigi Agnolin ha fatto solo un nome: quello di Paparesta. «Il fatto è gravissimo», è stato il suo commento. Ha invece messo le mani avanti sulla posizione degli arbitri indagati. «Sono garantista, non ci sono condanne sommarie. Alcuni di loro usciranno indenni». E potranno tornare ad arbitrare già nel prossimo campionato. Non sarà certo il caso di De Santis, che dopo aver perso il Mondiale dovrebbe anche dare l’addio alla carriera arbitrale. Mentre nei confronti di alcuni fischietti da tempo chiaccherati o criticati, come Gabriele o Racalbuto (in attesa di deroga per prolungare di un altro anno la sua carriera), potrebbe essere colta al volo l’occasione per un loro accantonamento. E dopo Rodomonti, in pensione per limiti di età, restano tre arbitri internazionali (Bertini, Dondarini e Messina) e due giovanissimi (Rocchi e Tagliavento). Nei confronti di questi ultimi due gli addebiti penali e sportivi sembrano poca cosa ed entrambi potrebbero uscire indenni dalla bufera. Fra i tre internazionali, invece, Messina ha la posizione più leggera, mentre Bertini e soprattutto Dondarini difficilmente potranno evitare squalifiche. Da un punto di vista tecnico, infine, sono quattro i possibili bocciati:

Dattilo e Palanca, i giovani più criticati, Cassarà e Preschern, gli anziani meno impiegati (due presenze a testa in A)

Agnolin ha detto che servono 40 arbitri per A e B, come già lo scorso anno. Ci sarà quindi un massiccio innesto di giovani dalla C. Il neo commissario Aia deciderà da solo o su consiglio del designatore Maurizio Mattei, frutto la scorsa estate di un compromesso fra Carraro e Lanese?

 

 

 

Berlusconi: "Milan defraudato

21 06 2006

Silvio Berlusconi, da pochi giorni nuovamente presidente del Milan, ha ribadito di ritenere il club rossonero una vittima del "sistema calcio" come emerso dallo scandalo, e ha chiesto che vengano assegnati alla società di Via Turati gli ultimi due Scudetti.

"Il Milan è stato solo defraudato e io mantengo la mia posizione: ci aspettiamo come minimo due scudetti - ha detto Berlusconi intervenendo ad una manifestazione referendaria della Casa delle Libertà - Non ho nessun timore su eventuali penalizzazioni"

 

 

 

Calciopoli: Galliani come Moggi? In arrivo il terremoto

22 06 2006

Triplice fischio per Italia-Repubblica Ceca e "calcio d'inizio" per il più grave, devastante e vergognoso scandalo che abbia mai toccato il pallone nostrano.

Stasera, dopo la fine del decisivo match degli azzurri ai Mondiali, il procuratore federale Stefano Palazzi comunicherà il lungo elenco di persone e società che saranno messe sotto processo per lo scandalo di "calciopoli".

Palazzi, questo lo si sa già, ha accolto in toto i temi trattati da Francesco Saverio Borrelli nelle sue indagini e nella relazione che ne ha raccolto fatti, dichiarazioni, crimini e moventi. Si parte tutto dal concetto di "illecito strutturato", ovvero il fatto che due sistemi, quello maggiore creato dalla Juve e quello minore creato dal Milan, condizionassero l'andamento del campionato e non necessariamente della singola partita.

Mentre quello della Juve era guidato dalla coppia Moggi-Giraudo, le cui trame sono note tramite le numerose intercettazioni telefoniche pubblicate sui giornali, quello milanista - e sta qui la novità - era diretto da Adriano Galliani che aveva in Leonardo Meani, il responsabile dei rapporti con gli arbitri, il "mero esecutore degli ordini".

Per il vicepresidente del Milan si ipotizza l'accumulo delle violazioni dell'articolo 1 del codice sportivo e dell'articolo 6, quello che parla di illecito sportivo, avvicinando di fatto le posizioni di bianconeri e rossoneri. Qualora fosse deferito, Galliani lascerebbe - per ragioni di opportunità - la poltrona della presidenza della Lega.

Anche le posizioni di Lazio e Fiorentina sono accumunate nell'illecito sportivo ma risultano essere più leggere in quanto "vittime e complici" di un sistema non creato da loro.

Quello di Borrelli, va detto, è semplicemente un teorema accusatorio che andrà dimostrato oppure smontato in sede processuale.

Ecco la tabella di marcia del Processo allo scandalo del calcio:
- 27-28 giugno: La Caf presieduta da Ruperti apre il dibattito. Gli imputati saranno accusati e potranno difendersi. Al termine del tutto, partiranno le richieste di pena o di proscioglimento
- 7-9 luglio: La Caf emette la sentenza: c'è la possibilità di impugnare il tutto e rivolgersi alla Corte federale
- 20 luglio: la Corte federale pronuncia le sentenze definitive inappellabili anche davanti al Tar o al Consiglio di Stato. Soltanto gli azionisti di Juve e Lazio potrebbero ricorrere al Tar in quanto le loro azioni perderebbero valore.

Non ci saranno amnistie in caso di Italia campione del mondo.

 

 

 

... e poi.....................

 

Deferimenti per Juve, Lazio, Fiorentina e Milan

22 06 2006

Sono stati resi noti i deferimenti relativi all'indagine sullo scandalo del calcio, cioè le richieste di rinvio a giudizio dei personaggi e delle squadre coinvolte.

La Procura Federale ha deferito per la violazione degli articoli 1 e 6 della giustizia sportiva Juve, Fiorentina e Lazio.

Deferimento per violazione dell'articolo 1, quello sulla slealtà sportiva, per il Milan. Trenta i deferiti tra arbitri e dirigenti federali e di club sportivi: i nomi dei rinviati a giudizio non possono essere resti noti per la privacy.

In pratica qualora fosse riconosciuta la violazione dell'articolo 6, quello dell'illecito sportivo, c'è l'estromissione dal campionato in corso e la retrocessione in una serie inferiore. Per la violazione dell'articolo 1 c'è la penalizzazione o la retrocessione in caso di reiterazione della violazione.

Il procuratore federale Stefano Palazzi - si legge in una nota - "ha notificato a 30 soggetti incolpati tra cui le società Fiorentina, Juventus, Lazio e Milan i provvedimenti di deferimento alla commissione d'appello federale per violazioni dell'art. 1 e/o 6 del codice di giustizia sportiva".

Nello specifico, nel deferimento della Juventus si ipotizza la violazione degli articoli 1 e 6 del codice di giustizia sportiva per Luciano Moggi e Antonio Giraudo mente il club è accusato di responsabilità diretta nella violazione degli articoli 2,6 e 9 del Codice di giustizia sportiva.

Per il Milan, invece, la questione riguarda Milan-Chievo, giocata il 20 aprile 2005 e vinta 1-0 dai rossoneri: qui, secondo quanto riferito dalla Procura di napoli, la violazione sarebbe relativa alla designazione del guardalinee Claudio Puglisi, designazione falsata perché concordata dall’addetto agli arbitri del Milan Leonardo Meani con il designatore degli assistenti Gennaro Mazzei.

Il processo di primo grado davanti alla Caf inizierà mercoledì prossimo all'Olimpico, che diventerà la sede del maxi-processo. La sentenza dovrebbe essere emessa tra il 7 e il 9 luglio. La Corte federale d'appello dovrebbe pronunciarsi invece entro il 20 luglio.

 

 

 

Scandalo calcio: i 30 deferiti

22 06 2006

E' stato reso noto l'elenco dei 30 soggetti deferiti per lo scandalo di "calciopoli": si tratta di 4 società e 26 persone

Ecco la lista completa: Juventus, Milan, Fiorentina, Lazio, Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Adriano Galliani, Leonardo Meani, Andrea Della Valle, Diego Della Valle, Sandro Mencucci, Claudio Lotito, Cosimo Maria Ferri, Franco Carraro, Innocenzo Mazzini, Tullio Lanese, Paolo Bergamo, Pierluigi Pairetto, Gennaro Mazzei, Pietro Ingargiola, Paolo Bertini, Massimo De Santis, Paolo Dondarini, Fabrizio Babini, Domenico Messina, Gianluca Paparesta, Gianluca Rocchi, Pasquale Rodomonti, Paolo Tagliavento, Claudio Puglisi.

 

 

 

Galliani si dimette da presidente della Lega Calcio

22 06 2006

Adriano Galliani ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Lega Calcio: la decisione è stata presa dopo la notizia del suo deferimento.

Galliani ha comunicato la sua scelta con una lettera ai consiglieri nella quale ha ribadito la sua "totale estraneità ad ogni addebito".

 

 

 

Berlusconi: "Non mi aspetto penalizzazioni per il Milan"

22 06 2006

Silvio Berlusconi, presidente del Milan, si è detto convinto che la squadra rossonera non riceverà penalizzazioni dopo la conclusione dell'inchiesta sullo scandalo calcio.

Non mi aspetto nessuna penalizzazione perché le accuse si basano su frasi che si possono assolutamente dire in una conversazione telefonica".

"I fatti relativi al Milan sono assolutamente marginali e la realtà è lì a dimostrarlo. Altro che sistema Milan: che sistema sarebbe quello per cui il Milan doveva far sempre vincere la Juventus? - ha aggiunto il presidente rossonero - Ci sono leggi e si devono applicare nei confronti di chi ha commesso illeciti. Se si applicano a tutta la squadra si penalizzano i tifosi. È necessaria una giusta severità nei confronti dei protagonisti ma anche una minor severità nei confronti dei tifosi".

 

 

 

Calciopoli, ecco tutte le accuse e le punizioni in arrivo

23 06 2006

Non c'è dubbio: per la Juventus ci sarà una mega stangata con ipotesi, concreta, di revoca di due scudetti, assegnazione all'ultimo posto in classifica nell'ultimo campionato e retrocessione in una Serie inferiore, probabilmente in C.

Fiorentina e Lazio rischiano anche loro la B o la C, il Milan vacilla tra una forte penalizzazione da scontare nella classifica dello scorso anno e in quella di quest'anno e la retrocessione in B.

Ad essere stati violati, secondo il Procuratore Palazzi sono stati gli articoli 1, 2, 6 e 9 del codice sportivo.

L'articolo 1 parla di rispetto della probità e lealtà sportiva: la sua violazione comporta una penalizzazione in punti

L'articolo 2 parla della responsabilità delle persone fisiche e delle società per le quali, in caso di attività illecita, c'è coinvolgimento fino a prova contraria.

L'articolo 6 parla di illecito sportivo il determinarsi del quale comporta la retrocessione in una serie inferiore.

L'articolo 9 comporta la responsabilità oggettiva delle società in caso di dirigenti o collaboratori esterni protagonisti di illecito.

JUVENTUS
Articoli violati: 2, 6 e 9 (responsabilità diretta)
Dirigenti: Moggi (artt.2 e 6), Giraudo (artt. 2 e 6)
Accusa: Atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato delle partite: Lecce-Juve, Juve-Lazio, Bologna-Juve, Juve-Udinese
Responsabilità: diretta
Sanzione minima: Retrocessione in Serie B
Sanzione massima: Retrocessione in Serie C2
Sanzioni accessorie: Revoca degli scudetti 2004/2005 e 2005/2006
MILAN
Articoli violati: 2 e 6 (responsabilità oggettiva e diretta)
Dirigenti: Galliani (art.1), Meani (artt. 1 e 6)
Accusa: Atti diretti ad alterare il corretto svolgimento o il risultato della partita: Milan-Chievo
Responsabilità: oggettiva
Sanzione minima: penalizzazione di uno o più punti in classifica. Se inefficace la sanzione può essere applicata nella stagione che sta per partire.
Sanzione massima: retrocessione in Serie B
FIORENTINA
Articoli violati: 2 e 6 (responsabilità diretta)
Dirigenti: Andrea Della Valle (art. 6), Diego Della Valle (art. 6), Sandro Mencucci (art. 6)
Accusa: atti diretti ad alterare il corretto svolgimento o il risultato delle partite: Bologna-Fiorentina, Chievo-Fiorentina, Lazio-Fiorentina, Fiorentina-Atalanta, Lecce-Parma
Responsabilità: diretta e oggettiva
Sanzione minima: retrocessione in Serie B
Sanzione massima: retrocessione in Serie C2
LAZIO
Articoli violati: 2, 6 e 9 (responsabilità diretta e presunta)
Dirigenti: Claudio Lotito (art. 6)
Accusa: atti diretti ad alterare il corretto svolgimento o il risultato delle partite: Chievo-Lazio, Lazio-Parma, Bologna-Lazio,

Lazio-Brescia
Responsabilità: Diretta e presunta
Sanzione minima: Retrocessione in Serie B
Sanzione massima: retrocessione in Serie C2

I seguenti arbitri rischiano la radiazione per la violazione dell'articolo 6:

Bertini, De Santis, Dondarini, Messina, Paparesta, Rocchi, Rodomonti, Tagliaventi.

I seguenti guardalinee rischiano la radiazione per la violazione dell'articolo 6:

Babini, Puglisi.

I seguenti dirigenti federali rischiano la radiazione per la violazione dell'articolo 6:

Carraro, Mazzini, Ferri, Lanese, Bergamo, Pairetto.

Hanno violato l'articolo 1:

Mazzini, Lanese, Bergamo, Pairetto, Mazzei, Ingargiola.

 

 

 

Legale Moggi: "Massacrato perché è il capo espiatorio

23 06 2006

Luciano Moggi è il capro espiatorio nel processo per lo scandalo del calcio. Lo dice il legale dell'ex direttore generale della Juventus, Fulvio Gianaria, intervistato da Repubblica Radio. "Luciano Moggi - spiega l'avvocato - viene massacrato da un mese e mezzo, attribuendogli un ruolo che obiettivamente è quello del capro espiatorio, avendo un ruolo gigante. Il capro espiatorio è un elemento essenziale, che consente l'auto-assoluzione di quelli che gli stanno intorno. Si tratta di un processo antico, che si verifica in molti settori".

L'avvocato, quindi, critica innanzitutto le indagini svolte dalla procura di Napoli, che ha dato origine a quella della Figc. "C'è un vizio di fondo, che nasce dal fatto che processo sportivo si basa su carte che arrivano dalla procura di Napoli. Queste carte - osserva Gianaria - fanno riferimento a intercettazioni che sono assolutamente parziali, perché basate su poche utenze rispetto a un mondo. Il risultato che emerge è ovviamente parziale, per definizione falsato nel quadro dei ruoli, se solo quattro o cinque persone vengono intercettate quello che emerge è solo su di loro".

Secondo il legale, l'ipotesi accusatoria, secondo cui Moggi avrebbe violato l'articolo 6 del Codice di giustizia sportiva tentando di alterare i risultati sportivi, non regge. "Le conversazioni, secondo la procura, sarebbero state finalizzate all'alterazione dei risultati, questo è il vero campo di discussione. Tuttavia, - spiega l'avvocato di Moggi - non si capisce come gli incontri e le conversazioni non siano invece stati finalizzati a una normale attività di controllo sul fatto che fossero designati arbitri migliori, che non ci fosse una penalizzazione, è evidente che ad esempio Carraro aveva una posizione anti-Juventus".

 

 

 

Deferimenti: processo Caf il 29 giugno

23 06 2006

Il maxiprocesso sullo scandalo che ha investito il calcio italiano, prenderà il via il 29 giugno e nello stesso giorno verrà stabilito il calendario delle udienze. Lo ha dichiarato all'uscita dalla sede di via Po l'avvocato Manlio Morcella, difensore dell'arbitro Paolo Tagliavento, che risulta tra i 26 deferiti..

 

 

 

De Santis: "Indagate su Ancelotti"

23 06 2006

L'arbitro Massimo De Santis chiede che si faccia luce anche su Carlo Ancelotti. "Abbiamo presentato un'istanza all'ufficio indagini perché faccia un accertamento su Carlo Ancelotti che non si è mai accorto di nulla, ma stava nella compagnia juventina e non sapeva?".

 

 

La Juventus: "Ci difenderemo"

23 06 2006

La Juventus è intervenuta con una nota in merito al deferimento alla Caf: "A seguito del procedimento sportivo in corso, la Juventus Football Club S.p.A. si riserva di verificare quanto le affermazioni riportate nell'atto di incolpazione siano supportate da concreti elementi probatori e si riserva di intraprendere ogni attività che riterrà opportuna per la sua difesa nel successivo giudizio"

 

 

 

 

 

Scandalo calcio, niente stangata?

24 06 2006

Tanto rumore per...poco? Parafrasando il buon William Shakespeare, questa potrebbe essere la conclusione a sorpresa dell'inchiesta sullo scandalo del calcio.

Chiariamo immediatamente che il "poco" è relativo, ovvero tale se paragonato a quelli che sarebbero i capi d'imputazione e quelle che parevano in un primo momento le possibili condanne per Juventus, Milan, Lazio, Fiorentina e 26 persone tra dirigenti, arbitri e guardalinee.

La questione verte sulle 109 pagine del Procuratore Federale Stefano Palazzi, un dossier reso noto ieri che non smentisce ma senza dubbio alleggerisce le tesi durissime presentate dal capo dell'Ufficio Indagini Francesco Saverio Borrelli e potrebbe quindi rendere più lievi le condanne ad almeno tre delle quattro società coinvolte.

La posizione più pesante resta quella della Juventus, protagonista della "cupola" con Luciano Moggi e con la complicità in primis dei designatori arbitrali. Per i bianconeri la condanna varierebbe dalla Serie C alla Serie B, magari con penalizzazione, ma in Corso Galileo Ferraris si cercherà la difesa ad oltranza, cercando magari di far pendere la responsabilità sul solo Moggi.

In particolare, l'ipotesi che si potrebbe avanzare da Torino è che nelle varie intercettazioni Moggi avrebbe tutelare non solo il potere della Vecchia Signora ma soprattutto il suo, tanto da proteggere altre società, giocatori ed interessi non juventini.

Sempre stando al documento di Palazzi, paiono più leggere, invece, le posizioni di Lazio e Fiorentina. Il presidente biancoceleste Claudio Lotito avrebbe infatti sì agito per tutelare in modo più o meno illecito la sua squadra ma non avrebbe mai avuto a che fare direttamente con la "cupola"; situazione diversa per la Fiorentina, che si sarebbe sì allineata ma, in compenso, solo in un secondo tempo e solo per evitare la retrocessione. Per i due club si potrebbe così ipotizzare una penalizzazione ma con permanenza in Serie A, in base alla suddetta penalizzazione, ci potrebbe anche essere la partecipazione alla Coppa Uefa.

Infine, la posizione che risulta decisamente migliorata nella relazione di Palazzi rispetto al dossier di Borrelli è quella del Milan, tanto che lo stesso Borrelli si sarebbe detto sorpreso della differenza tra la le sue conclusioni e quelle del procuratore federale.

Palazzi avrebbe infatti respinto la tesi del "sistema Milan", accentrando invece le colpe su Leonardo Meani, e limitando le irregolarità a Milan-Chievo, partita per la quale il responsabile dei rapporti con gli arbitri avrebbe richiesto e, facendo pressioni, ottenuto guardalinee "vicini" al club di Via Turati, istruendoli poi ad agire in modo favorevole al Diavolo.

Sempre stando alla relazione, resterebbe peraltro da verificare se la corruzione dei guardalinee sia andata a buon fine e, sopratutto resterebbe da valutare il ruolo di Adriano Galliani. Il vicepresidente del Milan, sempre secondo Palazzi, avrebbe sì mostrato di avallare pienamente l'operato di Meani al quale sarebbe però sempre ed unicamente spettata l'iniziativa delle azioni incriminate. Così, alla fine, il club milanista potrebbe incorrere solo in una penalizzazione e, forse, potrebbe perfino salvare la sua partecipazione alla Champions.

A questo punto resterebbe da decidere la sorte dello Scudetto del campionato 2004-2005 e in questo senso ci sono due ipotesi, ovvero la sua assegnazione all'Inter o, semplicemente, la sua cancellazione dall'albo d'oro della Serie A.

 

 

 

Bergamo,Meani 'delegato'da Galliani

25 06 2006

Meani si interessava per conto del signor Galliani di tenere un buon rapporto con noi". Lo ha detto l'ex designatore Paolo Bergamo. Bergamo, nel corso del suo interrogatorio presso l'Ufficio indagini della Federazione, ha ricostruito la designazione dell'assistente Puglisi: "solo l'anno prima in Lazio-Milan Puglisi commise un errore e noi lo accantonammo come potevamo fare". Poi, Bergamo ricorda che Meani, "avendo sentito le lamentele del Puglisi", "si interesso' di tale assistente

 

 

Moratti chiede sentenze esemplari

25 06 2006

Moratti non esclude di lasciare l"Italia con tutta l'Inter, qualora le sentenze su Calciopoli non dessero un vero segnale di cambiamento. In un'intervista al Corriere dello Sport, il patron nerazzurro ha precisato che l'Inter "non interverra' nel processo" ma che "se il calcio onesto qui non si puo' fare e se il calcio disonesto non viene punito, magari si puo' far ospitare un grande club in un grande campionato straniero". Serie A senza Milan e Juve? "Non ne sentirei affatto la mancanza

 

 

 

Figc: ufficio indagini,nuovo lavoro

26 06 2006

Sono ripresi gli interrogatori dell'Ufficio indagini della Figc: coinvolte le societa' Arezzo, Empoli, Lecce, Messina, Reggina e Siena. Interrogati per primi un ex dirigente dell'Arezzo, Vittorio Fioretti, e un dirigente attuale ed ex arbitro, Luci, mentre nel pomeriggio verra' ascoltato il presidente del club toscano, Mancini. La concomitanza con la riunione del consiglio di lega a Milano impedira' sicuramente che possano presentarsi oggi Lillo Foti o Massimo Cellino

 

 

Galliani: "Confermo le dimissioni

26 06 2006

Adriano Galliani si è presentato da presidente dimissionario al consiglio di Lega: "Ci sono dei regolamenti, li rispetteremo - ha detto Galliani -. Volontà di restare da reggente? Io non ho volontà, io rispetto quelli che sono i regolamenti. Quello che voglio fare, e lo confermo, è dare le dimissioni e poi ci sono procedure tecniche da rispettare, tutto qua. Il mio stato d'animo è sereno, assolutamente sereno

 

 

 

 

Moggi, Carraro era contro la Juve

27 06 2006

'Carraro contro la Juve? Non e' un timore, ma una certezza'. Luciano Moggi punta pesantemente il dito contro l'ex presidente della Figc. 'Abbiamo capito che qualcosa non funzionava - prosegue nella sua autodifesa nell'intervista in onda a Ballaro' -. Avevamo scoperto che Carraro aveva detto di aiutare i club che portavano i voti. Questo abbiamo messo in atto, non per avere favore, ma per evitare degli svantaggi. E comunque la Juve sapeva tutto, non ho fatto nulla di mia iniziativa'

 

 

Messina in procura...

27 06 2006

Sentiti oggi per il Messina Bonsignore e Fabiani. Per il primo tre ore di interrogatorio. All'uscita entrambi si dichiarano fiduciosi.

Convocato  anche il presidente del Cagliari, Massimo Cellino

 

 

 

 

Messina in procura...

28 06 2006

Oggi è il turno del presidente del Messina Pietro Franza.

Anche il presidente della reggina Lillo Foti comparirà in procura per essere interrogato.

La seconda tornata di interrogatori dovrebbe esaurirsi in settimana,convocati anche Siena, Empoli e Lecce

 

 

 

Figc: Ruperto, tifosi tranquilli

28 06 2006

"Domani e' il gran giorno e i tifosi stiano tranquilli perche' tutto si sistemera', il collegio sa quello che deve fare": cosi' Cesare Ruperto. "Domani e' un giorno importante, ma allo stesso tempo e' un giorno come tutti gli altri - aggiunge il presidente della Caf - Davanti a noi c'e' stato tanto lavoro per esaminare carte, ma ora siamo pronti per cominciare. Ribadisco che e' un processo come tutti gli altri e cosi' deve essere considerato per i tempi. Comunque, vedremo piu' in la'..

 

 

Borrelli: tempi? Spero nella Caf

28 06 2006

"Spero che la Caf metta lo stesso impegno che abbiamo messo noi per rispettare i tempi": cosi' il capo dell'Ufficio indagini Figc Borrelli. "Capisco che e' difficile impadronirsi in pochi giorni di un incartamento cosi' voluminoso, pero' questi sono i tempi, quindi, come tali, vanno rispettati ed onorati", ha aggiunto Borrelli riferendosi agli avvocati della difesa

 

 

Da Carraro, a Giraudo a Lanese
Gli interrogatori dell'Ufficio indagini

28 06 2006

Cosa hanno detto: Galliani. Lotito, i Della Valle, De Santis e tutti gli altri
Franco Carraro (presidente Figc)
Tullio Lanese (presidente Aia)
Antonio Giraudo (amministratore delegato Juventus)
Claudio Lotito (presidente Lazio)
Andrea Della Valle (presidente Fiorentina)
Diego Della Valle (presidente onorario Fiorentina)
Adriano Galliani (Vicepresidente e ad Milan, presidente Lega Calcio)
Leonardo Meani (dirigente accompagnatore Milan)
Carlo Ancelotti (allenatore Milan)
Pierluigi Pairetto (designatore arbitrale)

Gianluca Paparesta 1 / 2 (arbitro)
Massimo De Santis (arbitro)
Paolo Bertini (arbitro)
Domenico Messina (arbitro)
Claudio Puglisi (ex arbitro)
Ermanno Pieroni (ex presidente Ancona)
Francesco Ghirelli (segretario generale Figc)
Maria Grazia Fazi (impiegata Figc)
Dario Galati (impiegato Figc)
Stefano Titomanlio (guardalinee).

 

 

Peruzzi: scandalo? Mai accorto

28 06 2006

In tanti anni di carriera, con Juve, Inter e Lazio, francamente devo dire che non mi sono mai accorto di niente": lo dice Angelo Peruzzi.A proposito dello scandalo che ha investito il calcio italiano, il portiere ha aggiunto: "Si e' parlato di tante cose, di sudditanza psicologica ad esempio. Ma di una malafede degli arbitri non mi sono mai accorto. La maggior parte delle volte scendo in campo e non so chi e' l'arbitro. E nei miei anni alla Juve ricordo episodi a favore, ma anche contro".

 

 

 

Gea: Capello in Procura a Roma

28 06 2006

Fabio Capello e' in procura a Roma dove e' stato convocato come persona informata sui fatti nell'ambito dell'inchiesta sulla Gea World. Capello viene ascoltato dai pm Luca Palamara e Cristina Palaia in riferimento ad un'intervista del 2002 nella quale il tecnico denunciava il "monopolio della Gea"

 

 

 

Foti: Reggina indipendente da Moggi

28 06 2006

"Juventus e Moggi? La Reggina, e lo dimostrano i fatti, e' sempre stata una societa' indipendente": lo ha detto il patron Lillo Foti. Il presidente del club calabrese, all'uscita dalla Federcalcio dopo l'interrogatorio da parte dell'ufficio indagini, ha risposto senza problemi ai giornalisti, ma sulla questione delle intercettazioni si e' irrigidito: "Intercettazioni telefoniche con Moggi? Non ci sono, anzi quella che c'e' non conta...".

 

 

Gea: Giraudo in procura a Roma

28 06 2006

L'ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo e' da qualche minuto negli uffici della Procura della Repubblica di Roma. L'ex dirigente bianconero e' sentito come persona informata sui fatti nell'ambito dell'inchiesta Gea. Intanto, dopo due ore di interrogatorio, si e' conclusa l'audizione di Fabio Capello, anche lui ascoltato come persona informata dei fatti. Il tecnico della Juve non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

 

 

 

De Santis, Ancelotti in tribunale

28 06 2006

L'arbitro De Santis, deferito per illecito sportivo nell'inchiesta su 'calciopoli', ha chiesto ufficialmente di portare in tribunale Ancelotti. Il direttore di gara ha inviato la richiesta di autorizzazione al commissario straordinario della Figc, Rossi e a quello dell'Aia, Agnolin, 'per adire le vie penali e risarcitorie' anche nei confronti di Manfredi Martino (l'ex segretario della Can) e del giocatore Fabio Vignaroli 'per aver rilasciato dichiarazioni calunniose nei confronti di De Santis'.

 

 

Gea:Giraudo, 2ore e mezzo in Procura

28 06 2006

E' durata circa due ore e mezzo l'audizione dell'ex ad della Juve Giraudo davanti ai pm Palamara e Palaia titolari del fascicolo sulla Gea. Giraudo e' stato ascoltato come persona informata sui fatti nell'ambito dell'indagine sul presunto dominio e monopolio della Gea World. L'ex ad della Juventus e' indagato dalla Procura di Napoli nell'ambito del procedimento sull'ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva

 

 

 

Domani al via maxi-processo

28 06 2006

Parte domani all'Olimpico, trasformato per l'occasione in un enorme tribunale, il maxi-processo al pallone. Alla sbarra anche la gloriosa Juventus, ma pure Milan, Lazio e Fiorentina oltre a 26 tra dirigenti e arbitri che quella storia hanno contribuito a farla. A decidere le sorti di societa', che rischiano anche la retrocessione, e dei tesserati, che possono incorrere in pene fino alla radiazione, la Caf presieduta da Cesare Ruperto

 

 

 

 

Calcio: Ruperto da' via a processo

29 06 2006

Il presidente della Caf, Cesare Ruperto ha dato il via, con l'appello, al processo nella grande aula dello stadio Olimpico.

L'ex capo della Consulta ha aperto con la spunta dei nomi dei presenti: il primo chiamato e' stato Luciano Moggi, grande assente del processo. A rappresentarlo, l'avvocato Gianaria.

'Buon lavoro a tutti' ha detto Ruperto.

 

Processo calcio, sospeso per 3 giorni

29 06 2006

Subisce subito uno stop il maxi-processo sullo scandalo del calcio. Il dibattimento riprenderà lunedì. Il collegio giudicante ha infatti accolto le istanze le istanze di cinque società (Bologna, Brescia, Lecce, Messina e Treviso) che hanno fatto richiesta di essere ammesse come terzi interessati

 

 

Rossi: "I tempi del processo saranno rispettati"

29 06 2006

Guido Rossi, commissario straordinario della Figc, ha dichiarato che nonostante la pausa di tre giorni decisa oggi nel processo per lo scandalo-calcio, lo stesso processo rispetterà i tempi prestabiliti

Ricordiamo che il processo, compreso l'Appello, dovrà concludersi entro il 20 luglio.

 

.... il processo ricomincia

Processo: presenti i Della Valle

03 07 2006

Presenti oggi nell'aula dell'Olimpico, rispetto a giovedi' scorso,anche Diego e Andrea Della Valle. I 2 patron della Fiorentina sono al Foro Italico per presenziare al processo su Calciopoli.Frattanto anche l'Arezzo ha chiesto di potersi inserire nel dibattimento. Per Felice Pulici,portiere della Lazio scudettata del '74 e attualmente uno dei legali della societa' biancoceleste,i tempi saranno brevi ed e'possibile che entro domenica si sappia gia' tutto.

 

 

Moggi: legale presenta eccezione

03 07 2006

Luciano Moggi non puo' essere giudicato in quanto le sue dimissioni valgono come la radiazione. Lo sostiene il suo avvocato.Secondo Fulvio Gianaria, rappresentante dell'ex dg della Juventus,'le dimissioni hanno gli stessi effetti della radiazione' e esiste a tutti gli effetti 'l'impossibilita' di tesseramento in futuro in costanza di dimissioni'. Moggi aveva rassegnato le sue dimissioni il 16 maggio, dopo che era scoppiato lo scandalo.

 

 

 

Difensore Bergamo,processo sommario

03 07 2006

'Processo sommario? I processi sportivi sono basati sulla sommarieta'. E' quanto ha dichiarato il legale di Paolo Bergamo. 'Anche se la Corte attuale ha tutte le qualita' per poter giudicare bene', ha aggiunto l'avv.Scalise. 'Ricorso al Tar? Potrebbe essere un' ipotesi se le cose non dovessero andare come dovrebbero andare'. Secondo il legale del Bologna, Mattia Grassani, 'Entro il fine settimana si arrivera' ad un giudizio, nonostante ci siano tante sospensioni'

 

 

 

La Lazio contesta la separazione dell'inchiesta

03 07 2006

La partita Reggina-Lazio è stata "mutilata" dal processo sportivo. Lo dice l'avvocato Vincenzo Siniscalchi, legale della Lazio e del presidente Claudio Lotito, nella prima eccezione presentata al collegio giudicante della Caf

"C'è un altro troncone del processo che riguarda le piccole squadre - ha spiegato Siniscalchi - che rappresenta un grave vulnus nel diritto di difesa di Lotito e della Lazio, perché tra le gare del secondo troncone vi è Reggina-Lazio, richiamata da un'intercettazione telefonica e che ha determinato una richiesta di protezione da parte della Lazio. E' noto che in quella partita si sarebbero verificati dei comportamenti discutibili, come l'ingresso del presidente negli spogliatoi. Non si capisce perché è stata estrapolata. Questo 'momento genetico' è sostituito da una sorta di teorema in cui si fa riferimento a Lotito in occasione della necessità del voto per la presidenza della Federazione"

Siniscalchi rivendica il "diritto di acquisire la prova storica, che non nasce con Lazio-Brescia ma con Reggina-Lazio"

Il legale della società biancoceleste contesta poi l'ammissione delle società controinteressate, per il doppio ruolo che alcune di esse - in particolare il Messina - potrebbero avere.

"Bisogna verificare - sottolinea Siniscalchi - se queste terze parti non abbiano a dover rispondere di illeciti nel secondo troncone, per i quali si opererà una diversa valutazione".

Quindi, l'avvocato chiede "una sospensione dell'attuale procedimento per l'evidente necessità di verificare i motivi di connessione oggettiva e sportiva riguardando quelle gare la stessa natura bifronte, per cui da un lato si è controinteressati e dall'altro si è incolpati"

Esiste, secondo Siniscalchi, sia per la Reggina che per il Messina, una "evidente incidenza probatoria", perché "l'alterazione del campionato è un evento unitario e infrazionabile".

L'avvocato ha poi chiesto di poter approfondire l'oggetto del secondo filone di indagini sulle squadre minori o, almeno, "di acquisire gli atti che riguardano la partita Reggina-Lazio".

 

 

 

Calciopoli, i legali dei deferiti:

"Le intercettazioni non fanno prova"

03 07 2006

Le intercettazioni telefoniche non sono utilizzabili nel processo sportivo. E' un'eccezione presentata da molti dei legali dei soggetti deferiti, e il presidente della Caf Cesare Ruperto ne ha affidato l'enunciazione all'avvocato Ugolini, legale dell'arbitro Paolo Dondarini.

 

 

La Caf discute delle eccezioni presentate dalle difese

03 07 2006

La Commissione d'appello federale si è riunita in Camera di consiglio per discutere le eccezioni presentate dalle parti e le repliche del procuratore federale Stefano Palazzi

"Ci riuniamo - ha detto Cesare Ruperto - per il tempo necessario per riordinare le idee, puntualizzare ed effettuare l'ordinanza". Ruperto ha quindi annunciato che l'udienza odierna si concluderà "in linea di massima alle 19.

 

 

Il Caf riprende l'udienza alle ore 16

03 07 2006

Durerà fino alle 16 la camera di consiglio del collegio giudicante della Caf nel processo sullo scandalo calciogate. A quell'ora riprenderà l'udienza, che si concluderà poi alle 19

 

 

Palazzi: "Intercettazioni costituiscono prova"

03 07 2006

"L'acquisizione delle intercettazioni è stata effettuata sulla base della legge 401 del 1989, che ha un duplice profilo di specialità rispetto alla disciplina contenuta dal Codice di procedura penale, oltre ad essere successiva nel tempo

Il procuratore federale Stefano Palazzi ha riservato l'ultima parte del suo intervento a rispondere alle numerose eccezioni riguardanti l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche nell'inchista sportiva

Palazzi ha ricordato alla Commissione come la legge "non ha richiamato alcun tipo di limite di vincolo nei casi di illecito sportivo, prevedendo invece la possibilità di acquisire gli atti posti in essere dalla autorità giudiziaria"

Il procuratore ha anche spiegato il perché della sostanziale differenza che caratterizza la disciplina sportiva. "Le competizioni sportive sono oggetto di giochi e scommesse autorizzate dallo Stato, e da cui lo Stato ha tratto sempre una grande fonte di risorsa finanziaria. Una tutela così forte alla genuinità delle competizioni sportive - ha sottolineato Palazzi - trova la ragion d'essere in questo fine pubblicistico, tenendo conto anche che nel tempo è stata ammessa anche la liceità delle scommesse sulle singole partite"

Con la legge 280 del 2003, ha poi ricordato il procuratore, "l'autonomia dell'ordinamento spotivo, anche a fini di giustizia, è stata accresciuta. Anche se intervenisse una sentenza di assoluzioe in sede statuale, che in qualsiasi altra sede avrebbe effetti vincolanti, - ha aggiunto Palazzi - non troverebbe applicazione nell'ambito del procedimento disciplinare. Questo dimostra la forza che il legislatore ha voluto riconoscere all'autonomia di giudizio e alla possibilità di utilizzazione di tutti i mezzi di prova".

 

 

Legale di Moggi: «Non è processabile»

03 07 2006

L'avvocato dell'ex dg bianconero: «Non può essere giudicato perché si è dimesso».

 La replica: «La Caf è competente»

 

 

Processo: al via terza giornata

04 07 2006

Al via la terza giornata del maxiprocesso a calciopoli, con la parola che passa alla procura federale. In aula e' presente anche l'ex ad della Juventus, Antonio Giraudo. Intanto, Paolo Bergamo ha rassegnato le proprie 'dimissioni irrevocabili' dalla Figc. L'ex designatore arbitrale ha chiesto 'di essere estromesso da questo giudizio perche' si e' dimesso dopo l'instaurazione del procedimento'. Il procuratore Palazzi ha chiesto di rigettare le dimissioni.

 

 

Paparesta: "Il mio rapimento?

Non sapevo la porta fosse chiusa"

04 07 2006

Gianluca Paparesta prende la parola soltanto per pochissimi istanti durante le deposizioni difensive alla Caf nel corso del processo sullo scandalo del calcio.
L'arbitro di Bari, per cui la procura ha chiesto un anno di sospensione, ha chiarito ancora i fatti seguiti a Reggina-Juventus, in cui sarebbe stato chiuso nello spogliatoio da Luciano Moggi.

"Confermo tutto quello che ho detto - ha spiegato Paparesta - in merito al mio episodio, ormai noto in tutto il mondo come il sequestro Paparesta, né io né i miei colleghi nello spogliatoio hanno avuto la percezione che la porta fosse chiusa".

 

 

Mazzei: "Mai preso 'richieste' da Meani"

04 07 2006

"Mi si attribuisce la designazione di Puglisi e Babini, ciò non è vero". Così l'ex designatore dei guardalinee Gennaro Mazzei nella deposizione fornita alla Caf durante il maxi-processo sullo scandalo del calcio. Dopo un tentennamento iniziale ("Non ho mai fatto il fatto", esordisce), Mazzei torna sulla telefonata avuta con l'ex addetto agli arbitri del Milan Leaonardo Meani dopo la gara dei rossoneri a Siena e prima di quella contro il Chievo, oggetto del deferimento della società di via Turati

Il tono di Meani era esclusivamente di protesta, per come si sentiva per l'errore subito. Nel corso delle due telefonate ho cercato di difendere l'assistente Baglioni e Meani non mi ha mai fatto alcuna richiesta diretta. Nel sentire parlare me di rotazione - ha spiegato Mazzei - mi ha detto è anche il caso di far ruotare il Puglisi sul Milan, mi parlava di assistenti intelligenti, diceva anche 'non vogliamo regali ma assistenti bravi'".

Mazzei ha poi precisato il suo ruolo all'interno del settore arbitrale. "Io lavoro alla formazione degli assistenti e, dietro richiesta esplicita di Bergamo e Pairetto formulavo bozze per gli assisenti, che venivano riviste sempre da loro. Io - ha sottolineato Mazzei - Puglisi lo avevo indicato in Parma-Sampdoria, come riscontrato nella telefonata tra Meani e lo stesso Puglisi, dopo la telefonata tra Bergamo e Pairetto, è il commissario Bergamo ad effettuare la designazione".

 

 

Galliani: "Non ho mai avallato o approvato nulla"

04 07 2006

Adriano Galliani ha commentato la richiesta di pene del procuratore Palazzi, che ha richiesto per lui due anni di squalifica e la retrocessione in B per il Milan.

"Mi sono sempre comportato con lealtà e correttezza nei confronti di tutti - ha detto-. Nella telefonata con Meani, per la quale sono accusato, non ho mai avallato nè approvato nulla. Chiamai Meani soltanto perché qualcuno mi disse che Meani voleva telefonare ai designatori per lamentarsi del grave errore arbitrale subito in Siena-Milan"

 

 

De Santis: "Mai fatto parte della cupola"

04 07 2006

Mi è stato dato un ruolo che non mi compete, non faccio parte di nessuna cupola e organizzazione". L'arbitro Massimo De Santis si difende così al processo a calciopoli. Il fischietto romano ha detto di non aver "mai partecipato a cene e mai fatto telefonate" sottolineando che altri facevano telefonate "in cui parlavano, male, di me". De Santis ha anche criticato le modalità con cui l'ufficio indagini di Borrelli ha condotto l'inchiesta: "Mi auguro da questa Corte altro tipo di trattamento rispetto all'ufficio indagini". "Ho commesso un solo delitto - ha concluso -: aver accettato di andare ad arbitrare il calcio e di applicare le regole senza aver ricevuto mai nessuna pressione e nessun condizionamento dai miei vertici istituzionali".

 

 

Processo: accusa, Juve almeno in C

04 07 2006

Il procuratore federale Palazzi chiede pene severe nel processo a calciopoli: Juve retrocessa almeno in C con 6 punti di penalizzazione.

Lazio e Fiorentina, sempre secondo l'accusa, devono essere retrocesse in serie B con 15 punti di penalizzazione.:

Il Milan deve essere inserito nella serie cadetta con 3 punti di penalizzazione.

Per quanto riguarda i dirigenti, il procuratore ha chiesto cinque anni a Carraro, Moggi, De Santis, Giraudo, Lotito e due a Galliani.

 

 

 

Processo: Caf, no istanza Bergamo

04 07 2006

La Caf ha rigettato l'istanza con la quale Paolo Bergamo aveva chiesto di essere estromesso dal processo a Calciopoli. Lo ha comunicato il presidente della Commissione Cesare Ruperto alla ripresa della terza udienza. 'Non risulta - ha detto - che Bergamo si sia dimesso da associato Aia' e dunque 'non e' venuta meno la giurisdizione di questa commissione'

 

 

 

Accusa chiede anche radiazioni

04 07 2006

Il procuratore federale, Stefano Palazzi, ha chiesto anche la radiazione per tutti gli arbitri coinvolti nello scandalo di calciopoli.

Cinque anni di inibizione con richiesta di radiazione anche per gli ex designatori arbitrali Bergamo e Pairetto, per il presidente dell'Aia, Tullio Lanese, e per l'ex segretario della Figc Mazzini.

Stessa pena viene chiesta pure per i fratelli Andrea e Diego Della Valle e per il dirigente viola Mencucci e per quello del Milan, Meani

 

 

Processo: Berlusconi indignato

04 07 2006

'Sono esterefatto e indignato'. Cosi' Berlusconi commenta le richieste dell'accusa nello scandalo del calcio.

 'Il Milan non ha mai avuto favori arbitrali - prosegue il presidente dei rossoneri - anzi, al contrario, e' stato vittima di favori arbitrali concessi ad altri club'. 'Mi e' difficile non vedere - conclude - in questa assurda e spropositata richiesta dell'accusa un movente ed una volonta' politica inaccettabile nell'ambito dello sport'.

 

Processo: chiusa terza udienza

04 07 2006

Si e' chiusa in anticipo la terza udienza del processo a Calciopoli in corso allo stadio Olimpico.

Il processo riprendera' domani mattina alle 9.30 con gli interventi degli imputati che non hanno preso oggi la parola (mancano tra gli altri i fratelli Della Valle, Lotito e Bergamo), poi tocchera' alla requisitoria del procuratore federale.

A seguire le difese dei 30 soggetti a giudizio.

 

 

Processo:Giraudo,manca una societa'

04 07 2006

'In quest'aula manca una societa' che ha patteggiato per i passaporti'.

Cosi' l'ex ad della Juve, Giraudo, riferendosi implicitamente alla Roma.

'Nel nostro mondo - ha aggiunto nel corso del suo intervento difensivo al processo a Calciopoli - abbiamo visto di tutto, dai Rolex ad altro. Questo e' un mondo pieno di faziosita''

 

 

Calciopoli, le reazioni alle richieste di pena

04 07 2006

Queste le dichiarazioni dei principali protagonisti delle richieste di pena da parte del procuratore federale Palazzi nell'ambito del processo "Calciopoli".

Cesare Zaccone (legale Juventus): "Le richieste di penalizzazione fatta per le diverse squadre sono totalmente non coerenti. La situazione accertata attraverso i fatti e le prove acquisite, non giustificano le differenze di trattamento sanzionatorio che emergono dalle richieste".

Adriano Galliani: (vicepresidente Milan)"Mi sono sempre comportato con lealtà e correttezza nei confronti di tutti. Nella telefonata con Meani, per la quale sono accusato, non ho mai avallato nè approvato nulla. Chiamai Meani soltanto perché qualcuno mi disse che Meani voleva telefonare ai designatori per lamentarsi del grave errore arbitrale subito in Siena-Milan".

Gennaro Mazzei (designatore guardalinee): "Il tono di Meani era esclusivamente di protesta, per come si sentiva per l'errore subito. Nel corso delle due telefonate ho cercato di difendere l'assistente Baglioni e Meani non mi ha mai fatto alcuna richiesta diretta. Nel sentire parlare me di rotazione - ha spiegato Mazzei - mi ha detto è anche il caso di far ruotare il Puglisi sul Milan, mi parlava di assistenti intelligenti, diceva anche 'non vogliamo regali ma assistenti bravi'".

Antonio Giraudo: (ex ad Juventus) "In quest'aula manca una società che ha patteggiato per il caso passaporti. Nel nostro mondo abbiamo visto di tutto, dai Rolex ad altro. Questo è un mondo pieno di faziosità".

Silvio Berlusconi: (presidente Milan) "Sono esterefatto e sdegnato nei confronti di questa richiesta di penalizzazione nei confronti del Milan - dice il proprietario del Milan ed ex presidente del Consiglio - si tratta di assurda e spropositata accusa, mi è difficile non vedere un movente e volontà politica inammissibile. Milan non ha mai avuto favori arbitrali, anzi, al contrario, è stato vittima di favori arbitrali concessi ad altri club".
Massimo De Santis: (arbitro) "Mi auguro da questa Corte altro tipo di trattamento rispetto all'ufficio indagini. Ho commesso un solo delitto: aver accettato di andare ad arbitrare il calcio e di applicare le regole senza aver ricevuto mai nessuna pressione e nessun condizionamento dai miei vertici istituzionali".

Luigi Pairetto: (ex designatore arbitri) "Mai e poi mai è stato fatto un sorteggio ad arte. Non mi sono mai permesso di condizionare un arbitro, spesso ho dato consigli però garantisco che mai e poi mai mi sono permesso di esprimere una sola parola nei confronti di una società, questo glielo garantisco. E' vero, ho detto che avrei voluto Paparesta e il massimo sarebbe stato Collina, perché era il miglior arbitro italiano. Ma il suo sorteggio è stato casuale, Collina è l'arbitro meno gradito alla Juventus ed era la quinta volta che l'arbitrava, dunque non c'era nessun progetto".

 

Processo: arbitri, siamo innocenti

04 07 2006

Quattro degli arbitri rinviati a giudizio nell'ambito di 'Calciopoli' hanno proclamato, davanti alla Caf, la loro innocenza. 'Non ho mai ricevuto pressioni dai designatori. Sono consigli per migliorare l'arbitraggio', ha detto Tagliavento. De Santis si dice 'deluso da Borrelli e Palazzi', mentre Rodomonti sottolinea che 'nessuno sa spiegarmi cosa avrei fatto'. Paparesta, infine, parlando del presunto sequestro nello spogliatoio, spiega che 'nessuno ne ha avuto la percezione'

 

 

Roma intende querelare Giraudo

04 07 2006

I legali della Roma sono al lavoro per valutare se le parole pronunciate dall'ex ad della Juve Giraudo contengano gli estremi per una querela. Al maxiprocesso per il calcio, Giraudo ha fatto un riferimento chiaro al club giallorosso che ha fatto arrabbiare Rosella Sensi. Quando verranno emesse le sentenze, i legali giallorossi chiederanno alla Caf di acquisire gli atti relativi all'intervento dell'ex dirigente della Juve. Se ci saranno gli estremi la Roma querelera' Giraudo per diffamazione

 

 

Processo: in A salirebbe Bologna

04 07 2006

Lecce, Messina, Treviso e Bologna potrebbero giocare in A se le sentenze confermassero le richieste dell'accusa al processo.

Ne e' convinto l'avvocato Mattia Grassani, difensore del Bologna ammesso nel processo davanti alla Caf come terzo interessato. Secondo il legale al posto delle tre retrocesse in B, ovvero Lazio, Fiorentina e Milan, andrebbero in A Lecce, Messina e Treviso.

I rossoblu, invece, sarebbero i primi secondo i criteri di ripescaggio

 

 

 

... e intanto la Nazionale Italiana nella magica notte di Dortmund del 4 luglio 2006 batte la Germania e si qualifica per le finali con il risultato di 2 a 0

 

Maxiprocesso, Ruperto: "Cerchiamo la verità"

05 07 2006

"Abbiamo vissuto una serata di gioia, vorrei che proseguisse". Cesare Ruperto ha aperto con queste parole l'udienza odierna del processo sportivo sullo scandalo del calcio. Il presidente del collegio della Caf si è rivolto all’aula con tono amichevole. "Non importa quale sia l’esito del processo - ha detto -, sarà una vittoria comunque perché noi cerchiamo la verità".

 

 

Bergamo lascia il processo, "Impossibile difendersi"

05 07 2006

Paolo Bergamo lascia il processo sullo scandalo del calcio. L'ex designatore arbitrale si è dimesso dall'Aia (Associazione italiana di categoria della Figc) e stamane non si è presentato in aula. Lo ha riferito il suo avvocato, Gaetano Scalise, che ha comunicato alla Caf le dimissioni del designatore. "E' impossibile difendersi in modo completo e chiaro", ha detto il legale

 

 

 

Arbitro Messina: "Non ho arbitrato la Juve per 5 anni"

05 07 2006

Domenico Messina si difede nel corso della sua audizione al processo sul calcio. "Io non ho arbitrato la Juventus per cinque anni e mi si dice che faccio parte del sistema - ha detto il direttore di gara -. E' una situazione paradossale. Non so di cosa mi devo discolpare. Non ho mai avuto colloqui con il presidente della Lazio Lotito nè con il vicepresidente Mazzini".

 

 

 

Processo, Lotito: "Mai chiesto favori arbitrali"

05 07 2006

"Io non ho mai contattato arbitri e i designatori, ma soprattutto non ho mai chiesto favori arbitrali". Lo dice Claudio Lotito, presidente della Lazio, che si sta difendendo davanti alla Caf dall'accusa di illecito sportivo formulata ieri dal procuratore Palazzi che ha chiesto per il dirigente biancoceleste il massimo della pena e la retrocessione in B del club. "Da quando sono entrato in Lega ho sempre portato avanti una linea di rottura con quel sistema" ha dichiarato Lotito. Sulla presunta combine con la Fiorentina ha detto: "Tre me e Della Valle non c'è stata nessuna richiesta di combine della partita Lazio-Fiorentina"

 

 

Violento attacco di De Santis a Figc e Ufficio indagini

05 07 2006

L'arbitro De Santis attacca la Figc e l'ufficio indagini di Francesco Saverio Borrelli al suo ingresso allo stadio Olimpico dove è in corso il processo sportivo sul calciogate

"Non ci è stata data la possibilità di difenderci - ha affermato il fischietto di Tivoli - le accuse si basano solo su dichiarazioni di persone di cui va valutata l'attendibilità. C'è stata la volontà di arrivare a queste sanzioni che sono troppo pesanti rispetto alla realtà delle cose". Per De Santis il primo grado di giudizio di fronte alla Caf rappresenta un processo sommario, ma l'arbitro non risparmia attacchi all'ufficio indagini di Borrelli: "In Figc nessuno ha voluto vedere i filmati. Le persone chiamate a giudicare su queste vicende non hanno capito cos'è il calcio. Un processo senza prove e senza testi - prosegue De Santis - calpesta i diritti dell'uomo. Non c'è stata la ricerca della verità".

De Santis annuncia che arriverà fino in fondo a questa vicenda: "Percorrerò tutte le strade possibili - ha spiegato - arriverò fino al Tar e al Consiglio di Stato. Vado avanti finché non verrà messa la parola fine". Il fischietto di Tivoli conclude con un attacco alla sua associazione di categoria: "L'Aia ci ha lasciato soli nel momento in cui sono arrivati gli avvisi di garanzia. Quello che dispiace è vedere troncate le carriere di gente come Tagliavento e Rocchi che non hanno commesso illeciti, e che di fatto non sanno ancora di cosa sono accusati".

 

 

 

Meani (Milan) porta le sue dichiarazioni per iscritto

05 07 2006

Il presidente della Caf, Cesare Ruperto, dopo aver ascoltato Lotito per quasi un'ora, ha chiamato a parlare Leonardo Meani e il guardalinee Fabrizio Babini, entrambi assenti, per poi interrompere l'udienza

Il primo, che voleva intervenire nel pomeriggio, porterà le proprie dichiarazioni in forma scritta. Il dibattimento riprenderà tra qualche minuto con il procuratore Stefano Palazzi.

 

 

 

Carraro: l'accusa mi umilia

05 07 2006

Riprende l'udienza al maxiprocesso per lo scandalo del calcio. Franco Carraro: 'L'accusa di illecito sportivo mi umilia e mi avvilisce'. L'ex presidente della Figc lo sottolinea in apertura del suo intervento al processo.'Questo - aggiunge - e' il giudizio piu' importante a cui sia stato sottoposto, e' in gioco la mia onorabilita' sportiva'

 

 

 

Della Valle: Fiorentina e' vittima

05 07 2006

Fiorentina 'vittima di un sistema' che teneva sotto schiaffo il calcio. Lo dice il presidente onorario della societa' Diego Della Valle.'Ci troviamo nostro malgrado - aggiunge Della Valle durante il processo di calciopoli - coinvolti in questa situazione un po' kafkiana, di cui siamo estranei'

 

 

 

Gea: Tanzi e Blasi dai magistrati

05 07 2006

Calisto Tanzi ed Emanuele Blasi, saranno sentiti oggi dai magistrati romani che indagano sulle attivita' della Gea. Entrambi saranno sentiti come testimoni. L'ex patron del Parma sara' ascoltato sui suoi rapporti con la Gea della quale ha fatto parte per un lungo periodo di tempo anche la figlia Francesca. Per Blasi quella di oggi e' la prosecuzione di una precedente audizione sospesa alla luce di alcune incongruenze emerse durante la deposizione

 

 

 

Processo: legale Juve,congrua la B

05 07 2006

'La pena accettabile sarebbe la serie B con punti di penalizzazione'. Cosi' il legale della Juventus, avvocato Zaccone. L'avvocato ha quantificato la giusta sanzione da attribuire al club bianconero su richiesta del presidente della Caf, Ruperto. Ascoltato anche il legale di Giraudo, Chiappero, che ha chiesto per l'ex amministratore delegato della Juve una sanzione solo per slealta' sportiva: 'Giraudo ha commesso degli errori sul piano della forma, dell'opportunita''.

 

 

 

Legale Fiorentina: "Chiediamo assoluzione"

06 07 2006

Davanti alla Caf è terminato anche l'intervento di Giuseppe Morbidelli, legale della Fiorentina, dei fratelli della Valle e dell'ad Sandro Mencucci. "Confermiamo - ha detto Morbidelli nella sua breve arringa - le nostre conclusioni di piena assoluzione di tutti i nostri assistiti".

 

 

Ruperto: "Di questo processo si sparla troppo"

07 07 2006

"Di questo processo si parla e si sparla troppo, anche all'esterno. Si dice che non c'è dibattimento, che non si dà spazio alla difesa. Invece è un dibattimento del giudizio sportivo anche espanso al massimo".

Cesare Ruperto si sfoga in apertura dell'udienza del maxi-processo sportivo. Il presidente della Caf risponde alle tante critiche ricevute per la presunta sommarietà del procedimento

"In questo processo - spiega Ruperto - potete dedurre tutto quello che volete, dire esibire tutto quello che volete. La Commissione poi andrà in camera di consiglio ed esaminerà tutto con il suo tempo. Quello che sarà necessario per l'accertamento della verità sarà acquisito".

L'ex presidente della Consulta passa al contrattacco: "Tutti mettono il becco qui, dicendo che viene strozzata la difesa, che è un processo ingiusto. Ma - fa notare - ogni processo ha la sua fisionomia, quello penale, quello civile, quello sportivo, quello religioso. Noi nei limiti consentiti dalla giustizia sportiva cerchiamo di arrivare alla ricerca della verità. Qualcuno si meraviglia addirittura che un ex presidente della Corte Costituzionale si presta a un processo in cui non ci sarebbe spazio per la difesa. Ma qui si fa una difesa che si adatta a questo tipo di processo, non è mica una Corte d'Assise".

 

Processo: tocca a difesa Mazzini

07 07 2006

E' ripresa con l'arringa difensiva dell'ex dirigente della Figc Innocenzo Mazzini, l'udienza del maxiprocesso del calcio. Difesa a oltranza dei legali della Lazio: 'Vogliamo e chiediamo l'assoluzione completa senza subordinate'. Lo ha detto uno dei togati della societa' biancoceleste, Gaetano Siniscalchi. Il presidente della Caf, Cesare Ruperto, intanto risponde alle accuse.'Come si puo' pensare che un ex presidente della Corte Costituzionale si presti a comprimere le difese'.

 

 

 

 

E mentre i giudici sono riuniti per decidere il futuro del calcio italiano ....

09 07 2006

 

Italia Campione del Mondo

Berlino

Italia 6 - Francia 4

Non solo in Italia, ma in tutto il mondo il successo azzurro e' motivo di festeggiamenti, da New York fino a Nuova Delhi. A Brooklyn un boato ha accolto la vittoria dell'Italia, ma si e' esultato anche a grandi cita' Usa, dove ci sono grosse comunita' italiane, come Boston o San Francisco. A Londra migliaia di italiani in festa hanno trasformato il centro in un mare tricolore. In Germania, oltre 600 mila italiani residenti e i tanti turisti stanno scuotendo la notte.

 

 

 

 

 

Prima sentenza sullo scandalo calcio
Juve, Lazio e Fiorentina in serie B

14 07 2006

E' una sentenza di primo grado, dunque modificabile, ma resta pur sempre un macigno scagliato dalla Caf nelle acque torbide del calcio. La Corte d'Appello Federale, per bocca del suo presidente, Cesare Ruperto, in una decina di minuti ha rivoluzionato il campionato passato, presente e futuro.

La Juventus viene retrocessa in serie B (non in C1 come chiesto dal procuratore federale Palazzi) e l'anno prossimo partirà con 30 punti di penalizzazione. E c'è chi calcola che con un handicap così pesante sarebbe stato più logico mandare la Juve in C ma partendo da zero. Allo società bianconera è stato tolto lo scudetto incriminato, quello del 2004-2005, ma dovrebbe essere revocato anche il secondo tricolore conquistato da Capello, al momento non assegnato. Deciderà Guido Rossi, commissario straordinario Figc.

Massimo della severità per Fiorentina e Lazio, entrambe retrocesse in serie B ma con differenti penalizzazioni (i viola con -12, i biancocelesti con -7).

Il Milan resterà in A ma con partirà con 15 punti in meno. Per il campionato 2005-2006 al club rossonero sono stati tolti 44 punti: la squadra perderà il palcoscenico e gli introiti della Champions ma non è escluso che possa giocare la Uefa dato che l'Empoli ha già rinunciato a partecipare. L'intricata situazione si chiarirà nelle prossime settimane: il termine per l'iscrizione alle coppe europee scade il 25 luglio

Tra i singoli tesserati, si prendono cinque anni di inibizione e proposta di radiazione Luciano Moggi e Antonio Giraudo. L'ad del Milan Adriano Galliani si ferma a un anno e Leonardo Meani, l'addetto agli arbitri 'sconfessato' dalla società rossonera, tre anni e sei mesi. Stessa pena inflitta al presidente della Fiorentina Andrea Della Valle (suo fratello Diego ne deve scontare quattro). E ancora: tre anni di inibizione al presidente della Lazio Claudio Lotito, quattro anni e sei mesi all'ex presidente della Federcalcio Franco Carraro, cinque all'ex vice presidente della Figc Innocenzo Mazzini.
Per i dirigenti arbitrali, esce di scena Paolo Bergamo per difetto di giurisdizione mentre il suo ex collega designatore Pierluigi Pairetto è inibito per due anni e sei mesi. Due anni e mezzo a Tullio Lanese, uno a Gennaro Mazzei e sola ammonizione a Pietro Ingargiola.
Tra gli arbitri, quattro anni e sei mesi di inibizione a Massimo De Santis, tre anni e sei mesi a Paolo Dondarini, tre mesi a Gianluca Paparesta e proscioglimento per Pasquale Rodomonti, Paolo Bertini, Domenico Messina, Gianclia Rocchi e Paolo Tagliavento. Un anno di inibizione, infine, ai guardalinee Claudio Puglisi e Fabrizio Babini.

LE MOTIVAZIONI. In 154 pagine la Caf spiega che si è tenuto conto anche degli effetti dello scandalo "sull'immagine di tutto lo sport italiano". Tra l'altro si legge che Moggi e Giraudo "sono stati ritenuti responsabili di un solo episodio di illecito sportivo; tuttavia l'illecito è caratterizzato dall'attuazione di una condotta continuativa nel corso di tutto il campionato, programmata al fine di realizzare l'intento di procurare alla Juventus un vantaggio in classifica, mediante il controllo diretto o indiretto della classe arbitrale, secondo le modalità descritte in motivazione, e costituisce, quindi, fatto disciplinarmente più grave di quello che si realizza mediante la condotta diretta alla alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola partita".
Quanto alla Juventus, "ha tenuto un comportamento processuale apprezzabile perché improntato a lealtà e correttezza; ha dimostrato inoltre, con l'opera di rinnovamento societario già attuata, di riconoscere gli errori commessi nel passato per il tramite dei suoi dirigenti e di avere iniziato un processo di rigenerazione; di conseguenza la sanzione richiesta dalla procura federale deve essere notevolmente attenuata".

Per la Lazio si è riscontrato un solo illecito. In particolare, sostiene il dispositivo della sentenza Caf, per la Lazio "l'azione di Lotito diretta a trovare appoggi per la sua squadra è proseguita incessantemente con condotte per le quali la commissione certo non ha ritenuto pienamente provati gli elementi che ne permettessero l'attribuzione a titolo di illecito, ma che sono lesive dello spirito di lealtà e correttezza".

Alla Fiorentina è stata invece contestata una "pluralità di illeciti", anche se la Caf ha riconosciuto che "il comportamento dei dirigenti scaturisce dal fatto che la squadra era rimasta penalizzata da una serie di arbitraggi sfavorevoli i quali avevano compromesso la sua posizione in classifica al punto da far apparire "piu' che concretò il pericolo di una sua retrocessione".

RICORSI. Dopo la lettura pubblica del dispositivo, le parti in causa dovranno prendere visione delle motivazioni e preparare i ricorsi che tutti i club coinvolti hanno già preannunciato. Il secondo grado di giudizio davanti alla Corte Federale partirà probabilmente venerdì prossimo per arrivare a sentenza il 25 luglio, in tempo per rispettare le scandenze pattuite da Rossi con l'Uefa.

 

 

 

Stravolta la classifica di serie A
Inter e Roma in Champions League

14 07 2006

Serie A sconvolta, dopo le decisioni della Caf. Mentre tre squadre - Juventus, Lazio e Fiorentina - scivolano in B, altrettante possono essere quasi sicure di tornare nel campionato maggiore. Messina, Lecce e Treviso, retrocesse nella passata stagione, sono destinate a prendere il posto delle società punite dalla sentenza dello scandalo calcio. Niente da fare per il Bologna, invece, dato che la quarta squadra coinvolta - il Milan - è rimasta in A, seppur rinunciando alla Coppa Europea

Nel caso in cui si decidesse di ridurre la Serie A da 20 a 18 squadre, come proposto nei giorni scorsi dal commissario straordinario della Figc, Guido Rossi, solo una delle tre neoretrocesse riuscirebbe a reinserirsi nel grande giro della Serie A. Questa, però, al momento sembra destinata a rimanere solo un'ipotesi.
Juventus, Fiorentina, Lazio e Milan perdono anche il diritto a disputare le coppe europee (bianconeri, rossoneri e viola avrebbero dovuto partecipare alla Champions League, i biancocelesti alla Coppa Uefa). La posizione dei rossoneri è tuttavia ancora in bilico: sono tre i posti a disposizione nella Coppa Uefa e con i 44 punti di penalizzazione il Milan si "classifica" quarto, alle spalle dell'Empoli. Ma l'Empoli ha rinunciato a partecipare alle coppe europee e questo potrebbe rimettere in gioco la squadra di Silvio Berlusconi.

Inter e Roma vanno quindi in Champions League, Chievo e Palermo ai preliminari. Livorno e Parma, invece, prenderanno parte alla prossima Coppa Uefa, dove per soli cinque punti avrebbe potuto trovare spazio anche il Milan, adesso fermo a quota 44, contro i 49 dei toscani.

Queste le probabili venti di A: Ascoli, Atalanta, Cagliari, Catania, Chievo Verona, Empoli, Inter, Lecce, Livorno, Messina, Milan (-15), Palermo, Parma, Reggina, Roma, Sampdoria, Siena, Udinese, Torino e Treviso.
Queste le possibili ventidue di B: Albinoleffe, Arezzo, Bari, Bologna, Brescia, Cesena, Crotone, Fiorentina (-12), Frosinone, Genoa, Juventus (-30), Lazio (-7), Mantova, Modena, Napoli, Pescara, Piacenza, Rimini, Spezia, Triestina, Verona e Vicenza.


 

 

 

Calciopoli: otto nuovi avvisi di garanzia

20 07 2006

Otto avvisi di garanzia sono stati emessi dai Pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, nell'ambito della nuova tranche dell'inchiesta sugli illeciti del mondo del calcio nel quale è coinvolta la Reggina. Destinatari dei provvedimenti, nei quali si ipotizza il reato di concorso in frode sportiva sono il presidente della società calabrese Lillo Foti, l'ex designatore arbitrale Paolo Bergamo, gli arbitri Massimo De Santis, Andrea De Marco, Tiziano Pieri e gli assistenti Giorgio Nicolai e Sandro Rossomando

LE PARTITE «INCRIMINATE» - Sei le partite che sono sotto indagine, per le quali è ipotizzato il reato di frode sportiva attraverso la designazione di arbitri compiacenti: Reggina-Brescia (1-3), Reggina-Cagliari (3-2); Reggina-Palermo (1-0); Udinese-Reggina (0-2); Sampdoria-Reggina (3-2) e Palermo-Reggina (1-1). Già in precedenza la Reggina era apparsa come una società che per i pm napoletano Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci faceva parte del gruppo 'protettò dal sistema Moggi.

 

 

 

 

Calciopoli: atto secondo

25 07 2006

Calciopoli: sconti per tutti, Juve in B

Juve in Serie B a -17; Fiorentina in A a -19; Lazio in A a -11; Milan in Champions e prossimo anno a -8. Nove mesi a Galliani, due anni a Meani, due anni a Lotito.

Come effetto immediato della sentenza d'appello del processo di Calciopoli, la Juventus viene classificata ultima nella classifica del campionato 2005/2006 e retrocede per la prima volta nella sua storia in Serie B.
Nel prossimo campionato cadetto, i bianconeri partiranno da -17 punti. Nella sentenza di primo grado erano stati inflitti 30 punti di penalizzazione. Alla Juve sono revocati ben due scudetti

Fa festa il Milan che si vede restituita la Champions League con una sentenza assolutamente positiva e benevola rispetto alle richieste dell'accusa. Penalizzata di 30 punti rispetto ai 44 della precendente sentenza.
Il Milan passa poi da -15 a -8 punti di penalizzazione tornando a puntare ad una prossima stagione in corsa per lo scudetto.

Fiorentina e Lazio sono state riammesse in Serie A dalla sentenza della Corte Federale. La Fiorentina parteciperà alla A con 19 punti di penalizzazione mentre la Lazio con 11 punti di penalizzazione

 

 

 

Revocati gli scudetti 2004/05 e 2005/2006 alla Juventus

25 07 2006

La sentenza di calciopoli conferma la revoca degli scudetti 2004/2005 e 2005/2006 alla Juventus. Confermati i 5 anni di inibizione all'ex direttore sportivo e all'ex amministratore delegato della Juve Moggi e Giraudo.

 

 

L'appello assolve Franco Carraro

25 07 2006

Vincitore di fatto dell'appello del processo di Calciopoli, oltre il Milan, è Franco Carraro ex presidente della Figc. Carraro, infatti, è stato condannato a pagare 80 mila euro di ammenda.

 

 

Forti sconti di pena anche per i dirigenti coinvolti

25 07 2006

Oltre all'assoluzione di Franco Carraro, tutti i dirigenti coinvolti in calciopoli hanno beneficiato di forti sconti di pena, Moggi e Giraudo a parte. Al presidente della Lazio Lotito sono stati comminati due anni e mezzo di inibizione. A Galliani 9 mesi di inibizione. A Diego Della Valle 3 anni e nove mesi. Andrea Della Valle: 3 anni

 

 

Calciopoli: quattro anni per De Santis

25 07 2006

La corte d'appello ha comminato quattro anni di inibizione per l'arbitro Massimo De Santis. La Caf l'aveva inibito per 4 anni e mezzo

 

 

La nuova Serie A 2006/2007

25 07 2006

Alla luce delle decisioni della Corte Federale ecco la nuova Serie A 2006-2007

Ascoli
Atalanta
Cagliari
Catania
Chievo
Empoli
Fiorentina (da -19)
Inter
Lazio (da -11)
Livorno
Messina (ripescata)
Milan (da -8)
Palermo
Parma
Reggina (da -15)
Roma
Sampdoria
Siena
Torino
Udinese

 

Juve in B da -17

 

EPILOGO FINALE

 

Penalizzazioni

 

Serie A

Siena -1, Lazio -3, Milan -8, Reggina -11, Fiorentina -15
L`arbitrato del Coni fa sconti alle inquisite

 

Serie B

 Pescara e Triestina -1, Arezzo -6, Juventus -9

Nessuno sconto per l`Arezzo che rimane con il -6 iniziale.

 

 

e non finisce qui....

12 aprile 2007

 

Calciopoli, 15 nuove partite sotto esame

Sono 39 complessivamente le partite di calcio al centro dell'inchiesta condotta dai pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, come emerge dall'avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato oggi. Quindici di questi incontri non comparivano nei precedenti avvisi emessi lo scorso anno dai magistrati napoletani. Cio' si deve ai nuovi elementi acquisiti dai pm di Napoli dopo la trasmissione delle intercettazioni che erano state disposte dalla procura di Torino, nonche' all'esame dei tabulati delle telefonate fatte da diversi cellulari nella disponibilita' dell'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi.Le nuove indagini hanno portato al coinvolgimento di altri tre arbitri, di un assistente e del direttore sportivo del Messina Mariano Fabiani. A Moggi i pm hanno contestato presunti illeciti (l'ipotesi e' di concorso in frode sportiva) in reazione a tutte le 15 "nuove" partite finite sotto inchiesta. Nello stesso tempo sono uscite dall'inchiesta di Napoli tre partite che figuravano nei precedenti avvisi.

Tra queste l'ormai famosa Reggina-Juventus quando, secondo l'accusa, l'arbitro Paparesta sarebbe stato "sequestrato" dai dirigenti juventini nello spogliatoio dello stadio calabrese.

Gli atti relativi a questa vicenda sono stati infatti trasferiti per competenza
territoriale alla procura di Reggio Calabria.

Questo l'elenco delle nuova partite incriminate:
    Udinese-Brescia      1-2 (26-9-2004)
    Siena-Juventus       0-3 (23-10-2004)
    Juventus-Chievo      3-0 (31-10-2004)
    Messina-Reggina      2-1 (31-10-2004)
    Messina-Fiorentina   1-1 (28-11-2004)
Juventus-Milan       0-0 (18-12-2004)
    Roma-Parma           5-1 (19-12-2004)
    Brescia-Bologna      1-1 (6-1-2005)
    Cagliari-Juventus    1-1 (16-1-2005)
    Messina-Parma        1-0 (23-1-2005)
    Sampdoria-Siena      1-1 (30-1-2005)
    Siena-Messina        2-2 (13-2-2005)
Palermo-Lecce        3-3 (20-2-2005)
    Reggina-Messina      0-2 (13-3-2005)
    Lazio-Juventus       0-1 (24-4-2005).

 

 

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